CRONOSCALATE

GIUSEPPE CARDETTI CAMPIONE ITALIANO GRUPPO RS

Il driver barese confeziona una stagione trionfale con la Mini Diesel del team AC Racing Technology, conquistando lo scudetto di gruppo RS grazie al successo in quasi tutte le manches corse. 


Una stagione iniziata con sentimenti contrastanti, a metà fra la curiosità di misurarsi su una vettura Diesel e qualche perplessità su questo format tecnico, che è invece sfociata in una sonante vittoria del titolo tricolore del gruppo RS. Un traguardo raggiunto mettendosi negli specchietti anche le vetture di classe RSTB, denotando quindi un grado di competitività complessivo, molto molto elevato. 

GIUSEPPE CARDETTI CAMPIONE ITALIANO GRUPPO RS

Giuseppe Cardetti e la performante Mini a gasolio di taglia RSD2000, in quota AC Racing Technology, a Pedavena hanno apposto il sigillo ad una stagione assolutamente avvincente, nella quale sono stati mattatori di quasi tutte le manche di gara disputate. Una superiorità costante palesata in nove gare, non solo nella classe di appartenenza ma più volte anche nel gruppo, a testimonianza dell’eccezionale sintonia fra la vettura settata dai fratelli Abate ed il driver barese, che con la conquista del tricolore RS si riscatta di taluni momenti complessi vissuti nel recente passato agonistico.

Il 2019 è stato infatti l’anno più complicato per Cardetti, vittima di due importanti crash ad Ascoli ed al Bondone che hanno lasciato qualche piccola ripercussione fisica conseguente, mentre nel tormentato 2020 il suo programma si è limitato a sole due uscite in gara. 

Delle nove tappe tricolori corse nel 2021, proprio quella del Bondone ha riservato la più grande soddisfazione al pilota pugliese, con la vittoria di classe conquistata laddove due anni prima si era invece verificato un serio incidente. 


GIUSEPPE CARDETTI CAMPIONE ITALIANO GRUPPO RS

Alla sequenza vincente di gare nel Civm si è aggiunta quest’anno anche una gara in pista ad Imola, sua pista preferita davanti al Mugello, nella quale Cardetti ha centrato la terza posizione di divisione in gara-1 e ha patito un out tecnico in gara-2 mentre occupava la seconda piazza. 

I suoi trascorsi datati 2014-2015 parlano di brillanti esperienze con i Trofei del Ferrari Club Italia, attraverso delle gare cronometrate corse nei più famosi autodromi italiani sullo sviluppo di cinque manche, in cui Cardetti ha guidato con successo supercar come la F430, la 458 e la 612 Scaglietti. 

Proprio la 458, ultima berlinetta aspirata di mamma Ferrari, da lui posseduta in versione stradale, è la vettura che il pugliese vorrebbe portare in gara nel Civm, nella sua esecuzione Challenge. 

La sua ottima sintonia con le GT è stata evidente anche nel 2018, quando corse sei gare del Civm con la sua Porsche 997, prima di arrestare il programma mentre occupava la seconda posizione nella classifica di gruppo. 

Tornando alla stagione 2021, la gara rivelatrice delle potenzialità necessarie alla vittoria del tricolore è stata quella di Sarnano, nella quale Cardetti ha centrato la terza piazza di classe con distacco ridotto dalla vetta, scoprendo solo dopo gli scacchi di aver dimenticato di disattivare l’antipattinamento, dispositivo molto castrante per le prestazioni della vettura. 


GIUSEPPE CARDETTI CAMPIONE ITALIANO GRUPPO RS

La gara successiva doveva essere quella della conferma del proprio valore con i sistemi elettronici elusi e le prestazioni stabilmente al top in ogni gara, lo hanno via via convinto a correre con continuità per puntare al titolo: un prestigioso target raggiunto a Pedavena, con pieno merito. 

Il commento del neo campione italiano Giuseppe Cardetti: “Sono ovviamente molto contento del risultato raggiunto, che mi ripaga della grande intensità profusa e di qualche fase difficile  vissuta nel passato. Ho iniziato la stagione con un sentimento  misto fra curiosità e perplessità, entrambe derivate dalla nuova avventura con una macchina a gasolio, il cui comportamento non avevo idea di quale fosse, non avendola mai guidata prima. 

Quando mi sono accorto di aver centrato la terza piazza a Sarnano scordando di spegnere l’ASR, ho pensato subito che avrei voluto vedere il mio valore effettivo correndo la gara successiva senza sistemi attivati, per capire ove fossi come quota prestazioni. Gara dopo gara i risultati sono sempre stati eccellenti e ho così continuato, fino all’epilogo vincente di domenica scorsa. 

Ringrazio i fratelli Franco e Maurizio Abate per quanto fatto durante la stagione e per la competitività della loro vettura. 

Con loro il rapporto è saldo già da qualche anno. 

Oggi posso dire che questa annata mi sia molto servita, perché guidare con un arco di erogazione meno esteso come quello del motore turbo diesel e soprattutto esplorare il limite in curva e staccata con le gomme stradali imposte oggi per le vetture RS, specialmente sul bagnato, sono due aspetti che hanno arricchito il mio bagaglio tecnico di pilotaggio. Per il 2022 non so ancora cosa farò, intanto mi godo questo meritato titolo italiano e nelle prossime settimane valuterò gli orizzonti possibili per la stagione che verrà. 

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