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L’acqua rende ancora più incerta ed emozionante la 33° edizione della Caprino-Spiazzi

A salire sul gradino più alto del podio dopo aver fatto segnare anche il miglior tempo nelle due manche di ieri è stato il trentino Cristian Merli su Picchio P4 Turbo. Alle sue spalle il vincitore delle due passate edizioni Franco Cinelli su Lola T99/50, terzo Maurizio Roasio su Osella PA30. Tra le Gran Turismo ottimo sesto assoluto di Antonio Forato su Lamborghini Gallardo, autore del secondo tempo assoluto sulla seconda manche.
Il leader del campionato CIVM Simone Faggioli dopo aver fatto segnare il miglior tempo nella prima manche che matematicamente gli consegnava il titolo, preferiva non salire nella seconda a causa della pioggia che nel frattempo iniziava a scendere copiosamente.
Tra le autostoriche il miglior tempo della giornata era appannaggio del toscano Uberto Bonucci su Osella PA9/90, il più veloce in tutto il fine settimana tra le vecchie signore.

Caprino Veronese (Vr) 04/09/2011

Il rientro della Caprino-Spiazzi nel massimo circuito delle cronoscalate – il Campionato Italiano Velocità Montagna – ha coinciso con una delle edizioni più incerte degli ultimi anni. Nella gara organizzata dalla Sport & Immagine e l’ACI Verona con la collaborazione della Car Racing, della Povil Race Sport e del Valpolicella Rally Club, a fare da terzo incomodo è stato il meteo decisamente incerto che ha più volte rimescolato le carte.
Nella giornata di sabato, con il fondo asciutto il duello per il gradino più alto del podio è vissuto subito sul dualismo tra il toscano Simone Faggioli su Osella PA30, leader in campionato, ed il trentino Cristian Merli su Picchio P4, l’unico ancora in grado di contendergli la vittoria nel CIVM.
A tentare subito l’allungo era Merli, che staccava il miglior tempo in entrambe le due manche di prova, con Faggioli che lo seguiva come un’ombra a poco meno di un secondo, con entrambi i piloti impegnati a settare nel migliore dei modi i propri prototipi per le caratteristiche della cronoscalata scaligera, dove bisognava trovare il miglior compromesso tra un assetto rigido per i tratti veloci senza che questo andasse a incidere troppo sulla tenuta di strada del mezzo.
Tra le auto storiche Uberto Bonucci su Osella PA9/90 metteva subito le mani avanti staccando di oltre dieci secondi gli avversari più diretti.
La giornata della gara si apriva con un cielo plumbeo e nonostante una pioggia mattiniera permetteva di disputare sull’asciutto la prima manche. L’attesa era molta per vedere i più forti piloti del CIVM in un confronto diretto sul percorso della Caprino-Spiazzi. Il duello del sabato si ripeteva nuovamente, ma a ruoli invertiti, Simone Faggioli faceva volare la sua Osella PA30 sugli oltre seimila metri del percorso staccando un perentorio 2’25”74 seguito però a soli 84 centesimi da Merli, anche se la cosa più importante per Faggioli era che grazie a questo risultato si laureava matematicamente con una gara di anticipo Campione Italiano Velocità Montagna per la settima volta in carriera.
Da sottolineare sempre nella prima manche il momentaneo ottimo terzo posto assoluto del giovane Stefano Di Fulvio su Lola B99/50 alla sua terza gara con una Formula 3000.

