
Iron Lynx cambia pelle: nuova identità Mercedes-AMG LMGT3 per il WEC 2026
Iron Lynx si presenta al via del FIA World Endurance Championship 2026 con una nuova identità visiva per le sue due Mercedes-AMG LMGT3, ma il cambiamento va ben oltre la livrea.
Dodici mesi fa, in Qatar, iniziava ufficialmente l’avventura del team italiano con Mercedes-AMG nel WEC. Era un debutto carico di aspettative e inevitabili incognite tecniche. Un anno dopo, Iron Lynx non è più una squadra in fase di apprendistato: è una struttura che ha completato il proprio ciclo di adattamento e che ora punta alla continuità di rendimento.
La stagione 2025 si era chiusa con un segnale forte. Dopo aver progressivamente risolto le criticità iniziali, la vettura numero 61 – affidata a Maxime Martin, Lin Hodenius e Martin Berry – aveva sfiorato l’impresa in Bahrain, terminando seconda a meno di un secondo dalla vittoria. Un margine infinitesimale che, nel mondo dell’endurance, vale quanto una promessa mantenuta a metà.
È da quella consapevolezza che nasce il progetto 2026.
Due vetture, due anime
La Mercedes numero 61, che nel nuovo campionato adotterà una livrea prevalentemente nera, continuerà a rappresentare il nucleo più esperto del programma. Maxime Martin, pilota ufficiale Mercedes-AMG Performance, resta il punto di riferimento tecnico. Al suo fianco viene confermato l’australiano Martin Berry, mentre la novità è l’arrivo di Rui Andrade, reduce dall’esperienza con TF Sport e già abituato al livello competitivo della categoria LMGT3.
La seconda vettura, la numero 79, si presenterà invece con una dominante blu, mantenendo però i tratti distintivi del pittogramma Iron Lynx che ne sottolineano l’identità grafica. Qui ritroveremo Lin Hodenius, affiancato dal ritorno di Matteo Cressoni e dal nuovo innesto Johannes Zelger, chiamato a inserirsi in un contesto tecnico tra i più esigenti del panorama endurance.
La scelta di differenziare cromaticamente le due auto non è casuale: rappresenta la volontà di dare personalità distinta a ciascun equipaggio, pur mantenendo coerenza di squadra. Una mossa che, in un paddock sempre più orientato alla riconoscibilità mediatica, ha un peso anche strategico.
Continuità tecnica, ambizione sportiva
Dal punto di vista tecnico, la Mercedes-AMG LMGT3 ha attraversato nel 2025 una fase di sviluppo costante. Iron Lynx ha lavorato su assetti e gestione pneumatici nelle gare a temperature elevate, migliorando sensibilmente il comportamento sul passo gara. Il risultato di Bahrain, maturato al termine di una stagione in crescendo, è stato il segnale che il progetto aveva trovato una base solida.
Nel 2026 non si parla più di rodaggio, ma di consolidamento.
La rivelazione delle nuove livree avverrà ufficialmente durante il Prologo del WEC, in programma il 22 e 23 marzo in Qatar. Sarà il primo banco di prova per valutare non soltanto l’estetica, ma soprattutto il livello di preparazione in vista della gara inaugurale di 1.812 km sul circuito di Lusail.
Un calendario globale, una sfida totale
Dopo il Qatar, la stagione porterà Iron Lynx su alcuni dei palcoscenici più iconici dell’endurance mondiale: Imola, Spa-Francorchamps, la 24 Hours of Le Mans, Interlagos, COTA, Fuji e infine la tradizionale chiusura in Bahrain.
Ogni circuito presenta caratteristiche tecniche radicalmente diverse: carico aerodinamico elevato a Spa, gestione traffico estrema a Le Mans, asfalto abrasivo in Brasile. Per competere al vertice della LMGT3 servirà un equilibrio costante tra velocità pura e affidabilità meccanica.
Ed è proprio questo il punto cruciale. Il 2025 ha dimostrato che Iron Lynx può stare nel gruppo di testa. Il 2026 dovrà dimostrare che può restarci per un’intera stagione.
Una nuova identità per una nuova fase
Nel motorsport moderno, il cambiamento di livrea spesso coincide con un cambio di mentalità. Iron Lynx non abbandona il proprio DNA, ma lo rilegge in chiave più internazionale, più strutturata, più ambiziosa.
Non è un rebranding. È un passaggio di livello.
Se il 2025 è stato l’anno dell’apprendimento accelerato, il 2026 sarà quello della maturità competitiva. E quando un team italiano decide di investire su continuità tecnica e qualità della line-up, significa che l’obiettivo non è più sorprendere.
È vincere.




