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GRAMENZI: SCELGO LA S4 E L’ULTIMO TITOLO

Il medico da corsa non ha dubbi: la berlinetta torinese e l’alloro 2015, l’auto e il traguardo più emozionanti della sua carriera.


Uno degli aspetti più gratificanti delle gare in salita, è la grande estensione temporale della carriera di un pilota. Una vita a due ruote, fatta di benevole scorribande con gli amici nelle strade che fasciano le zone di San Benedetto del Tronto, in cui trovavi Marco Gramenzi, che ancora non pensava di raddoppiare le ruote su cui cavalcare la propria congenita passione per i motori. La priorità era studiare.

Gramenzi1Quando ne mancava uno ai 40 calendari però, si materializzava la voglia di passare alle auto. A guardare adesso il suo palmares, correlato al parco macchine con cui l’ha realizzato si innesca spontaneo un moto di ammirazione. Oltre 20 anni di gare, sempre a bordo di auto dal sangue decisamente blu: sarei blasfemo se mi lamentassi, perché quando nella vita hai potuto guidare Delta S4, Ferrari F40, Dodge Viper e Alfa 155 V6Ti, diventa impossibile chiedere di più. Di ognuna conservo un ricordo ed un tratto speciale del loro carattere.

La stragrande maggioranza dell’umanità da corsa, non ha mai guidato una e una sola volta, una e una sola di queste supercar. Il destino, per Marco Gramenzi, ha disegnato così una parabola speciale.

L’analisi di ognuna di loro è precisa: La 155 è la massima espressione della tecnologia italiana. Un auto da corsa doc, in cui tutto è stato concepito per la migliore prestazione possibile. Ha un motore con una potenza, una rotondità di funzionamento, una musicalità eccezionali. Come ogni oggetto specialistico deve essere settato bene e non sempre la cosa è facile o immediata, come per esempio è successo quest’anno. Infatti, dei miei sei titoli vinti in carriera, quello 2015 occupa un posto privilegiato rispetto a tutti. Ad un certo punto della stagione non avevamo un orizzonte del tutto chiaro, la situazione non ci diceva molto bene, tanto che pensavo che il titolo sarebbe andato. Poi invece siamo riusciti a capire l’indirizzo tecnico da intraprendere per raddrizzare la tendenza e con una bella seconda parte di stagione ce l’abbiamo fatta. E’ stato bello, appassionante, il più gratificante fra tutti i titoli italiani vinti.


Marco Gramenzi
Marco Gramenzi

Facendo reverse sulla sua carriera, si tirano fuori dal cassetto le suggestioni di altre milf a quattro ruote di assoluto pedigree: Della F40 cosa si può dire? E’ un auto incredibile, debordante. Quando sei in quarta ed acceleri a fondo, le ruote dietro pattinano. Già come è di serie, basta fargli uno scarico giusto e potresti correrci senza problema, visto che pesa poco più di 1100 kg. E’ un auto difficile, da decifrare, un auto da corsa nuda e cruda, senza alcuna concessione alla comodità. Il più bel ricordo è una delle Svolte di Popoli  fatte, quella corsa a ferragosto, con i vetri serrati, l’aria condizionata al massimo e il ViaSat attivato… Divertimento assoluto, al fresco… ed anche risultato pieno. Bello. Ricordo che non dovetti cambiare neanche il roll bar, perché a quel tempo andava bene l’arco suo, quello originale, mentre a livello inferiore la  vasca in kevlar ti dava belle garanzie. Una macchina sofisticata e velocissima, arrembante. Un emozione già vederla ferma, pensate alla guida.

Fra cotante italiane, si inserisce la Dodge Viper, che ha fruttato a Gramenzi comunque un bel contingente di trofei e sensazioni: macchina pesante ed ingombrante, niente da spartire con l’agilità della F40. La Viper è adatta soprattutto alle strade ampie e veloci. Una macchina da guidare sfruttando la sua più grande peculiarità, la mostruosa coppia a disposizione di un motore 10 cilindri con 7994 cc. Proprio lo stile di guida si rapporta alla sua straordinaria elasticità. Cambia il modo di guidare perché distribuzione dei pesi, lunghezza del cofano, rapporti del cambio, sono sensibilmente diversi rispetto a tutte le altre gramenzi-verzegnis-2004-01auto comunemente utilizzate. Il motore ovviamente era sempre disponibile e generoso già dai bassissimi regimi, ma purtroppo le varie restrizioni all’aspirazione l’hanno penalizzata. Da 650 cv ero arrivato ad averne 480 e la macchina non camminava praticamente più, visto il peso ed i gommoni da trascinare. Io li restringevo davvero quelle flange.

Dopo questo, il discorso confluisce sulla regina assoluta nel Menù Preferiti del nostro Mister Gramenzi, dentista per professione e pilota per vocazione: la Delta S4. La belva torinese, che presso i lettori de ilTornante.it e gli appassionati riscuote inusitati consensi, sottolineati da applausi ad ogni passaggio, ha catturato il suo cuore più di qualunque altra: Meravigliosa, la S4. Potentissima, impegnativa, reattiva. Una cascata di cavalli in ogni marcia, una vera furia. Ci ho fatto slalom, challenge e salite, sempre divertendomi come un matto. E’ la mia preferita, anche se la 155 ad esempio è più evoluta. La Delta è selvaggia, richiede una guida specifica ma ti ripaga con tante soddisfazioni. In poche parole, è unica.

Insomma, il galantuomo Marco Gramenzi, fresco del premio di miglior interprete delle vetture turismo 2015, fra le sue mille trincee da corsa, ha nitida nel cuore la sua più coinvolgente compagna di battaglia.

La leggendaria, mai doma, Delta Sovralimentata 4.


Francesco Romeo

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