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IL GRAN RITORNO DI VENANZIO

Al Garessio-San Bernardo, il bicampione italiano torna alla vittoria nel CIS col nuovo record, su una strada spettacolare e veloce. Castiglione secondo, allunga in classifica su Schillace.

Un nuovo appuntamento col successo era diventato un tabù e andare spesso vicino a sfatarlo senza riuscirci, lo rendeva più fastidioso e limitante insieme. Salvatore Venanzio e la vittoria si erano tolti il saluto, non si frequentavano più con la passata assiduità e gli assalti agonistici quanto le evoluzioni tecniche tese a tornare sull’Everest del podio, risultavano sistematicamente come assalti a salve e non più a piombo.

Il bi-campione italiano ha così mostrato nel tempo un doppio volto: quello dedito alla critica dello stato di forma della sua vettura dapprima e l’altro attento a riconoscere anche i propri limiti di approccio in seguito, rispetto alle nuove e rivoluzionarie soluzioni tecniche adottate.

Il lavoro di officina non è mai mancato, i dialoghi di incitamento col presidente Valentino Acampora della Scuderia Vesuvio neanche: proprio Acampora alla vigilia, ha profetizzato la vittoria sulla strada del Garessio San Bernardo. E mai auspicio e’ risultato più attendibile, con Venanzio che dopo due buone manches con gomme usate, su una strada con tanto grip, decideva di provare il colpaccio con quattro Pirelli nuove per l’ultima e decisiva salita, che veniva dopo una pioggia detergente. Intento vincente che si concretizzava con il nuovo record del percorso, grazie ad un secondo in meno nel proprio crono: un primato centrato su un tracciato bellissimo, tecnico e veloce come nessun altro e con tanto di sesta marcia “appoggiata” ad uso e consumo del feroce 1600 da combattimento partorito da Lotto Moreno, presente sul posto.

La disamina del pilota di Massa Lubrense, e’ lucida quanto entusiasta: Sono lieto di essere tornato alla vittoria, ci voleva proprio dopo un anno di sacrificio e di prove. Non siamo ancora al 100% attenzione, ma ci stiamo avvicinando al migliore livello. Abbiamo sottosterzo e trazione da migliorare, ma con questo motore arriviamo più forti nelle postazioni e dobbiamo pertanto trovare la quadra perfetta. La strada e’stupenda, ho usato anche la sesta ed e’davvero un piacere guidare qui. Spero di restare ad alta quota anche per gli ultimi due slalom, così da costruire basi migliori per un 2019 più semplice, ma fin dall’inizio. Ringrazio chi mi è stato vicino e ha sempre creduto in me, dagli amici, alla scuderia, fino alla famiglia.

Francesco Romeo

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