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IGNAZIO CANNAVO’ AFFILA LA LAMBO

Dopo le vittorie dei Tivm Sud ed i secondi posti finali nel CIVM di classe GT, il driver siciliano ha affidato al team Imperiale la propria Gallardo, per un rialzo totale pre stagionale. Doppio impegno tricolore in salita, confermato anche nel 2018.

  

Era il 1996 quando Ignazio Cannavò da Calatabiano di Catania, da qualche anno in quota stabile delle più raffinate e note Gran Turismo esistenti, si sistemava nel suo primo cockpit agonistico, quello di una Peugeot 205 classe E1-1400, uscita dalle officine del professor Enzo Di Stefano. Le compatte Peugeot sono da sempre delle navette scuola a quattro ruote per varie generazioni di driver, fattisi la buccia da pilota sulle berlinette piccole e monelle, col leone sul cofano. Anni di crescita continua, arricchiti da vittorie e podi di classe e gruppo e dalla conquista nel 2010 del Tivm Sud di E1-1400, con annesso il secondo posto finale in Civm. Nel 2011 arrivava il jump in carriera per Cannavò, che debuttava in salita con una Ferrari F430 del gruppo Gt, con la quale si cimentava in sole due gare nella prima stagione. Nel 2012 al contrario, arrivava già il successo nel Tivm Sud di classe. Dopo un 2013 di transizione con una Peugeot 106 E1-1600,  nel 2014 si celebrava il suo esordio con la celeberrima Lamborghini Gallardo GT3, con cui centrava al primo anno la sontuosa doppietta della vittoria di classe Gt3 del Civm e della categoria Gt del Tivm Sud, quest’ultima ripetuta anche nel 2016, anno in cui è arrivato secondo nel Civm, ancora nel gruppo Gt.  La scorsa annata di gare, la 2017,  è stata invece condizionata dal crash della gara di apertura stagionale del Reventino, quando sull’asfalto viscido la sua Gallardo si intraversava andando a colpire il muretto interno: “Una gara tormentata quella, in cui ci fu anche l’incidente di Corona. A un certo punto la macchina mi è partita sull’asfalto che era ancora mezzo bagnato e mezzo asciutto e ho sbattuto sulla mia destra. L’incidente è stato provocato da un errore di caricamento del controllo di trazione (regolabile su 12 posizioni) da parte dell’ingegnere, che ha provocato una lettura erronea dei dati da parte della centralina ed una conseguente reazione repentina del posteriore.  Così ho dovuto attendere che Reiter mi costruisse ex novo il suo speciale kit di carrozzeria, prima di poter tornare a correre.” Il suo ritorno a Fasano lo ha visto secondo di categoria, stesso risultato colto a Erice, mentre a Caltanissetta Cannavò ha centrato la vittoria di classe.  Sposato, con cinque figli da 2 a 13 anni e con un esistenza spesa a metà fra la Sicilia e la dirimpettaia Malta per la sua professione di commerciante, Ignazio Cannavò ha definito la stagione 2018 ormai alle porte anche grazie alla professionalità dello studio dell’Avvocato Ida Linda Reitano, sua consulente per gli sponsor.

   

A poche settimane dal gong della prima gara, il pilota siciliano ha affidato la sua Gallardo alle esperti mani dell’Imperiale Racing Team di Ivano Pignatti, dove ha effettuato un rialzo completo della coupè bolognese, un esemplare del 2013  da lui usato dall’anno successivo alla costruzione. Il motore a 10 cilindri riceverà a breve un performante aggiornamento e sarà testato al banco dall’amico Giuseppe Pillirone di Palagonia, tecnico di fiducia al seguito che inaugurerà il banco di riscontro nella sua officina siciliana, proprio con il propulsore della Lambo di Cannavò. I nuovi alberi a camme e gli inediti pistoni Mahle fanno parte del kit Exstenso 2015 destinato alla seconda generazione delle Gallardo, concepito al tempo dallo specialista Reiter, che prevede però il mantenimento delle bielle originali del V10. Questo kit consente un aumento dei valori di coppia e potenza massima e non ha mai palesato alcun problema di affidabilità, risultando il più impiegato in assoluto con la sua adozione in oltre 150 esemplari di questa Lambo in tutto il pianeta.

  

Interventi tecnici estesi pure al cambio ed al differenziale autobloccante, completamente revisionati, da aggiungere alla sostituzione dell’ingranaggio della prima e ad un aggiornamento. L’impianto frenante con dischi metallici ha ricevuto nuove pasticche ed è stato sostituito anche lo splitter anteriore in carbonio, che aveva provocato parecchi fastidi in velocità, con delle vibrazioni che in una prima fase erano state erroneamente addebitate alle sospensioni. La fiche tecnica della Gallardo evoluta da Ignazio Cannavò, si basa così su un valore di 1300 kg di peso e 600 cv di potenza.

  

Alla vigilia di una annata intensa, siamo stati suoi ospiti: “Quest’anno correrò ancora sia in Tivm che in Civm. Dal 2014 ad oggi ho centrato dei bei risultati con la Gallardo, che considero una macchina  competitiva, sicura e ben gestita dalla factory Imperiale. Dopo tre stagioni complete era arrivato però il momento di un rialzo complessivo per la vettura, che comunque annovera già le evoluzioni più importanti progettate nel tempo per la GT3. C’è ancora qualche tassello da sistemare definitivamente, ma il progetto di massima è delineato. Ringrazio gli sponsor, la mia famiglia che mi supporta, il tecnico al mio seguito e il team che si prende cura della macchina. Sono fiducioso, ci sono gli elementi per confezionare una stagione positiva. Spero altresì che nel 2018 si riponga maggiore attenzione rispetto alle competenze di tutti i commissari di percorso, in quanto in passato mi sono dovuto purtroppo confrontare con situazioni mal gestite da taluni addetti. Fra i miei colleghi ritengo che Antonio Forato si sia ben espresso con le GT, aveva anche lui una Lamborghini, ora invece corre nei rally perché percorre molti più km di tutto un week end di cronoscalate e sentiva proprio l’esigenza di stare di più in macchina. Considero Simone Faggioli il top e fra i piloti in generale ho una preferenza per Sebastian Vettel. Speriamo che anche per lui sia l’anno buono.”

Francesco Romeo

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