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Grandi sfide nell’ Aci Racing Weekend allo storico Autodromo di Monza

Formula 4 Abarth, Formula 2000, Porsche Carrera Cup Italia, Campionato Italiano Sport Prototipi, Mitjet Francese (che ingloba il Campionato Italiano). Questo è ciò che riserva il weekend di 1, 2 e 3 Giugno allo storico Autodromo di Monza.

Partiamo con ordine, il sabato della Festa della Repubblica ci regala grandi qualifiche ed intense gare 1; anche domenica non sono mancate le emozioni, con colpi di scena a non finire. ACI weekend si conferma un importante appuntamento per il motorsport italiano, con il pubblico che risponde in maniera discreta, considerando le alte temperature e la concomitanza con la festa della Repubblica.

Giovani e giovanissimi, piloti e pilotini della rombante Formula 4 Abarth con il sogno del prestigio nascosto nel cassetto, si danno battaglia già durante la sessione di qualifiche, impressionando con staccate al limite degne dei migliori simulatori. La paura, questa sconosciuta.
Durante la prima sessione, che determina la griglia di partenza di gara 1, la pole viene conquistata da Gregoire Saucy (Jenzer Motorsport). Successivamente, con la pista più gommata, il nostro Leonardo Lorandi (Bhai Tech Racing) stacca una pole in 1:53:259, precedendo di 78 millesimi il poleman della precedente sessione. In un solo secondo sono racchiusi 14 piloti, in nemmeno 4 secondi tutti i 28 partecipanti.

Gara 1 si apre con l’errore in partenza di Saucy, una piccola indecisione che gli costa concentrazione e primo posto (chiuderà al nono), che viene immediatamente conquistato e difeso fino al termine da Lorandi. Al secondo posto si piazza Olli Caldwell (Prema Theodore Racing), che precede l’argentino Giorgio Carrara (Jenzer Motorsport). Il leader della classifica, Enzo Fittipaldi (Prema Theodore Racing) si scontra rompendo il musetto della sua Tatuus e concludendo anzitempo la sua gara.

La giornata di domenica vede la seconda gara delle Formula 4; la safety car, sempre pronta, non tarda ad entrare, permettendo al finlandese William Alatalo (Muecke Motorsport) di riavvicinarsi al leader Lorandi. La ripartenza coglie impreparato proprio il primo in classifica che perde qualche posizione. Una nuova safety car ricompatta il gruppo e dona spettacolo alla parte finale della gara. Alatalo mantiene la prima posizione e vince la sua prima gara in Formula 4, seguito da Olli Caldwell a 654 millesimi di distacco e Ian Rodriguez (DRZ Benelli)

La griglia di gara 3 è decisa dai secondi migliori tempi fatti registrare dai piloti durante entrambe le sessioni di qualifica. Leonardo Lorandi, partito secondo, ha dimostrato di avere una grande concentrazione, restando in testa dal sorpasso in griglia sino alla fine, distaccando di 1.13 secondi il vincitore di gara 2 William Alatalo, in lotta fino all’ultimo con Olli Caldwell.

Per quanto riguarda la Formula 2000 il giro più veloce è stato timbrato da Sandro Zeller sulla Dallara F3 motorizzata Mercedes e preparata dalla Jo Zeller Racing in 1:47:729.
Distacchi più importanti in questo campionato, anche in virtù delle diverse categorie che lo compongono. Il secondo classificato, Alessandro Bracalente, su Dallara F3 con motore Volkswagen della Pave Motorsport è staccato di “ben” 305 millesimi. Dopo la quarta piazza, che verrà occupata da Riccardo Perego, il gap dal primo classificato aumenta notevolmente, superando i due secondi dopo l’ottavo posto. L’ultima piazza disponibile sullo schieramento, ossia il ventesimo posto, verrà occupato dallo svizzero Lars Baumeler, con la Mygale BMW di Equipe Bernoise, staccata di 17 secondi.
Anche in Formula 2000 a farla da padrone è la safety car, che entra già al secondo giro per un contatto tra Rasero e Brajnik, che costringe il pilota serbo al ritiro. Dopo il contatto, Rasero precipita in sesta posizione e si accende la sfida tra Zeller e Bracalente, i due protagonisti della sessione di qualifica. Seconda safety car che azzera i distacchi e, dopo la ripartenza, il primo e secondo posto sono distaccati di soli 61 millesimi. Giro 9, di nuovo la safety car in pista, che vi rimarrà fino al penultimo giro. Bracalente effettua il sorpasso decisivo proprio all’ultima occasione utile, ovvero in parabolica, andando a conquistare il gradino più alto del podio, davanti a Zeller e Cola (Monolite Racing).
Gara 2 inizia con il colpo di scena che riserva Bracalente, il quale per problemi meccanici, è costretto a partire dalla pit-lane. Sandro Zeller parte al comando, di fronte a Perego e Rasero.
Colpo di scena numero due: Bracalente è costretto al ritiro. Rasero sorpassa Perego e si porta in seconda posizione mentre incalza Renato Papaleo (Twister Italia). Al sesto giro il secondo in classifica va in testacoda ed entra la safety car. Alla ripartenza è sempre Zeller a fare l’andatura, portando la sua Dallara con motore Mercedes fino al traguardo con 5.2 secondi di vantaggio da Perego. Bottiroli e Pellegrino si girano, concedendo la terza piazza a Kurt Bohlen (Franz Woss Racing).

