
GRAMENZI E LA 4C: COME VA, COME CAMBIA E DOVE DEBUTTA
Intervista verità al sei volte tricolore dopo l’ultimo test dell’inedita Picchio-Alfa. Carattere, modifiche già deliberate e prima uscita Civm di questa Sport/Gt nel nostro incontro.
Manca poco al battesimo in gara. Anzi no. Se quello della pista, seppur ridotta come dimensioni, è già avvenuto e si è ripetuto anche ieri 22 giugno, per quello della strada s’ha da attendere ancora giorni migliori. Non per qualche deficit o problema viscerale del progetto, come malignano alcuni, ma perché anche al Bondone quel che si ha oggi, torna maledettamente utile. Il 4 luglio, come già anticipato da noi negli scorsi mesi con largo anticipo, arriverà un componente importante, anzi decisivo per la 4C.
Dopo avervi fatto scoprire in assoluta anteprima com’è fatta, adesso vi raccontiamo come va e come cambia già da subito o a stretto giro.
Dottor Gramenzi, ieri nuovo test ad Ortona. Una pista brevilinea che ha certamente fornito dati utili sull’equilibrio dinamico della risposta nei grandi e ravvicinati angoli di sterzata. A quelli più piccoli penserà il robusto carico alare. Conferma questa analisi?
Assolutamente si, perfetto, un analisi che rispecchia in pieno il nostro lavoro in pista. Ieri abbiamo capito tante cosette importanti, abbiamo modificato delle regolazioni che ci consentono di gestire meglio il sottosterzo e di “utilizzarlo” anche a seconda delle necessità. L’aspetto che più mi ha colpito e che quindi maggiormente mi preme sottolineare, è l’assoluta sincerità e reattività della macchina: ad ogni piccola modifica, risponde subito con precisione. La Picchio ha fatto un ottimo lavoro.
(La 155 V6 TI ultima evoluzione vantava 797 kg a 290 orari di carico alare, ndr)
Questo tratto di solito è tipico di un progetto sano?
Esattamente si ed è proprio questo che ci rincuora per l’immediato futuro.
La trazione come le è sembrata? Una pista quella di Ortona che ha tante ripartenze. Con un motore turbo e la trazione a sud, è una fase delicata da impostare per l’imprinting dinamico di una vettura…
Ottima, neanche buona, ma ottima. A proposito del motore è ancora un po’ troppo brusco, ma con una nuova mappatura lo renderemo più graduale. La potenza c’è ed è tanta, adesso lavoreremo per renderla più fruibile. E le dico di più: con i nuovi rapporti che la stessa Picchio ha studiato ed ora sta realizzando, da inserire nella scatola Hewland, faremo un grande salto in avanti anche da questo punto di vista, perché ottimizzeremo l’arco di erogazione in ogni marcia e quindi anche la motricità. Mi aspetto molto da questo componente.
A proposito di cambio, lei si è affidato ad un prodotto largamente impiegato da quasi tutti i Top Driver, non solo delle salite, il Teknogear. Come lo giudica?
Puo’ scrivere come prima cosa, questa? Voglio manifestare tutto il mio apprezzamento all’ingegner Diego Iodice, che ha realizzato un eccellente prodotto, velocissimo e fluido in ogni condizione. Adesso farà un grandissimo lavoro di interfaccia elettronica anche con questi nuovi rapporti. Una persona seria e dedita alla continua verifica e all’ aggiornamento costante dei propri impianti.
Capitolo freni. C’era da sistemare qualcosa nel settaggio?
Più che altro andavano definiti i flussi destinati all’aerazione dei dischi e crediamo di aver trovato la soluzione ottimale. La potenza di risposta c’è tutta ed anche la modulabilità soddisfa.
Lo sterzo è un aspetto molto delicato del layout tecnico della 4C di serie, così come di quella da gara. Perché non avete previsto nel progetto la servo assistenza? Non credete che possiate pentirvi di questa scelta?
Avevamo pensato anche a questo si, ma poi per il fatto che la macchina fosse come base una barchetta sport, abbiamo deciso di accantonarlo. Certamente dimagrirò parecchio…(ride di gusto)
Lei sulla 155 ha però un idroguida molto invasivo. Se la macchina avesse esordito al Bondone non sarebbe stato un banco di prova eccellente per testare l’impegno fisico e la tenuta delle parti in 17 km di curve? Si parla della possibilità futura di un servo anche per il prodotto di serie, derivato dal pacchetto dedicato agli Usa.
Ottime osservazioni, lo ammetto: Io sulla 155 in effetti ho un servosterzo veramente incredibile. Parlando di questa nuova auto, la scatola dello sterzo è quella originale della 4C in commercio, vedremo più avanti cosa fare eventualmente, in base alle risultanze dinamiche del veicolo. Ma sa, io per mio approccio sono sempre metodico e preferisco che la macchina debutti in una gara del Tivm, perché non voglio rischiare di perdere punti preziosi nel Civm. Qualcuno ha scritto che con la 4C corressi ad Ascoli ma lì la esporrò soltanto, perché è un appuntamento che merita. Non mi impegno però neanche per Svolte di Popoli, in quanto molto probabilmente in quel periodo non ci sarò. Ma il debutto è certamente differito ad una gara Tivm. Questo si, possiamo dirlo. Al Bondone corro con la 155 perché a questo punto dello sviluppo ancora primordiale con la 4C, le quattro ruote motrici della 155 mi fanno molto comodo..non lo nascondo.
Abitacolo: è stato concepito sulle sue misure in fase statica, ma poi durante il pilotaggio possono sempre comparire piccole necessità ulteriori. Com’è andata?
Vero, infatti abbiamo effettuato delle modifiche di dettaglio che miglioreranno significativamente il confort e l’utilizzabilità in gara.
La più immediata sensazione che le trasferisce la 4C?
Prestazioni e precisione, ma anche tanta sicurezza. Fra la bontà del telaio di base e le integrazioni studiate dalla Picchio per la gabbia e per le zone d’assorbimento, credo sia stato fatto un ottimo lavoro, che trasferisce grande fiducia. Un insieme compatto e reattivo.
Francesco Romeo




