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FRANCO LEOGRANDE: “COLPITO DALL’ELIA”

Chiacchierata con il veterano pugliese dopo la sua Luzzi-Sambucina, corsa per la prima volta sull’Elia. L’esperto driver fasanese ha valutato positivamente la sport calabra.

Se i giochi a quota tremila sono ormai economicamente inavvicinabili quasi per tutti, agli sgamati e veloci lupi di vecchia trincea come Franco Leogrande, resta la possibilità di correre con più tipi di auto, dando quel focus preciso su ogni macchina che altro non è, che il compendio della loro monumentale e variegata esperienza a quattro ruote.

Per lui, protagonista di mille appassionanti battaglie anche su sport compatte, nella Luzzi-Sambucina 2016 si è materializzata la possibilità di salire su un Elia, come mai gli era successo prima.

14595618_10209860369573384_4197397857174416198_nNessuna preparazione antecedente, solo molta curiosità e mestiere nella due giorni con la barchetta di Simeri Crichi. Agli scacchi il risultato è positivo, non tanto per quel buon timing che avrebbe avuto bisogno di vari ingredienti ad hoc per provare ad essere da record, ma per quelle sensazioni recepite da Leogrande, a suo agio nel trovare un buon passo con la Str sulla difficile strada calabrese.

La sua disamina è entusiasta e sincera: Ti dico la verità, con l’Elia mi sono divertito proprio. Il lunedì ho chiamato Tommaso per dirgli di trovare un motore nuovo e più potente, perchè con questo telaio che attacca bene, anche senza fare un assetto perfetto, in curva sentivo una grande aderenza. E considerate che avevo le gomme da pista a tele incrociate e non le radiali da salita, con una netta differenza di entrata in temperatura e quindi di resa. Già solo con le sole gomme giuste, avremmo fatto molto meglio.

L’analisi di Leogrande parte da dati oggettivi: il motore montato sull’esemplare di Tommaso Elia, ha effettivamente accumulato molti anni di intenso utilizzo, senza essere mai sostituito o rialzato. Cambio a leva, sospensioni ancora originali ed una quarantina di kg in più del minimo di fiche per la classe, ne fanno una macchina divertente e godibile, ma non incisiva come potrebbe, se fosse più evoluta. Un mulo che ha macinato km fra slalom e salite, senza componenti e sottocomponenti al top. Malgrado questo, malgrado gli scarsi 160 cv alla ruota a disposizione, quota molto lontana dai migliori Suzuki e Bmw delle ultime barchette, i tempi segnati da Leogrande e soprattutto le sensazioni ricavate, strappano più di un sorriso alla factory calabrese: Ho detto a Tommaso che con un bel motore, poi ci divertiamo. Io avevo 160 cv sotto più o meno, mentre oggi  le sport mille con un Bmw ne hanno oltre 210 e pesano pure molto meno.  Il telaio mi è piaciuto, mi ha colpito, disegna bene la curva ed anche se forzi senti che tiene la linea. Preparata bene in tutti gli aspetti, con l’Elia ci si possono togliere belle soddisfazioni.  Se dovesse ricapitare l’occasione, la riproverò sicuramente con piacere. Quanto a me, per l’anno prossimo sto pianificando, il mio desiderio è correre con una sport di media cilindrata, perché le tremila ormai sono inavvicinabili. Se ti compri per dire la M20 oggi, domani qualcuno spunta con la M25. Non è sostenibile questa situazione.

Francesco Romeo

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