CIVM

LEO CAVALLINI: 70 ANNI DEL PROFETA DELLA BARRA9

“Con l’X1/9, in salita vinceremo tutto”. Sette decadi di vita per l’uomo delle intuizioni e delle innovazioni, prima ancora che dei motori vincenti, raccontato dal figlio Fabio.


LEO CAVALLINI: 70 ANNI DEL PROFETA DELLA BARRA9Il dilemma aveva le fattezze di quell’anziana ma potente roadster, compatta e radente, che non si sapeva a quale futuro destinare. Dimorava l’anno solare 2014: Don Aldo Dondi aveva riempito il curriculum della Barra9 con tanti trofei vinti negli slalom e suo figlio Manuel ne aveva diabolicamente esteso l’Interregno negli anni a seguire, confezionando vittorie con una regolarità quasi industriale. Come dopo un lungo fidanzamento però, l’alchimia deve conoscere una svolta: o si chiude baracca, o si passa alle sfide delle salite. Perplessità. Nella divisione Silhouette infatti, le avversarie avevano nomi di sangue blu, turbine grandi quanto pentoloni delle caldarroste , coppie motrici degne di un Tir e potenze col numero 6, come inquietante prefisso. Che chances avrebbe mai potuto avere la piccola e attempata Barra9 al cospetto di cotanta concorrenza del Civm, era  l’angoscioso interrogativo che tormentava i pensieri di Manuel Dondi e Fabio Cavallini, indecisi se traslare o meno il proprio impegno agonistico, al temibile Tricolore Salite. Ci penso’ Leo Cavallini, schietto, diretto e tagliente come una lama nel burro caldo, ad accendere la fiducia e a perorare la causa della Barra9: Con questa macchina, anche in salita vinceremo tutto. Non ho dubbi e non capisco perché ne abbiate voi!”

LEO CAVALLINI: 70 ANNI DEL PROFETA DELLA BARRA9Chi non conosce Don Leo, artefice del tuning al cuore D2 della Barra9, potrebbe leggere in queste parole non poca presunzione. La sua analisi tecnica delle prestazioni potenziali della  X1/9 di casa però, figlia di migliaia di week end trascorsi in pista e su strada, gli restituiva la certezza che con quel peso e quella potenza e soprattutto con quell’equilibrio telaistico raggiunto, uniti al talento nitido di Manuel, nessun traguardo tricolore sarebbe stato precluso. 

Il destino avrebbe rimbalzato in Dolby Sorround le avvincenti profezie del veterano mantovano, con la conquista di tre titoli italiani della montagna in sequenza e di ridondanti record, per Dondi e per la sua Barra9. Divenuti ormai, una griffe nel mondo delle corse tutte e non più solo dell’ItalSalite. 

Mister X e Fabio Cavallini, si sa, hanno un rapporto di amicizia molto intenso, fatto di telefonate fiume e meeting estemporanei giornalieri, ove spezzettare e decifrare qualunque idea nella testa di entrambi, che possa essere premiante nello sviluppo dell’anziana roadster, ormai carica di gloria e per questo chiamata a difendere con orgoglio e capacità, il proprio rinomato status quo. Benché possano sembrare soltanto loro due i principali additivi di questa redditizia miscela tecno-agonistica, il boost che arriva dall’incessante e granitica voglia matta di sperimentare ed osare di Leo Cavallini, risulta un fattore assolutamente importante per il mantenimento ad alta quota delle prestazioni della vettura e delle motivazioni personali e di squadra. Il carattere determinato ed intraprendente di papà Leo, lo racconta il figlio FabioMio padre compie oggi 70 anni, ma a vederlo in azione mi sembra davvero impossibile. Fosse stato per lui, sulla X1/9 avremmo provato ed adottato chissà quante soluzioni tecniche diverse e LEO CAVALLINI: 70 ANNI DEL PROFETA DELLA BARRA9tutte ardite. E non solo sul motore, ma anche sul telaio. Lui infatti non è soltanto un ottimo motorista, un profondo conoscitore dei motori Alfa per cui ha evidentemente una predilezione, ma un alleato prezioso per noi, perché con la sua incredibile esperienza riesce a sancire in un attimo quale soluzione vada bene o male, per una vettura. Sebbene io stesso talvolta abbia pensato che si sbagliasse, almeno in parte, poi ho puntualmente visto che invece avesse inesorabilmente ragione. Se lui promuove una soluzione, te lo dice senza giri di parole. Così allo stesso modo te la boccia, con una franchezza quasi brutale. Quando comprendi la genuinità del suo modo di essere, ne fai tesoro per capitalizzare meglio il tempo da dedicare alla macchina. Segui la strada giusta e non ti perdi dietro a cose inutili o solo apparentemente redditizie. Lui ci spinse senza indugio a correre in salita con la X1/9, anche quando molti ci consigliavano di iscriverci invece nel Tricolore delle auto storiche. La sua fiducia nelle prestazioni della Barra9, era totale ed assolutamente lucida. Fortunatamente è stato ascoltato. 


In questo periodo di stasi lui soffre parecchio, abituato com’e’ da una vita a stare sempre in pista. Gli manca l’atmosfera della sfida. Abbiamo un’officina nostra dal 1977, ma lui frequenta le corse da oltre 50. Voglio formulargli i miei più sinceri auguri per la voglia, per la carica, per l’esperienza incredibile che ci trasmette, rimbalzandoci incessantemente idee ed intuizioni. E’una figura davvero preziosa per noi. Tanti auguri Leo! 

Francesco Romeo 

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