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MALVASIO E AMBROSIANI PROTAGONISTI NELLA CESANA SESTRIERE

I due piloti Radical dominano la classica piemontese,assistiti in gara dall’AutoSport Sorrento. Ottimo quarto Nicoletti nella Coppa Sila.

Un binomio scintillante, una coppia d’assi che ieri ha sbancato il tavolo della Cesana-Sestriere, storico appuntamento delle Alpi piemontesi con 10,6 km di tecnica e velocità pura, espresse in un contesto straordinario. Al duo Radical+AutoSport Sorrento, si è aggiunto ieri il talento di Roberto Malvasio, splendido interprete di questa gara, che con la sua SR4-1600 del team campano, ha scarrellato un eccellente 5.16 basso, con cui ha confezionato e portato a casa la coppa con l’ombra più lunga del primo assoluto di gara. Performance da pollice alto per il driver di casa, che centra così la vittoria assoluta in carriera numero otto con perlopiù l’ambo in questa gara,già vinta su un auto turismo. Malvasio ha solo parole d’encomio per la sua vettura e per il lavoro di assistenza dell’AutoSport: “Sulla Radical non so più cosa dire, davvero. E’una macchina bilanciata, veloce, facile, che ti fa capire subito il suo carattere. Basta poco e senti subito le regolazioni,poi Alessio e gli altri dell’Autosport sono eccezionali, perché in un attimo capiscono esattamente quello che serve per andare forte. La strada era messa peggio dell’anno scorso e c’era pure una postazione in più di soft-crash, ma ho comunque abbassato il tempo rispetto al 2013, quando ho fatto il secondo assoluto. E potevo fare anche meglio. Mi hanno dato una macchina che scaricava bene in uscita e che ti faceva tenere giù anche in percorrenza di curva. Ho tanta esperienza ormai con tanti tipi di macchine e so che quando succede così è perché il progetto di base è sano: appena potrò disputerò un’altra corsa sulla SR4,non vedo l’ora di risalire in macchina”.

Felicità anche per Alessandro Ambrosiani, secondo assoluto proprio nella salita piemontese, che spende anche lui parole di encomio per la sua SR3-1600: “Bellissima macchina, che anche ad un pilota alla prima esperienza sulle Sport come me, ha permesso di esprimersi bene. I ragazzi dell’AutoSport sono stati grandi, facendo delle regolazioni adatte a chi come me era al debutto su una macchina tanto prestazionale. Ho sentito subito sicurezza, poi il cambio PowerShift mi ha colpito proprio. Velocissimo e preciso, ormai è imprescindibile se vuoi avere risultati”.

Altre belle notizie arrivano dalla Coppa Sila, dove Leonardo Nicoletti sulla sua Radical PROSPORT 1500, ha centrato il quarto posto assoluto, dopo aver dovuto ripetere la salita quando era ormai arrivato quasi a tre quarti. La sua analisi è obbiettiva come sempre: “Il quarto posto ve bene, ma per quello che è successo, con un po’ di fortuna potevo anche rischiare di salire sul podio. Dovendo ripetere la salita quando ormai ne avevo fatto più di metà, un po’ di prestazione di gomma l’ho persa: Poi infatti ho riguardato gli intermedi della salita prima e c’era circa un secondo in meno ad ogni passaggio. Potevo abbassare di un buon margine, ma arrivare dietro un pilota esperto e veloce come Franco Ferragina, che stimo parecchio, è un onore. Si consideri che corro con sospensioni standard e regolazioni abbastanza conservative, quindi nei curvoni veloci la macchina pur restando sempre sicura ed affidabile pompa un po’. Per il Reventino avrò un assetto più sostenuto che mi darà un migliore comportamento nei curvoni in appoggio, mentre anche sul motore con una fasatura diversa, meno pistaiola, quindi che abbia più coppia in basso, cioè quello che serve in salita, si può migliorare ancora il rendimento di un propulsore che comunque è già ottimo, attenzione”. Grazie anche all’AutoSport Sorrento, che in pochissimi giorni mi manda sempre quello di cui ho materialmente bisogno e soprattutto dà consigli puntualmente preziosi”.

Fra i birilli ieri, impegnato nello slalom Mirabella-Eclano, brillava la presenza di Maurizio Pepe, sconsolato per un quarto posto che non lo soddisfa:” Sono assai deluso, perché ho fatto un errore di inesperienza, fidandomi del parere di un amico pilota che mi rassicurava sulla facilità del percorso, senza quindi che mi sia impegnato a memorizzarlo, essendo la prima volta che lo affrontavo. Invece in un tratto guidato in cui il bravo Vinaccia saliva in quinta, io passavo dalla seconda alla terza..così mi sono stati davanti anche due ragazzi con le P2, che comunque, sia chiaro, sono bravissimi. Ma sono certo: potevo stare in scia a Vinaccia, non ho dubbi, la macchina non ha colpe, sono io che dopo 26 anni di gare dovevo capire che certe prove vanno fatte e basta, senza ascoltare nessuno, specialmente se corre con una macchina troppo diversa dalla tua”.

Francesco Romeo

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