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ITALIANO SLALOM: MIGLIONICO KILLER AD ERICE

Timing personale abbassato di 7 secondi e nuovo record del percorso, seppur con una postazione erroneamente ristretta: il potentino sferra un knock out annichilente nella terza del Tricolore a birilli. Secondo Castiglione e terzo il veterano Sambuco.

Un sorrisone per il presente ed un flash back agrodolce per il 2016. Saverio Miglionico che strapazza cronometro e avversari ad Erice, lo sintetizzi così. Con quel filo di amarezza che si porta dietro per non aver pensato dodici mesi fa, a quanto importante fosse avere 35 kg corporei in meno, decisivi per la prestazione pura e per la fluidità di come si ottenga. Una figlia dell’altra: “i discorsi a posteriori sono sempre relativi e chi vince ha sempre ragione, sia chiaro, ma se fossi stato nel 2016 snello come oggi, forse avrei potuto ambire con  maggiori chances al bottino grosso di fine stagione. So solo che ora quando finisco ogni salita, non ho un goccio di sudore e potrei farne subito un’altra, tanto mi sento fresco e tonico. L’anno scorso invece, con tutto quel peso in più, ero sempre affaticato e allagato nella tuta. Non mi veniva tutto più fluido, come succede invece oggi. Esperienza.” Una progressione la sua perentoria, costruita nella prima e nella terza manche, su una strada viscida, tecnica e veloce, ma rallentata da un fuori programma di una postazione ristretta a 9,5 metri per un errore di un commissario nel riposizionare un cono abbattuto.

Una birillata che ha mietuto vittime eccellenti, fra cui il campione in carica Venanzio, ma che non ha colto in fallo l’uomo della Campobasso Corse, bravo a schivare la postazione a 9 e mezzo, ma abile soprattutto a concludere implacabile con un margine da urlo su Giuseppe Castiglione, pilota notoriamente velocissimo, freddo e perlopiù di casa. Un Castiglione che ha lodevolmente salutato con sincera ammirazione il timing del collega, mostrando una volta di più il valore della performance del vincitore ed il volto buono dello sport. Il vincitore di Campobasso non ha corso la seconda manche per un out meccanico, cosa che gli ha tolto la chance potenziale di potersi esprimere meglio, visti i suoi abituali alti livelli.

Saverio Miglionico commenta così la sua performance di giornata: “Mi aspettavo una buona gara, perché a Torregrotta avevo avuto la sensazione che la vittoria non rispecchiasse pienamente il mio potenziale. Ero contento per il successo si, ma mi sentivo come con il colpo in canna. Ad Erice la macchina è stata ancora migliore, semplicemente perfetta. Nella seconda manche ho rotto il semiasse, la mia macchina traziona tanto e sono cose che con grande coppia capitano. Il motore della Gas39 spinge fortissimo ed il lavoro sull’assetto fatto assieme alla Np Racing di Carmine Napolitano ed a Paco 74, ringrazio entrambi, mi ha restituito una Radical Sr4 veramente implacabile. Neanche l’ombra del saltellamento in frenata dello scorso anno, perché con il nuovo impianto Brembo e le impostazioni della macchina, tutto gira come un orologio. Mai guidata una macchina così precisa, reattiva e sfruttabile.”
Terzo agli scacchi Luigino Sambuco, bravo a sistemare la sua Rebo Alfa sul gradino più in giù del podio malgrado il sottosterzo che lo ha afflitto nelle prime due manche: “Non potevo accelerare come volevo ed anche nella terza salita, quando sono riuscito ad andare meglio, non mi fidavo completamente della macchina e ho pensato fosse meglio gestire e fare cassa. Ho corso ancora col vecchio Alfa duemila, aspetto con fiducia il V Tec in preparazione da Gas39. Una volta sistemato in macchina con le dovute regolazioni, avrò un arma in più per esprimermi meglio. Per adesso va bene così, le vittorie allo Slalom della Laura e in quello di Frosinone insieme alla terza posizione di Campobasso mi gratificano. Il nostro obiettivo, della Samo Competition, è quello di tenere alto il livello di gara in gara. Lavoriamo.”

 Quarto agli scacchi il campione italiano in carica Salvatore Venanzio, che recrimina per l’episodio del birillo colpito nella postazione erroneamente riattrezzata da un commissario distratto: “Abbiamo chiesto al Direttore di gara, io come altri fra cui Miglionico, di non convalidare il tempo gravato dal birillo perché non era un errore ascrivibile a noi ma ad un commissario. Malgrado le rassicurazioni in materia, non è stato così. Peccato, perché in quella manche avevo fatto il secondo tempo, a sei decimi da Miglionico, mentre così scivolo al quarto. Cercheremo di rifarci a Salerno fra due settimane.”

Da segnalare anche la buona performance di un sempreverde Luigi Vinaccia, quinto assoluto e quella di un giovanissimo come Emanuele Schillace, sesto, che accumula esperienza anche negli slalom. Settimo agli scacchi il pentacampione Fabio Emanuele. Chiudono la top ten, Giuseppe Virgilio, Vincenzo Pellegrino e Giovanni Greco.

Francesco Romeo

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