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Foto: Giuseppe Di Vincenzo

MICCICHE’: OSELLA IL SOGNO, NESTI IL MITO

Dopo la bellissima parentesi con la Radical Sr4, il tre volte campione siciliano di classe, parla di passato e futuro della sua passione, nata e cresciuta con l’icona del leggendario Re della Montagna.

15300483_10209275921992367_1416591355_nAnni 23 di esistenza. Di cui gli ultimi cinque spesi su un auto da corsa, a traino del decennio intero precedente, corso invece a ruote basse. Salvatore Miccichè, siculo doc ed ex kartista con in cassa vittorie in trofei cittadini a tempo, sua specialità, si domiciliava nel cockpit di una Radical SR4 in pista nel 2011. Una sport che ha imparato subito a maneggiare alla grande, come fosse un kart in formato XL. La sua prima uscita assoluta in gara infatti, disse decisamente bene: settimo assoluto su 67, con tanti volponi accanto a lui allo start finitigli negli specchietti. Un quinquennio cadenzato da gare episodiche, ma impreziosito dalla robusta  soddisfazione di aver conquistato l’Everest del podio in ben 9 occasioni su sole 13 cronoscalate corse. Un quorum vittorie/partecipazioni quindi, del 70%. L’up grade della sua macchina è stato definito al tempo dall’AutoSport Sorrento: senza arrovellarsi in impegnative ed onerose operazioni gara dopo gara, Salvo Miccichè ha preferito affidarsi alle sapienti mani della factory di Sarno, capace di preparargli un setting così equilibrato e performante, da risultare versatile e competitivo tanto nelle gare superveloci come la Nissena, quanto in quelle più guidate. Miccichè insomma, è stato chiamato solo a stringere le cinture e ad esprimere il suo talento al volante. Un talento che ha superato i limiti oggettivi di una macchina ben più pesante e meno potente di tante altre barchette sport under 1400cc: con ben 503 kg, soli 186 cv ed un cambio a leva senza neanche cut-off (cambiate a gas aperto), gli ingredienti tecnici per stare davanti alla maggior parte delle altre sport della stessa classe ben più evolute e leggere, non erano dei più favorevoli. Insomma, nelle vittorie acciuffate da Miccichè, c’è stato decisamente molto del proprio sudore e del proprio coraggio. Impressa a fuoco resta la sua prima salita dei Monti Iblei: una strada quella che riserva tante insidie anche a chi la conosce benone, veloce com’è nel primo segmento, ma tormentata e guidata nel secondo. Per chi non aveva mai corso a quelle latitudini, come lui, che 15310578_10209275924912440_1720257500_nal sabato non aveva neanche completato le prove, quella gara rischiava di essere una montagna troppo impervia da scalare, anche mentalmente. Le fotocellule però, fecero il pollice alto alla sua voglia matta ed al suo coraggio, con un crono finale di 2.53.93, a soli 7 decimi da una sport da 1600cc. Una grande occasione persa fu invece la Termini-Caccamo del 2015, in cui dopo aver dominato la prima manche di prove col miglior tempo assoluto, si dovette arrendere per un guasto al differenziale che lo estrometteva finanche dalla gara del giorno dopo. Un colpo rimasto decisamente in canna, vista la competitività mostrata: resta quello l’unico suo ritiro per noie tecniche. La Radical SR4, entry level della gamma inglese, che tanti piloti ha conquistato per trattabilità e prestazioni, ha incontrato perfettamente lo stile di guida del giovane siciliano, che se ne è privato recentemente con non poca amarezza, dopo 20 gare totali fra cui 7 in pista. La sua storia con le barchette griffate di R però, non finirà: Ho valutato che sia meglio noleggiare una bella Sr4competitiva all’AutoSport Sorrento, team del quale mi fido ciecamente. Non corro con costanza, per cui affidarsi a degli esperti in occasione delle gare, mi toglie dei costi fissi e delle incombenze come il curare l’assetto o il motore. Quando ne avrò necessità, mi rivolgerò al caro Tonino Esposito. Spero di provare presto una Cn2, una 21/S Evo o una Pa2000, un auto estrema che mi piace davvero tanto. Sarebbe un esperienza molto gratificante, visti i tempi incredibili che fanno ormai queste macchine da due litri, decine di secondi più bassi delle tre litri di dieci anni fa. Credo che oggi le prestazioni delle 3000 siano forse esagerate, perché anche con i 2000 attuali ci si diverte alla grande facendo tempi straordinari. Attualmente ammiro molto Scola, che con quello che sta facendo quest’anno dopo il salto di cilindrata, restando al top, ha dimostrato di essere non un campione, ma un vero fenomeno. Il 18 dicembre sarò sulla pista Concordia del mio amico nonché ottimo pilota Luigi Bruccoleri, i cui consigli e le camera car sono stati preziosi in passato per me. Farò un rally, un esperienza nuova che mi incuriosisce, forse con una Peugeot 106 Gr.A o una Clio R3. Vedremo.

15327789_10209275927952516_1683871683_nQualcosa capace di arricchire il database di pilotaggio di ogni driver, aumentando la gamma dei suoi automatismi di guida.

Se il salitaro preferito di oggi è proprio il talento calabrese della Jonia Corse, quello di sempre è il sommo Mauro Nesti, il Re della Montagna: Avevo appena pochi giorni di vita e già respiravo l’aria delle crono stando in braccio ad Emilio Scola e a due passi dal grande Nesti, col quale mi feci una foto qualche anno dopo. Foto che c’è anche nei suoi libri e che conservo gelosamente. Per me è stato un eroe di altri tempi, il più grande di tutti in assoluto. Il  suo mito mi accompagnerà sempre, assieme a quello di Schumacher ,che per me resta il top della F1. Meravigliosi. Mi piacerebbe un giorno comunicare alla famiglia Nesti, il mio trasporto per la figura del leggendario Mauro.

15301195_10209275935432703_1417959201_nGuardando al futuro Salvatore Miccichè sogna in quota 2000, ma con la retrocamera fa zoom sui sacrifici ed il supporto sempre fornitogli dalla propria famiglia in passato: Impossibile non ringraziare i miei genitori e mio fratello per tutto quello che hanno fatto per me negli anni. Sono la cosa più importante che ho. E’stato bellissimo regalargli la gioia della vittoria di classe con record alla Nissena, una gara velocissima e difficile. E’stato bello migliorare un primato che era già il mio. Fantastico, davvero.

La gara apice dei desideri, anche per lui resta la mitica Trento-Bondone. L’accademia della guida su strada, col suo fascino tentacolare ed inossidabile, sarebbe la gara che Miccichè vorrebbe fare non subito, ma anche prima. Nel suo menù delle altre crono assai gradite, pollice su anche per  la Sarnano-Sassotetto, per il Reventino e per la Val d’Anapo-Sortino, salita in cui nel 2013 vinse la classe e centrò un bellissimo ottavo assoluto.

Niente, ma proprio niente male, per quello che era un deb delle salite.

Francesco Romeo

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