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GRAMENZI: ANDRO’ PIU FORTE DELLA 155

Impressioni ed ambizioni del dentista da corsa dopo la prima uscita con la 4C 2.0 nella crono di Sarnano. Ulteriori segreti su questa compatta figlia degli ingegneri Angiulli e Beccio.

Non un semplice step evolutivo, ma una vera rivoluzione tecnica capitanata dall’Ingegner Angiulli in coabitazione col collega Sergio Beccio, portata avanti senza il coinvolgimento di altre realtà tecnologiche erroneamente comunicateci in precedenza.

  

La 4C di Marco Gramenzi è stata la scommessa tecnica esordita in una sua prima versione soltanto un anno fa, per dare nuova linfa ad una carriera che fra Viper, S4 e 155 V6TI, non latitava certo di ipercar e soddisfazioni.

La seconda esecuzione sulla base della coupé compatta del Biscione, di recente ultimazione, è stata però pesantemente modificata: dal centro di gravità fino a gabbia di sicurezza e crash box anteriore, passando per il noto V8 Zytek atmosferico ed il telaio rinforzato per il motore ora portante e i cerchi da 18, con servosterzo dedicato dell’ azienda scandinava EZ. Nuova pure la scatola del cambio Sadev, comandato dall’impianto elettronico al volante TEKNOGEAR di Diego Iodice.

  

Sebbene sia stata poco provata prima del debutto in Civm, perlopiu con gomme slick sotto la pioggia e in un brevilineo kartodromo, la New 4C ha lasciato ottime impressioni iniziali in Marco Gramenzi: “La macchina è molto reattiva ed ha una notevole motricità in ripartenza, anche dai tornanti più impervi e ripidi. Il passo allungato di oltre 5 cm le conferisce grande stabilità in rettilineo e il carico alare, sebbene non testato nel tunnel del vento e passibile di step evolutivi, svolge già il suo lavoro egregiamente. Non ha particolari problemi di sotto o sovrasterzo, ma è chiaro che ancora ci sia da affinare l’assetto nelle prossime settimane. Con i cerchi da 18″ pollici, ovviamente la macchina copia tantissimo ogni minima asperità del fondo stradale. Un aspetto da curare in fase di impostazione di curva. La posizione di guida ricalca la precedente, ma il roll bar è ora leggermente più basso. Il motore è una furia nel prendere i giri, è pieno ad ogni regime anche con una mappatura soltanto temporanea di Mauriello, che ha già svolto un ottimo lavoro di base. E potrà solo migliorare. Per ora ci siamo attestati su un regime prudenziale di 9000 giri, ma abbiamo ancora 400-500 rotazioni di margine. Sono convinto che molto presto andremo più forte della mia 155 V6TI, auto straordinaria ed amata dai tifosi di tutto il mondo, ma che paga ben 300 kg in più. Ripongo piena fiducia negli ingegneri Giuseppe Angiulli e Sergio Beccio, che hanno progettato e seguito quasi ogni aspetto della vettura. Sono fiducioso del lavoro fatto e delle evoluzioni che verrano, perché credo di aver scelto partner di alto livello.”

Francesco Romeo

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