CRONOSCALATE

I SOGNI SPEZZATI DI GIUSEPPE CUZZOLA

La Nova Proto appena ordinata, ma non solo. Il brutale stop del destino ha precluso al compianto pilota reggino, ambiziosi progetti agonistici presenti e futuri. 


Aveva l’agenda satura di appuntamenti e non solo di innumerevoli impegni lavorativi. Una quotidianità intensa, che lo vedeva interagire con tutta Italia per la sua attività di trasporti. 

Giuseppe Cuzzola era un indefesso lavoratore, quanto un instancabile sognatore. 

Nelle sue parole trovavano dimora al primo step laboriosità e responsabilità, contigui però a quel sottofondo perpetuo di passione verace per lo sport motore che lo animava fin da piccolissimo ed a cui fra qualche anno avrebbe voluto dedicare ben più spazio, lavorando oggi per avere domani un asset aziendale ancora più definito e meno dipendente dalla sua presenza incessante. 

Dal motorino sempre più elaborato alla Nova Proto appena ordinata infatti, la parabola che ha disegnato la linea esistenziale del Giuseppe Cuzzola adolescente prima e dell’imprenditore avviato dopo, ha avuto come filo continuo la sua viscerale pulsione per la velocità. 


I SOGNI SPEZZATI DI GIUSEPPE CUZZOLAQualche mesa fa aveva venduto la sua bella Radical Pro Sport Super Evo, acquistata nel lontano 2012  e ceduta nel 2021 dopo varie evoluzioni mirate che ne avevano profondamente mutato stile e performance, sviluppandola in sinergia con l’amicone e socio da corsa Giuseppe Spoto

Fra i 165 cv del primo cuore Kawasaki della vettura a passo corto del tempo (in primis gestita da Luca Scaramozzino) ed i cento in più della ben più estrema versione finale in gara ad Orvieto 2021, si sono frapposte coppe tricolori di classe, record del percorso in Civm e Tivm e vittorie assolute, colte talvolta anche negli slalom. 

Da almeno un anno Giuseppe Cuzzola guardava alla Nova Proto con crescente interesse, sebbene sempre vivo sia rimasto in lui l’entusiasmo della nuova vettura che da anni aveva progettato di costruire con Giuseppe Spoto, lui attardato da una mole di lavoro incessante nella sua officina e così impossibilitato, causa anche pandemia, a presentare prima la loro macchina. La loro numero Zero manca oggi di pochissimi componenti (proprio nei giorni scorsi ha guadagnato un nuovo differenziale), ha già montato al retrotreno un potente motore 1000 Suzuki K18 ed è vestita da una carrozzeria Formula che cela la vasca in carbonio con cui e’ ritratto il compianto pilota reggino nella foto. Nei mesi a venire quindi, il primo esemplare del sogno di Giuseppe Cuzzola e Giuseppe Spoto si presenterà alla community da corsa, rimbalzando l’emozione fin lassù. 

Due giorni prima di trovare la morte, Cuzzola e’ stato in visita da Simone Faggioli, che da qualche settimana era diventato la sua preziosa bussola per la nuova vettura che aveva scelto, la Nova Proto model year 2022. 

La barchetta francese aveva molto colpito il driver reggino per la rilevante qualità costruttiva e per la duttilità’: con la stessa vasca di carbonio e simili punti di vincolo infatti, la Nova Proto gli avrebbe consentito di adottare varie configurazioni di bracci e propulsori, variando così interasse e presa di forza, con relativa semplicità.


I SOGNI SPEZZATI DI GIUSEPPE CUZZOLA

Per il 2022 infatti, Cuzzola stava valutando un paio di opzioni: un paio di mesi fa aveva commissionato un Suzuki 1400 all’amico Antonino Cardillo, col quale aveva già un feedback positivo per un precedente propulsore realizzatogli proprio dal tuner messinese. L’idea primordiale era quella di montare questo prestante cannoncino Suzuki sulla Nova Proto per poi passare nel 2023 ad un 3000 Zytek, vero sogno nel cassetto di Cuzzola, che sognava sempre di vincere la sua amatissima Santo Stefano-Gambarie su una pregiata barchetta sport da tre litri. 

