WRC

Il Monte-Carlo dice più di quanto racconti il risultato: Lancia c’è, eccome

Non sempre un rally si giudica dalla classifica finale. A volte bisogna ascoltare quello che succede tra una prova speciale e l’altra, leggere i tempi parziali, osservare dove una vettura riesce a stare con i migliori… e dove no. Il ritorno di Lancia nel Mondiale Rally, consumatosi al Rallye Monte-Carlo 2026, rientra esattamente in questa categoria.


Il risultato finale non racconta un exploit clamoroso, ma la Ypsilon Rally2 HF Integrale ha lasciato segnali forti, soprattutto nei primi giorni e nelle condizioni più “vere” del Monte: asfalto sporco, grip variabile, scelte di gomme da interpretare più che da calcolare.

Schierata con due vetture in WRC2, Lancia non ha impiegato molto a far capire che il progetto è tutt’altro che conservativo. Nikolay Gryazin si è subito inserito nel gruppo di testa, scambiandosi tempi di riferimento con quello che sarebbe poi diventato il vincitore di categoria, Léo Rossel. Un dettaglio tutt’altro che secondario, considerando che si parlava di prime vere prove mondiali per la nuova Rally2 torinese.

Per Gryazin, il bilancio del Monte-Carlo va oltre la delusione del ritiro.

“L’auto ha un potenziale molto buono, ed è questo l’aspetto più importante”, ha spiegato. “Ora dobbiamo concentrarci sullo sviluppo per renderla ancora più competitiva”.

La sua gara si è interrotta sulla famigerata PS12, una di quelle prove che al Monte-Carlo separano chi passa indenne da chi paga il conto. Fango, neve residua e grip che cambiava curva dopo curva hanno tradito anche equipaggi esperti, e Gryazin non ha fatto eccezione.

“In certe situazioni puoi salvarti, in altre trovi subito un albero. Qui è andata così”, ha ammesso senza cercare alibi.

Nonostante tutto, il pilota bulgaro ha definito il Monte-Carlo 2026 come uno dei più duri mai affrontati, un banco di prova che – paradossalmente – rende ancora più significativi i riscontri cronometrici messi in mostra prima dell’uscita di strada.

Il Monte-Carlo dice più di quanto racconti il risultato: Lancia c’è, eccome

Sull’altra Ypsilon Rally2 HF Integrale, Yohan Rossel ha vissuto un rally più complicato sul piano del risultato, condizionato da un errore nelle prime fasi che lo ha estromesso dalla lotta per la vittoria. Ma anche qui, il cronometro racconta una storia interessante: nella giornata di domenica, Rossel ha chiuso al vertice della classifica Super Sunday, confermando velocità pura e affidabilità del pacchetto tecnico.

“Non me lo aspettavo così”, ha raccontato il francese. “Dopo l’errore iniziale non era facile rimettere insieme tutto, ma il finale è stato buono. L’auto non ha avuto problemi per tutto il rally, ed è un aspetto fondamentale”.

Il sorriso finale è arrivato anche per una questione di famiglia: la vittoria assoluta in WRC2 del fratello Léo Rossel, su Citroën, ha reso il weekend ancora più significativo.

“Ora entrambi abbiamo vinto il Monte-Carlo. Non succede spesso, no?”, ha detto Yohan con una punta di orgoglio.

E forse è proprio qui il punto chiave del ritorno di Lancia nel WRC: nessun proclama, nessuna vittoria “forzata”, ma una base tecnica solida, capace di stare con i migliori fin da subito e di completare un rally tra i più selettivi al mondo senza problemi strutturali.

Il Monte-Carlo non ha incoronato Lancia, ma l’ha legittimata. Ora arriva la parte più interessante: trasformare il potenziale in continuità. E se questo è stato solo l’inizio, il resto della stagione promette di raccontare molto di più.


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