Le qualifiche del monomarca Porsche vedono Simone Iaquinta in pole position; il pilota di Ombra Racing ha registrato un tempo di 1:50:147 precedendo Diego Bertonelli (Dinamic Motorsport) e Alessio Rovera (Tsunami RT)

Gara 1 rispecchia le aspettative, regalando emozioni e safety car già dopo pochi minuti, con Alessandro Satta (Ghinzani Arco Motorsport) che va in testacoda e costringe all’ingresso la vettura di sicurezza. Il restart segnerà il dramma dell’intero weekend del campionato Porsche Carrera Cup Italia. Alla staccata della prima variante, un contatto tra Iaquinta, Rovera e Fulgenzi (fino a quel momento il podio virtuale) crea grossi danni alle vetture che non permetteranno ai piloti Tsunami e Dinamic di presentarsi al via di gara 2. Diversa la situazione per Simone Iaquinta, che è stato direttamente escluso dalla possibilità di prendere parte alla seconda gara del round di Monza. Diego Bertonelli (Dinamic Motorsport) approfitta dell’incidente tra i tre leader e si porta al comando. Anche il dopo gara regalerà una sorpresa. Sergio Campana, del team Ghinzani Arco Motorsport, verrà retrocesso dopo la valutazione di un episodio sospetto, ossia un sorpasso che ha costretto Tommaso Mosca (Tsunami RT) sull’erba alla violenta staccata della variante della roggia avvenuto all’ultimo giro. La classifica finale è composta dalla prima posizione occupata da Diego Bertonelli, che ha difeso egregiamente il primo posto, Tommaso Mosca e Gianmarco Quaresmini. La Michelin Cup è stato affare del pilota Bashar Mardini del team GDL Racing. Sul secondo gradino del podio Luca Pastorelli e Alex De Giacomi, con le 911 GT3 Cup raffinate rispettivamente da Dinamic Motorsport e Tsunami RT.
Per quanto riguarda la categoria Silver il vincitore è Riccardo Cazzaniga (Ghinzani Arco Motorsport), al secondo posto si è classificato Stefano Stefanelli con la vettura del team Shade Motorsport ed il giornalista Maurizio Spinali sul gradino più basso del podio, con una Guest Car.

Gara 2 vede protagonista Gianmarco Quaresmini (Dinamic Motorsport) che, partito dalla quarta piazza, è subito andato in testa per poi blindare il primo posto. In virtù dell’ordine di partenza invertito nei primi sei posti rispetto all’arrivo di gara 1, Bashar Mardini, pretendente al titolo in Michelin Cup, è scattato dalla prima posizione. Proprio il vincitore di gara 1, Diego Bertonelli, subisce una foratura a meno di 6 minuti dal termine in uscita dalla parabolica. La classifica provvisoria vede Tommaso Mosca al secondo posto; che verrà in seguito penalizzato di 5 secondi in seguito ad un comportamento ritenuto scorretto durante il Formation lap. Mercatali (Dinamic Motorsport) e Segù (Ghinzani Arco Motorsport) completano il podio.
La Michelin Cup vede ancora vincitore il pilota della GDL Racing Bashar Mardini, che taglia il traguardo con meno di 6 decimi sul secondo classificato Niccolò Mercatali inseguito da Luca Pastorelli, entrambi portacolori Dinamic Motorsport.
Simone Pellegrinelli, dopo aver scontato un drive-through, riesce a cogliere la vittoria in Silver Cup; al secondo posto troviamo Luca Lorenzini e Vincenzo Montalbano, con le vetture rispettivamente di Shade e Ghinzani Motorsport.