La visita alla factory di Faggioli lo aveva però quasi fatto innamorare della versione V8-2000 della Nova Proto, tanto da fargli ipotizzare di dirottare il 1400 moto ad uno degli esemplari futuri della macchina in costruzione con Peppe Spoto e a far uscire dalle officine francesi la sua nuova Sport, direttamente col motore a otto cilindri due litri. Negli ultimi giorni della sua vita il pilota del team Piloti per Passione stava decidendo il da farsi, diviso com’era fra il fascino del V8 3000 in ottica 2023 e le doti potenziali del doppio quattro cilindri moto della Sinergy. Un discorso questo, che avrebbe ancora sviscerato con Simone Faggioli, apparso davvero molto scosso per la scomparsa di Cuzzola, alla luce anche del bel rapporto che si stava cementando nelle ultime settimane. 

Altro pallino del compianto reggino, il più costante di tutti, era l’Alfa 155 V6TI. Sei anni fa, per tramite di chi vi scrive, Giuseppe aveva sondato la disponibilità di qualche esemplare della celeberrima Alfona da acquistare, ma al tempo non trovo’ alcun possessore intenzionato a vendere una vettura destinata a crescere ancora di valore, fino alle cifre iperboliche di oggi. 

Cuzzola pensò così di irrobustire ulteriormente la sua azienda con investimenti mirati, così da potersi garantire un futuro fatto prevalentemente di motorsport grazie alla creazione di una sua scuderia, quando fra qualche anno gli eredi avrebbero avuto già il percorso professionale utile a prendere saldamente le redini societarie.

I SOGNI SPEZZATI DI GIUSEPPE CUZZOLA

Il motorteam si sarebbe chiamato RS Competizione, come riporta il logo su camion, tuta e macchina da corsa già esistente, acronimo di “Raggiato Sara”, rispettivamente il suo soprannome nella città natale ed il nome di quella che era la sua amata compagna da dieci intensi anni a questa parte, donna che con lui condivideva quotidianità e genuina passione per i motori. 

Una cosa è certa: se fosse rimasto in vita, Cuzzola prima o poi si sarebbe certamente regalato la sinfonica V6 di mamma Alfa, sua vettura preferita in assoluto, tanto da fargliela preferire come fascino proprio ad una monoposto da F1 stessa. 

Uno dei progetti irrealizzati, come accennato prima, è stato quello della macchina da corsa costruita con l’amico Peppe Spoto, intenzionato ora più che mai a portare avanti il progetto pensato e sviluppato in comune col suo grande amico calabrese.

I SOGNI SPEZZATI DI GIUSEPPE CUZZOLA

Già da qualche anno entrambi avevano formalizzato l’acquisto di due scocche in carbonio presso un fornitore di centro Italia (foto inedita), attorno alle quali avrebbero preso forma i concept di auto da corsa per strada e per pista, sognati da tempo da Cuzzola e Spoto.

Proprio per accelerare il completamento dell’esemplare numero Zero, Spoto aveva chiesto di recente a Cuzzola di dispensarlo dalla realizzazione del suo motore per la stagione 2022, così da non sottrarre energie alla fase finale del montaggio della loro nuova vettura. 

Il destino crudele è stato però più fottutamente celere di qualunque volontà o propulsore, spingendo il tasto Stop sull’esistenza terrena di un pilota veloce, di un padre amorevole, di un amico speciale e di un lavoratore con pochi eguali, lasciando nello sconforto le tantissime persone che lo hanno conosciuto ed apprezzato. Senza neanche avere il tempo di debuttare con la sua agognata Nova Proto sulla splendida strada fra Santo Stefano e Gambarie, amata incondizionatamente da Peppe Cuzzola. 

Articolo di FRANCESCO ROMEO

Foto Spoto in auto e Cuzzola di Manuel Marino 

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