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ITAL SLALOM: IN TRE PER UN TRONO

A due gare dall’epilogo thriller, il leader Giuseppe Castiglione punta la gara di Bolca, per lui inedita ma decisiva. Schillace deve stargli sempre davanti, mentre anche Venanzio, col motore out sul paranco, sarebbe campione vincendo le due tappe finali da 1,5. Come arrivano i tre fighters al rush finale.

Non solo un duello fra Giuseppe Castiglione ed Emanuele Schillace. Non solo una sfida al più alto livello fra la Trinacria dell’est e quella dell’ovest. Fra Trapani e Messina, fra le due sommità siciliane della cartina, fra due giovani kartisti di estrazione e fra due Radical SR4 da litro e sei. No. Il terzo incomodo nella chiamata alle armi per la conquista del titolo tricolore slalom anno solare 2018, si chiama Salvatore Venanzio, che rispetto ai sicilianeddi due campionati se li è già messi nel baule verso Sorrento, nel 2014 e nel 2016. Ha come loro una SR4, ma più di loro l’attitudine alla lotta che porta nel sangue per essersi già giocato il titolo italiano per tre volte tre, all’ultima gara. Vincendolo in due occasioni.

Giuseppe Castiglione è quello che fino a questo momento, ad onor del vero, annovera i numeri più meritevoli per la vittoria del titolo 2018. Tre vittorie stagionali contro la singola a testa dei suoi avversari, oltre ad una manciata di punti in più, lo stanziano giustamente in vetta alla classifica. La sua gara più bella Salerno-Croce di Cava, vinta in rimonta. Quella più brutta al contrario l’Agro Ericino, che da suo storico feudo si è trasformato quest’anno, in una inaspettata beffa.

La sua Radical SR4 è probabilmente la più semplice delle tre ed è l’unica fatta completamente in casa. Il motore è stato vitaminizzato da papà Giovanni ad inizio stagione, per essere più competitivi rispetto ai veloci rivali, mentre prima di Garessio sono arrivati finalmente dei nuovi ammortizzatori, in luogo dei precedenti decisamente stock.  Nuovi elementi sospensivi che hanno reso la sua Radical molto più agile e fluida fra i birilli. Quindi più veloce. Schillace invece, unisce l’esperienza di papà Franco e la sagacia di zio Gianni, alla competenza tecnica dell’AutoSport Sorrento, che assiste in partnership la sua macchina per la scalata al tricolore 2018. Castiglione arriva alle due gare finali a coefficiente aumentato (1.5), con la consapevolezza che con un passo falso nella per lui inedita tappa di Bolca, del 30 settembre, potrebbe involare i rivali verso una sfida finale di Serra Stretta, che sarebbe meglio evitare. All’ultimo giro di carte infatti, sebbene il pilota trapanese sia un BobCat mentale, tensione e fatalità non sempre restituiscono la vittoria alla carta più alto del mazzo. Il pilota di Buseto Palizzolo infatti, avverso alle gare con coefficiente aumentato tanto ravvicinate nel calendario e favorevole ad una loro diversa spaziatura stagionale, con un successo in Veneto potrebbe sferrare un fendente decisivo all’indirizzo dei rivali. Quantomeno nel morale. Se a Bolca dovesse svettare Schillace invece, costringerebbe il capo classifica agli straordinari per la gara finale di Serra Stretta, che lui comunque dovrebbe vincere per avere maggior margine. Salvo Venanzio, quatto quatto, può invece vincere le due gare finali e festeggiare a sfogliatelle e prosecco con Castiglione alle spalle fermo a due secondi posti: così facendo, fregherebbe tutti per soli tre punti, portandosi a casa il terzo titolo italiano in carriera. Il pilota di Massa Lubrense però, tornato in palla a livello velocistico con la sua SR4 Evo, ha patito di recente la rottura della catena nel suo 1600 Suzuki, che induce ora a più approfonditi controlli dal preparatore: sperando, in tutto questo, che si faccia in tempo per essere al top e non solo semplicemente presenti, nel round di Bolca. Alfred Hitchcock o Stanley Kubrick, avrebbero avuto molto a gradimento questo intricato quanto avvincente, copione a tre colori. Il quarto elemento vincerà di sicuro: quella Radical SR4 che si erge d’autorità al ruolo di Regina dei Coni, anche per quest’anno di corse.

Francesco Romeo

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