
Gus Greensmith cambia arma: Toyota per l’assalto al WRC2
Nel rally moderno, cambiare macchina non significa solo cambiare volante. Significa cambiare filosofia di guida, adattare il proprio stile e ripensare l’approccio alle speciali. È esattamente la sfida che Gus Greensmith ha deciso di affrontare nel 2026.
Il Safari Rally Kenya segnerà infatti l’inizio della sua nuova avventura nel World Rally Championship in categoria WRC2, ma soprattutto il debutto al volante della Toyota GR Yaris Rally2, dopo tre stagioni trascorse con la Škoda Fabia RS Rally2.
Una scelta ponderata, arrivata dopo anni di risultati solidi ma con la sensazione che fosse arrivato il momento di cambiare prospettiva.
Una nuova fase dopo tre anni con Škoda
Negli ultimi tre campionati Greensmith è stato uno dei protagonisti costanti del WRC2. Con la Fabia Rally2 ha raccolto vittorie importanti e si è spesso inserito nella lotta per il titolo.
Nel 2025 il britannico è rimasto in corsa fino alle battute finali della stagione, vincendo su terreni estremi come Kenya e Arabia Saudita. La sua rincorsa iridata si è però fermata a causa di problemi meccanici nelle tappe decisive di Cile e Giappone, lasciandolo quarto nella classifica finale.
Dopo quella stagione, il cambio di programma è maturato quasi naturalmente.
«Abbiamo avuto tre anni molto buoni con Škoda», ha spiegato Greensmith. «Mi sono divertito e abbiamo ottenuto ottimi risultati, ma era arrivato il momento di cambiare.»
Il motivo principale è tecnico: negli ultimi anni diversi piloti passati alla Toyota hanno evidenziato un salto di rendimento.
«È diventato evidente che molti di quelli che sono passati alla Toyota hanno fatto un passo avanti in termini di ritmo.»
Un’auto diversa, una filosofia diversa
Il primo contatto con la GR Yaris Rally2 è avvenuto durante un intenso programma di test: tre giorni sugli sterrati del Portogallo, seguiti da una sessione in Kenya per preparare il Safari.
Fin dai primi chilometri Greensmith ha percepito differenze significative rispetto alla Fabia.
«La filosofia dell’auto è molto diversa, e richiede uno stile di guida differente, soprattutto rispetto al mio.»
Uno degli elementi che più lo ha colpito è l’efficacia dell’avantreno.
«La parte anteriore della macchina è incredibilmente forte. La velocità con cui ti porta in traiettoria è davvero impressionante.»
Non significa necessariamente che la Toyota sia più veloce in senso assoluto, ma secondo il pilota britannico offre un comportamento più “assistivo” nelle situazioni di gara reali, dove gli input non sono sempre perfetti.
«Se mettessi Škoda e Toyota sulla stessa speciale probabilmente la differenza sarebbe minima. Ma la Toyota sembra aiutarti di più quando le condizioni diventano complicate.»
Il processo di adattamento
Passare a una nuova Rally2 significa anche imparare una grande quantità di dettagli tecnici. Greensmith racconta di aver dedicato molto tempo allo studio dei manuali e delle procedure della vettura.
«Durante i test ho passato molto tempo a studiare tutto. Più pratica avrò, più capirò come sfruttarla al meglio.»
Il lavoro con Toyota si è rivelato fondamentale anche per adattare la vettura al suo stile.
«Abbiamo parlato molto della filosofia dell’auto e l’abbiamo adattata a ciò che mi piace. Alla fine del test mi sentivo già molto a mio agio.»
Il Kenya come punto di partenza
La scelta di iniziare la stagione al Safari Rally Kenya non è casuale. Il rally africano è uno dei più duri del calendario, ma anche uno degli eventi in cui Greensmith ha dimostrato di essere particolarmente competitivo.
Negli ultimi due anni ha conquistato la vittoria WRC2 proprio sulle strade attorno al lago Naivasha.
«Il Kenya può essere fantastico o disastroso», ha ammesso. «Ma negli ultimi anni per me è andata piuttosto bene.»
Il motivo è semplice: le sue qualità emergono proprio nei rally più difficili.
«Gli eventi più duri sono sempre stati il mio punto di forza. In Kenya devi capire dove puoi spingere e dove devi proteggere la macchina.»
Un programma ancora flessibile
Il calendario WRC2 di Greensmith dovrebbe seguire uno schema simile a quello della stagione precedente, ma il pilota britannico non esclude di aggiungere alcune gare veloci lungo il percorso.
Per ora però tutta l’attenzione è concentrata sul debutto africano.
Il Safari rappresenta il test perfetto per una nuova vettura: sterrati brutali, pietre affioranti, temperature elevate e un ritmo che mette sotto pressione ogni componente meccanico.
Non è il rally ideale per valutare la pura prestazione, ma è perfetto per capire quanto una macchina possa sopravvivere alla realtà del WRC.
Ed è proprio lì che Gus Greensmith inizierà il suo nuovo capitolo con Toyota.