Ottime le impressioni per il Campionato Italiano Sport Prototipi, con le bellissime e velocissime Wolf motorizzate Aprilia RSV4. Il propulsore sviluppa 192 CV, ed è installato su una vettura dal peso complessivo massimo di 378 Kg. Linee Sinuose e livree da urlo regalano a questa categoria un touch of class non indifferente.
La giornata di sabato vede come protagonista delle qualifiche Lorenzo Pegoraro (Best Lap) che sigla la pole position in 1:53:520, precedendo in griglia il compagno di scuderia Dario Capitanio di 145 millesimi.

Gara 1 si apre con la lotta per il primo posto come esclusiva degli occupanti della prima fila, ma sarà proprio Pegoraro ad avere la meglio sul compagno di squadra, che termina la gara in terza posizione, alle spalle di un agguerrito Hultén (Race Promote Scandinavia) che esegue il sorpasso su Capitanio proprio nel finale. Mirko Zanardini, il portacolori AC Motorsport, dopo aver terminato in terza posizione la gara, è stato penalizzato di 5 secondi per un taglio di variante, concedendo così il gradino più basso del podio a Capitanio.

Nella giornata di domenica, sotto un sole cocente, oltre alla vittoria in solitaria del martellante Pegoraro, è degno di nota il secondo posto del 15enne Simone Riccitelli, alla prima avventura nel motorsport (che sia di buon auspicio!). La terza posizione è stata conquistata da Matteo Pollini sulla vettura preparata da Giacomo Race. Una grande lotta dietro il leader Pegoraro ha contraddistinto gara 2 di questo campionato che si preannuncia interessante nei suoi prossimi appuntamenti. Il secondo classificato di gara 1, lo svedese Hultén, entra in contatto dapprima con Zanardini alla violenta staccata della prima variante subito dopo la partenza, e con Neri, al secondo giro. A 16 minuti dal termine, Dario Capitanio, fino a quel momento in seconda posizione, in lotta con Pegoraro rallenta ed è costretto al ritiro, lasciando via libera a Riccitelli e Pollini.

La Mitjet francese, che comprende il campionato italiano, si compone di due macro categorie, la 3.5 Supertourisme, motore da 330 CV per 850 Kg (con un suono, un urlo, oserei dire, meraviglioso) e la “piccola” 2000 da 230 CV per 750 Kg.
Tre gare questo weekend per i protagonisti di questo campionato interessante e dai costi relativamente contenuti. Le competizioni si compongono di due gare sprint da 18 minuti + 1 giro, la prima AM e la seconda PRO, ed una endurance da 40 minuti + 1 giro.
La coppia Di Benedetto/Malvestiti della scuderia The Club conquista la pole tra le 2L in 2:12:564, mentre le imprendibili Supertourisme hanno tempi che viaggiano sui 2’ netti.

Gara 1 vede la vittoria al fotofinish di Romain Carton della GPC Motorsport su Matthieu Valette (VIP Challenge) di soli 54 millesimi e Nerses Isaakyan (Arctic Energy); la 2L termina con la prima posizione conquistata da Sebastien Baud della GPC motorsport, davanti al nostro Malvestiti, ad occupare il terzo gradino del podio Victor Weyrich, compagno di squadra del vincitore.

Domenica la seconda gara sprint viene vinta dal 20enne russo Nerses Isaakyan, secondo classificato in gara 1. Alexandre Guesdon (Generation Stunt) giunge alle spalle di Isaakyan staccato di 346 millesimi; in terza posizione Jérémy Lourenco con la vettura di VIP Challenge.
Per quanto riguarda la categoria 2L, gara 2 è riservata ai piloti PRO. La vittoria è andata a Di Benedetto, seguito da Sebastien Baud ed Enrico Garbelli (AP Motorsport).

Veniamo ora alla gara endurance, 40 minuti di fuoco che consegnano la vittoria al portacolori di Generation Stunt Alexandre Guesdon, a poco meno di 2 decimi da Valette e 21 secondi di distacco da Isaakyan.
La gara delle 2L è stata conquistata dalla coppia Di Benedetto/Malvestiti, protagonista durante tutto il weekend. In seconda posizione Weyrich, a più di un secondo. Incredibile la marcia dei primi due che sono riusciti a terminare a pieni giri, doppiando addirittura il terzo classificato Arthur Lepetre, della Mirage Racing.

Davide Vigorelli

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