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MANUEL DONDI SOFFIA SUL 2016

Il pilota bolognese rialza il livello meccanico e monta l’estrattore alla sua roadster, dopo un 2015 segnato da timing e risultati strepitosi, talvolta migliori anche delle integrali turbizzate della megatonica stirpe E1.

Se anche denari ne avesse d’avanzo, la mattina Mdx1/9 vorrebbe trovarsi davanti sempre e comunque lei. Il suo legame con la signora in blu dura da oltre 15 anni e gli ha portato in dote anche il tricolore slalom assoluto, nonché quello under 23: anno solare 2005. Ma dopo la scorsa stagione thriller, in cui anche piloti esperti su dragster a trazione totale intrisi di chip, hanno preso paga dal velocissimo bolognese, serviva farsi MacGyver per far restare in alto Miss X. Quella monellaccia rasoterra e incazzata che non portava rispetto neanche alle 4wd turbo Over 500 cv, meritava di vivere da primadonna anche quest’altra annata da milfona da combattimento. La coppia Dondi-X1/9 infatti, è ormai guardata nelle gare in salita con la stessa attenzione con cui si scrutano i glutei di un hostess.

Così il quattro in linea duemila di casa Alfa, ex SuperTurismo, riprendeva la rotta a nord-ovest verso Mantova, per rimettersi sotto ai ferri dell’esperto preparatore Cavallini. Che è da sempre uno sparring partner fisso dell’implacabile bolognese.

IMG_20160318_153018Nessuna costosa evoluzione per il cuore griffato New Tecnology, operazione impossibile col flusso di cassa attuale, ma solo una revisione complessiva per riportarlo ai primitivi splendori. I suoi 280 cv insomma, sono tornati con i muscoli belli tonici e i tendini tutti in tiro. Ad avere un diverso conto corrente, da quel 4 in linea si potrebbero tirar fuori più di 300 horse power, soltanto montando la manovellistica delle successive sue evoluzioni . Ma per ora, bisogna agevolarsi con quanto passa il convento. Anche l’autotelaio non ha ricevuto step, ma solo un rialzo generale per ridare piena efficienza a tutta la macchina. Giusto qualche micro affinamento di qua. E anche di là. Come meccanica insomma, nessuna news da scrivere in neretto nell’agenda-lavori 2016, piuttosto una barra di caricamento dello stato di forma, con tutte le linee di nuovo a rapporto. C’era una cosa però, che infiammava la fantasia di Mdx1/9 già da un paio d’anni: montare un diffusore posteriore e provare l’effetto che fa. Se nel 2015 non si era voluto intaccare l’equilibrio di un auto molto competitiva, la pausa invernale è servita per studiare sui testi e consultarsi con gente d’esperienza, così da definire forme e dimensioni dell’estrattore posteriore. Non c’era a sua disposizione neanche la casistica di un pilota amico, con un’altra X1/9 dal posteriore soffiato. Dondi si è affidato così alle abili ed esperte mani della Speed Carbon di Vignola (Mo), che assieme a Pierobon di Borgo Panigale e a Cavallini di Mantova, formano il tris di fidati partner tecnici del driver bolognese. Un diffusore studiato ad hoc in galleria del vento e correlato all’ala, può regalare anche 10 punti d’efficienza, che è il prodotto fra carico aerodinamico e resistenza all’avanzamento. Quindi nella configurazione ideale. Ma con applicazione artigianale, priva di un lungo studio dedicato dei flussi, questa percentuale ovviamente in parte scende, anche se incide comunque sul rendimento, soprattutto nelle gare veloci dove aumenta il soffiaggio. Tutto questo a patto che pure la parte anteriore del veicolo sia piatta e senza turbolenze, così da accelerare e fluidificare la velocità dell’aria verso il diffusore, aumentando lo schiacciamento verso il piano stradale per la la depressione generata e quindi il carico dinamico. La velocità di punta della X1/9 non può essere un suo plus, limitata com’è da una potenza non debordante, anche se la sua sezione frontale non molto estesa, in questo limita i danni. Occorre quindi recuperare qualcosa nei transitori: il diffusore è stato pensato e dovrebbe fare sentire il suo peso specialmente nei lunghi curvoni in appoggio. Quanto alla trazione meccanica, il motore a sbalzo sulle ruote motrici e la predilezione di Manuel nel guidarla scivolando, che resta poi lo stile più fruttuoso per la X1/9, estendono la garanzia di questa coppia da corsa, anche a questa stagione, soprattutto nei percorsi più guidati. Contesti dove l’agilità della roadster torinese e la bravura conclamata di Dondi, sono dei brutti clienti per tutti.

Per il 2016 nessun listone già pronto di gare, ma certamente qualcuna preferita alle altre, anche per un prezioso motivo: ritornare in almeno una delle tappe vinte o corse al top nel 2015, potrà mostrare il progresso velocistico raggiunto nell’anno solare con le ultime news.

Francesco Romeo

Foto: Marco Zambaldi

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