
La Targa Florio, patrimonio culturale dell’automobilismo italiano
Dal 14 al 16 maggio si correrà la 110^ edizione della gara più longeva del mondo, ora diventata un rally valido per il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco. Perché è un appuntamento imperdibile del calendario automobilistico nazionale e non solo.
Centoventi anni di corse. Da quando il pilota-aviatore Alessandro Cagno – “Sandrin” – vinse su una Itala 35/40 HP la prima edizione nel 1906, la Targa Florio ha compiuto centoventi anni. La gara automobilistica più longeva del mondo, interrottasi solamente durante le guerre, “a Cursa” come la chiamano i siciliani, esattamente come 120 anni fa è pronta ancora una volta a incantare gli asfalti delle Madonie.
Dal 14 al 16 maggio si correrà così la 110ª edizione della Targa Florio, oggi un rally valido per il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco. Ma il suo significato va ben oltre lo sport: la Targa è un pezzo di storia italiana. Dal quel 1906 “a Cursa” ha attraversato epoche, guerre e generazioni senza perdere il proprio fascino. Cambiano le auto, cambiano i campionati, cambiano i tempi, ma resta immutato il rapporto tra la gara, la Sicilia e le Madonie.
Dal 1907 al 1977 la Targa Florio è stata una delle più importanti corse su strada al mondo, valida anche per il Mondiale Sport Prototipi nell’epoca d’oro dell’automobilismo. Dal 1978 si è definitivamente trasformata in rally, mantenendo però intatta la propria identità. Anche il “Preside volante” Nino Vaccarella è stato tra i convinti sostenitori della trasformazione della gara, nell’unico modo per mantenerla in vita e volgerla al futuro. Ancora oggi la Targa infatti non è semplicemente una gara: è patrimonio culturale dell’automobilismo italiano.
Il legame tra la gara e i siciliani infatti rende un tutt’uno la Targa e la Sicilia, con una sacralità verso i luoghi dell’automobilismo che nelle Madonie continua a sopravvivere come in pochi altri posti al mondo. Dal 14 al 16 maggio gli asfalti dei Circuiti delle Madonie, dei comuni di Campofelice di Roccella, Castelbuono, Collesano, Geraci, Polizzi Generosa e Scillato, diventano in tutto e per tutto la Targa Florio.
Pochi paesi possono vantare una tradizione sportiva simile, nessuna gara automobilistica al mondo può essere paragonata in questo alla “Cursa”. Il retaggio storico-culturale della Targa Florio vive infatti ancora sui graffiti delle case, che tutt’oggi mantengono le scritte incise sul percorso nel secolo scorso: W LA TARGA, W NINO o FORZA FERRARI. È questo che rende la Targa Florio diversa da qualsiasi altra gara: il suo valore storico e umano. Un rito collettivo tramandato da oltre un secolo, sopravvissuto al tempo esattamente come desiderava il fondatore Vincenzo Florioquando disse: “Continuate la mia opera perché l’ho creata per sfidare il tempo”.
Anche sportivamente, l’edizione 2026 si annuncia tra le migliori degli ultimi anni. La Targa sarà il secondo appuntamento del CIAR Sparco, con alcuni dei migliori interpreti del rally italiano: tra cui Andrea Crugnola, Simone Campedelli, Roberto Daprà, Andrea Nucita, e diversi equipaggi internazionali, tra cui l’ex Formula 1 Heikki Kovalainen. Presenti anche due case ufficiali come Lancia e Toyota con le rispettive vetture da corsa.
Non da meno sarà il percorso, perfetta sintesi di quella tradizione che lega “a Cursa” con la sua gente e i suoi paesi. Il percorso della Targa Florio 2026 attraverserà ancora una volta il cuore delle Madonie, recuperando alcuni dei tratti più iconici della storia della corsa siciliana. La prova speciale “LA MONTEDORO” si svilupperà nell’area tra Campofelice di Roccella e Collesano, richiamando le strade del Piccolo Circuito delle Madonie. La “SCILLATO – LA GENEROSA” porterà invece gli equipaggi lungo il versante montano tra Scillato e Polizzi Generosa, su un percorso tecnico e spettacolare immerso nell’entroterra madonita. La speciale “GERACI – CASTELBUONO” attraverserà uno dei settori più storici della Targa, collegando Geraci Siculo a Castelbuono sulle strade del Grande Circuito delle Madonie. Chiuderà il primo giorno di gara la “POLLINA”, disegnata tra l’entroterra e il versante tirrenico orientale delle Madonie.
Andare alla Targa Florio significa quindi andare a vedere un rally di altissimo livello, ma soprattutto entrare dentro una tradizione che al mondo non ha eguali. Per tre giorni le Madonie tornano a essere ciò che sono sempre state: la casa della corsa più antica del mondo.