Chiuso così il discorso campionato assoluto CIVM dopo la prima manche, i giochi erano però completamente aperti per l’alloro finale della Caprino-Spiazzi. A rendere ancora più incerto l’esito finale della gara interveniva anche la pioggia, insistente e copiosa fin dai primi passaggi della seconda manche.
Molte classifiche venivano stravolte, i piloti davano fondo a tutta la loro esperienza per lottare contro il cronometro e contemporaneamente contro un fondo reso ancor insidioso dall’acqua.
Quasi tutti i concorrenti in lotta per i piani alti della classifica decidevano senza indugi di salire ugualmente, ma la sorpresa arrivava dalla decisione di Faggioli di non prendere il via nella seconda manche con il titolo già in tasca, deciso a non rischiare viste le condizioni del percorso.
Le emozioni non venivano comunque meno, con Cristian Merli che con una prova di grande carattere e maestria di guida portava la sua Picchio P4 Turbo sul gradino più alto del podio (bissando il successo del 2007): “E’ stata veramente dura – esordiva il pilota trentino al termine della prova – sono felicissimo per questo risultato, la macchina è andata benissimo, mi dispiace non aver concluso il confronto diretto con Faggioli, ma questa vittoria ci voleva proprio per tutto il team. La gara è sempre molto veloce e difficile, ma veramente bella, con il pubblico che ci accompagnava ad ogni curva. Ci ha fatto molto piacere anche vedere che gli organizzatori ci hanno ascoltato il sabato per le richieste che abbiamo fatto per alcuni miglioramenti in fatto di sicurezza. Sono proprio contento di questa vittoria.”
Dopo una prima manche rallentata per problemi di inserimento della quinta marcia con il nuovo cambio al volante della sua Lola B99/50, il toscano Franco Cinelli – già vincitore delle ultime due edizioni – nel secondo passaggio dava fondo alla sua grande esperienza, con una manche dove più che volare faceva galleggiare la sua monoposto fino alla seconda piazza assoluta, a 24”33 da Merli: “Purtroppo i problemi al cambio non mi hanno permesso di sfruttare al meglio la vettura – spiegava alla fine – ma comunque è andata bene, sono sempre molto contento quando vengo a correre qui, il tracciato mi piace è molto tecnico e veloce, impegnativo ma veramente divertente, è un peccato per le condizioni in cui abbiamo corso nella seconda manche, ma quando io vado a correre so che posso incontrare qualsiasi condizione climatica.” Anche Cinelli concludeva con un pensiero al pubblico assiepato sul percorso: “Quando siamo scesi al termine della gara e tutto il pubblico era ancora lì che ci applaudiva sotto il diluvio è stata una cosa bella, che tocca il cuore.”
La terza piazza finale andava ad un altro veterano delle cronoscalate, il biellese Maurizio Roasio, soddisfatto di questo risultato nonostante una serie di problemi incontrati con la sua Osella PA30: “Durante la prima manche al momento di partire mi si spegneva completamente tutta la strumentazione del cruscotto e così sono dovuto salire ad “orecchio”, senza nessun tipo di indicazione, in ogni caso è da quando ho avuto un incidente alla Rieti-Terminillo quattro gare fa, che la mia vettura mi da problemi all’avantreno, ed anche se non sono ancora riuscito a risolverli, posso dire che sono contento di questo risultato, anche perché a me piacciono molto i percorsi con le caratteristiche che presenta la Caprino-Spiazzi, sono molti anni che vengo a correre qui ed oramai mi sento quasi di casa.”
Ottimo quarto posto di classe per il ventenne siciliano Francesco Conticelli, primo di CN2000 con la sua Osella PA21, ed addirittura indicato da Cinelli come uno dei piloti del futuro delle cronoscalate.
Già autore di un’esemplare prima manche, il trevigiano Antonio Forato nella seconda faceva letteralmente volare la sua splendida Lamborghini Gallardo e nonostante le due ruote motrici (imposte per regolamento tecnico) riusciva a staccare addirittura il secondo tempo assoluto di manche, una performance che lo proiettava direttamente al sesto posto assoluto della classifica finale, oltre che naturalmente primo delle vetture Gran Turismo.
Primo tra i piloti di casa si piazzava Federico Liber, quattordicesimo assoluto ed autore come sempre di una gara maiuscola, in grado di portare la sua “piccola” monoposto di Formula Gloria di 1000 cc oltre che alla vittoria di classe, anche davanti ad avversari ben più dotati sotto l’aspetto tecnico.
Il sempre spettacolare Fulvio Giuliani con la sua Lancia Delta Evo da quasi 620 cavalli con la tredicesima piazza assoluta ed il primo di Gruppo E1 si laureava con una gara di anticipo campione di categoria.
Medesima cosa in Gruppo A: con la vittoria a Caprino (ed il sedicesimo assoluto) a bordo della sua Mitsubishi Lancer, il bolzanino Rudy Bicciato si laureava matematicamente Campione Italiano di categoria.
In Gruppo N la vittoria andava ad un altro pilota di casa: Ezio Poli su Mitsubishi Lancer Evo IX, davanti al fresco vincitore del titolo nazionale di Gruppo Lino Vardanega.
La Racing Start vedeva infine la vittoria di Maurizio Abate, anche se il secondo posto regalava il titolo nazionale a Paolo Mancini, entrambi su Renault Clio.

Tra le autostoriche il dominatore del fine settimana scaligero è stato Uberto Bonucci su Osella PA9/90 autore del miglior tempo in tutte le manche disputate, nonché al termine della gara vincitore del Terzo Raggruppamento con il tempo finale di 7’15”44: “E’ andato tutto bene, la macchina era perfetta – spiegava il veloce pilota toscano – oggi è stata dura portare a casa la macchina tutta intera, è la terza volta che vengo a correre la Caprino-Spiazzi, il primo anno nel 2009 ho vinto, l’anno scorso ho rotto il motore e quest’anno ho rivinto, non posso certo lamentarmi dei risultati che ho conseguito in questa gara.”
Da segnalare sempre nel Terzo Raggruppamento il bel gesto di cui è stato testimone il vincitore della passata edizione Luigi Bormolini, autore di una serie di testacoda durante la seconda manche di prova del sabato a causa del distacco di uno splitter dell’alettone posteriore, inconveniente che provocava ingenti danni alla sua Osella PA9. Rientrato nel paddock subito si iniziava il lavoro di ripristino della vettura, per dar modo così al pilota di Livigno di prendere parte alla gara dell’indomani. Immediatamente arrivava l’offerta dei meccanici di alcuni piloti rivali in gara per dare il proprio contributo nel riparare i danni, per un lavoro che proseguiva fino alle 1,30 di notte e concluso grazie ad uno spirito d’altri tempi.
Carte completamente rimescolate tra la prima e la seconda manche nel Secondo Raggruppamento: alla fine a fare la differenza sull’acqua è stato il milanese Alessandro Trentini, primo con un ottimo tempo finale di 7’43”7 con la Fiat 128 Rally: “La macchina è stata perfetta, girava benissimo, sull’acqua poi io mi sono sempre trovato bene e l’occasione oggi è arrivata.”
Nel Primo Raggruppamento la vittoria andava invece al triestino Alessandro Marchesi su Lancia Fulvia Zagato con il tempo finale di 7’46”51: “Già nella prima manche è andato tutto bene, avevo fatto segnare il miglior tempo – spiegava il pilota – nella seconda ho cercato di andare il più veloce possibile stando però molto attento a non fare danni alla vettura, ed anche in quel caso ho staccato il miglior tempo di raggruppamento.” Da segnalare in questo gruppo la presenza ai nastri di partenza della splendida Alfa Romeo 2300 6C Spider di Georg Prugger, un’auto del 1938, con cui, nonostante il valore storico/sportivo del mezzo il signor Prugger, incurante della pioggia, decideva di prendere parte anche alla seconda manche in programma deliziando il pubblico presente sul percorso.

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