
Il WRC torna nel Regno Unito: Evans guarda al futuro e alla nuova generazione
Rally Scotland 2027 segna il ritorno mondiale in Gran Bretagna: entusiasmo e visione per il futuro secondo Elfyn Evans
l ritorno del World Rally Championship nel Regno Unito non è solo una questione di calendario. È un passaggio simbolico, quasi necessario, per uno sport che ha costruito parte della propria identità proprio sulle strade britanniche.
Nel 2027, con il debutto del nuovo Rally Scotland, il mondiale ritroverà una delle sue terre storiche dopo anni di assenza. E per piloti come Elfyn Evans, il significato va ben oltre l’aspetto sportivo.
Un ritorno che mancava dal 2019
L’ultima volta che il WRC ha corso nel Regno Unito risale al 2019, con il Rally GB. Da allora, una lunga assenza che ha lasciato un vuoto evidente sia a livello sportivo che culturale.
La nascita del Rally Scotland, con base ad Aberdeen, rappresenta una risposta concreta. Un progetto costruito attraverso la collaborazione tra istituzioni e promotori, pensato non solo per riportare il mondiale in UK, ma per rilanciare l’intero movimento.
Le strade scozzesi, veloci, tecniche e imprevedibili, promettono già di diventare uno degli appuntamenti più spettacolari del calendario. Ma il vero valore dell’evento va oltre la competizione.
Evans: “Serve per ispirare il futuro”
Evans non ha nascosto l’entusiasmo. Per il pilota gallese, il ritorno del mondiale in casa è soprattutto un investimento sul futuro.
La sua lettura è lucida: senza eventi di alto livello sul territorio, diventa difficile alimentare nuove generazioni di piloti, navigatori e appassionati. Il WRC, per crescere, ha bisogno anche di questo tipo di connessione diretta con il pubblico.
Ed è proprio qui che Rally Scotland può fare la differenza. Non solo come gara, ma come piattaforma per riaccendere interesse e passione in un paese che ha sempre avuto un ruolo centrale nel rally.
Un legame personale e sportivo
Per Evans, correre nel Regno Unito non è solo una questione di identità nazionale. È anche un ritorno alle origini.
La sua prima vittoria nel mondiale è arrivata proprio su quelle strade, nel 2017. Un ricordo che rende questo ritorno ancora più significativo, soprattutto ora che corre per Toyota Gazoo Racing con ambizioni da titolo.
Accanto a lui, anche il navigatore Scott Martin ha sottolineato quanto sia speciale tornare a competere davanti al pubblico di casa dopo anni di attesa.
Non solo sport: impatto economico e culturale
Il Rally Scotland non sarà solo una tappa del mondiale. L’evento è pensato anche come volano economico e turistico, capace di valorizzare il territorio e attirare attenzione internazionale.
Le immagini delle foreste scozzesi, dei paesaggi aperti e delle strade sterrate veloci hanno tutte le caratteristiche per diventare iconiche. Un ritorno che può rafforzare ulteriormente l’immagine globale del WRC.
Il segnale di un mondiale in crescita
L’ingresso di una nuova gara nel calendario, per di più in un mercato storico come quello britannico, è anche un segnale dello stato di salute del campionato.
Il WRC sta cercando nuove direzioni, nuovi pubblici e nuove storie da raccontare. E riportare il mondiale in UK significa riconnettersi con una parte fondamentale della sua storia.
Per Evans, però, il punto resta uno: il futuro.
Se Rally Scotland riuscirà davvero a ispirare nuovi talenti, allora il suo impatto sarà molto più grande di una semplice gara. Sarà un investimento sul lungo periodo, su una nuova generazione pronta a raccogliere il testimone.



