CIVM

L’EPOCALE RIVINCITA DELLA #BARRA9

La sprinter più veloce d’Europa festeggia i 50 anni con un tempo monstre al Bondone, seppur appesantita a 670 kg per il BOP FIA. Per Mister X è un proverbiale scacco matto morale, alle nuove italiche regole. 


Mille problemini ed altrettante ansie, specialmente per uno come Manuel Dondi che vive le corse in forma viscerale e tiene alla sua vettura come alla propria pelle. 

Mille problemini ed altrettante ansie, come solo una macchina usata poco o niente, può procurare. 

Nella concitata vigilia del Monte Bondone, Don Leo Cavallini ed il figlio Fabio hanno messo a disposizione del fuoriclasse bolognese due motori Alfa D2, divisi da impercettibili differenze. Più una suggestione mentale a vantaggio di uno o dell’altro, che una differenza tangibile in valori di coppia e potenza. 

Il propulsore A è quello ripristinato dopo qualche problematica avutasi in primis nella velocissima ma sfortunata Malegno 2021, mentre il propulsore gemello B è proprio quello che era stato tenuto in caldo per sopperire alla mancanza del cuore Alfa Romeo D2 “titolare”. 


Manuel Dondi è partito in direzione Trento con più di qualche perplessità, legata a dei ripetuti remix tecnici in sequenza accadutigli nella preparazione della gara e con un impianto di lubrificazione ridefinito dopo varie noie, ma anche con una silente quanto evidente ferocia interiore.

L’EPOCALE RIVINCITA DELLA #BARRA9

Negli scorsi mesi, Mister X si è interfacciato direttamente con taluni vertici federali e ha manifestato il suo vivo disappunto anche in dirette streaming, per essersi sentito estromesso dalle categorie valide per il Civm. Non ha mai metabolizzato una scelta,  che considera dannatamente ingiusta. La sensazione di tanti appassionati è che le sue vittorie ed i suoi titoli italiani in sequenza, conquistati magari a danno di altre vetture più moderne e quotate come immagine o come status commerciale, abbiano finito per nuocergli, rendendo felice chi non amava vedere una biposto cinquantenne sconfiggere sonoramente e sistematicamente macchine turbizzate, alate e sofisticate. E più costose. 

Il tormento di oggi della #BARRA9 di Mister X, segue le sorti storiche tribolate della X1/9 da cui deriva. 

Un modello questo, notoriamente sacrificato dal gruppo Fiat per varie logiche commerciali e portatore invece di una quota performance intrinsecamente elevata, grazie alla sua identità tecnica pregiata e ben superiore a tante altre race car di ieri e di oggi.

L’EPOCALE RIVINCITA DELLA #BARRA9

Piccola e monella, capace di mandare alla cassa le turbone a trazione totale con la forza della sua impostazione meccanica e del talento nitido a milioni di pixel di Mister X. 


L’edizione 2021 della Val Camonica, ove l’anziana roadster distrusse le potenti ed ingegnerizzate avversarie con distacchi da calendario, fu solo una delle tante inconfutabili prove delle superiori qualità dinamiche del pack Mister X+ #BARRA9. Quella domenica lombarda fu l’ennesima occasione ove arrivarono potenti ed inesorabili schiaffoni morali in dolby surround, forse non più sopportabili, alle più sofisticate vetture moderne. 

La #BARRA9 e Dondi sono arrivante al Bondone 2022 in forma affatto ideale, come è normale che sia quando non si corre per mesi e mesi. Il bolognese non aveva gli automatismi di guida oleati e la sua amata biposto è stata appesantita a 670 kg, come prescritto dal BOP FIA, essendo stata iscritta appositamente senza un’ identità tecnica italiana. Una forma civile di protesta che ha comportato un aggravio alla bilancia di un paio di decine di kg, essendo lei più pesante dei 620 kg prescritti dalla fiche SH 2000 in Italia. In nessuna gara come il Bondone, con 182 curve ed il 9% di pendenza, il fattore peso incide negativamente sulla prestazione e questo restituisce una volta di più il valore immenso della sua performance nel Grand’Ateneo delle salite. 

Manuel è sempre fervido nel pensare e realizzare da se’ anche micro modifiche, che sommate insieme devono concorrere ad alzare la quota velocistica, ma il non correre stabilmente non concede poi di testarle tempestivamente. Si deve fidare insomma del suo ottimo intuito, del suo feeling con la macchina, della sua esperienza e dei preziosi uomini accanto a lui come papà Aldo e come Fabio e Leo Cavallini, l’abile motorista che anni fa caldeggio’ apertamente l’impiego della #BARRA9 nelle cronoscalate dopo gli anni dorati negli slalom, enunciando con incrollabile sicurezza che l’identità tecnica della biposto di mamma Fiat sarebbe stata vincente anche in salita. 

Sono passati otto anni da quando qualcuno accolse con garbato scherno l’arrivo di Dondi nel Civm, suggerendo a mezza bocca di iscriversi fra le auto storiche, salvo poi dileguarsi con occhi bassi e camminata sempre radente ai muri, dopo ogni fine gara vittorioso del bolognese.

L’EPOCALE RIVINCITA DELLA #BARRA9

Con la proverbiale vittoria al Bondone 2022, Mister X e la #BARRA9 dimostrano una volta ancora ed una di più, che non è stato pagante sconfessare la vera essenza delle gare in salita, fatta di gente da corsa verace e mai mendace e che ha l’esperienza di vita come telemetria e la passione come sovralimentazione. Con Mister X e la Barra9 insomma, hanno vinto gli inguaribili romantici delle salite e del gusto vero delle corse, ha vinto il paddock in formato pane e salame nella carta stagnola, hanno trionfato le unghie sempre nere e sempre pronte ad insinuarsi in ogni attimo in ogni bullone, la chiave inglese infilata nell’orecchio e l’orecchio immerso nel cofano incandescente, a caccia del più recondito ronzio sospetto o del più minaccioso rumore molesto. 

Buon compleanno #BARRA9, in quest’epoca soverchia ove tutto è inopinatamente messo in discussione, tu e Manuel Dondi ci avete rinfrancato con la sublime certezza che ci sia ancora spazio per talune emozioni e che tu sia sempre e senza smentita, una Milfona di sangue blu. 

Gli scacchi del Monte Bondone, i più probanti e insidiosi d’Europa, premiano solo le vere star, perché la storia è un ente a statuto speciale: non ama essere smentita. Mai. 

Articolo di FRANCESCO ROMEO

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