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MICHELE ESPOSITO: VI RACCONTO L’OSELLINA

Con la grande performance di Pedavena, il driver dell’AutoSport Sorrento mostra grandi doti anche su una sport diversa dalla sua nota Radical. Ritratto e analisi della barchetta entry level di Enzo Osella.

Se per ogni nuova creatura è decisivo chi la fa, non meno importante è chi la svezza.

La 21 Junior, nickname di battesimo dell’Osella in formato mp3, ha avuto come secondo padre Christian Merli, adottato dalla dea velocità, il giorno stesso della sua terrena immatricolazione.

Il cervello che le ha dato forma, anziano al passaporto ma vulcanico nella resa, ha riversato su di lei mezzo secolo di corse con e senza pendenza, F1 inclusa. L’impegno ossessivo con cui Don Enzo Osella ha concepito la sua creatura, è stato percepito da iltornante.it nell’intervista esclusiva che l’ingegnere ci concesse nel 2014 in casa di Pasquale Irlando, quando barattava l’attenzione per le nostre domande, con lo studio delle tavole tecniche della nascitura di casa. Cotanta bramosia nel definire la 21b, aveva delle motivazioni che andavano oltre il riconosciuto orgoglio di un Top Player come il costruttore torinese.

La nota ossessione di Osella nell’arrivare inesorabilmente primo infatti, è stata soverchiata negli ultimi anni non dai risultati in gara, comunque di gran cassa fra la Pa2000 dopo e la Fa30 prima, ma dalla posizione Neutral nel cervello con cui il Totem delle corse in salita aveva ipo-valutato il fenomeno delle barchette con motore da moto. Nel 2009 infatti, l’icona delle gare su strada aveva dichiarato che mai avrebbe firmato col proprio nome una barchetta con cuore da moto: la pesante cauzione, sarebbe stata piuttosto l’abbandono del mestiere che tanta gloria gli aveva procurato in mezzo secolo. Una frase implacabile, che mostrava convinzione nella propria storica religione tecnica, da misurare a tonnellaggio.

Le cose però, qualunque livello tu abbia raggiunto o meno nella vita, cambiano per tutti. Inesorabilmente.

Il filone tecnico delle barchette compatte inaugurato ai primordi degli anni 2000, convinceva una volta per ogni Enzo Osella: le vittorie della concorrenza con quelle sport di cubatura piccola ma prestazioni decisamente grandi, andavano emulate con una propria creatura. Contro il personale credo cinquantennale, il Cavaliere pensava a come confezionare un gran vestito, attorno ad un motore di solito affiancato dalle gambe di un pilota, invece che dai tubi di un traliccio.  La power unit prescelta per il lancio, è stata la Bmw da 999 cc under 200 cv.  Un’altra piccola comitiva di horse power, si aggiunge poi con le cure degli specialisti del caso. Un cuore pensato per la SuperBike ed adattato per la salita. Ma che inevitabilmente mostra il suo pedigree track-oriented, anche nelle cronoscalate. Vedremo perché.

Oltre all’impegno stabile di Vincenzo Pezzolla nel Civm, prezioso per decifrare vizi e virtù dell’Osellina in un ampia gamma di strade, c’è il proficuo lavoro di sottofondo fatto da Merli, che ne ha acquistato un esemplare per il suo team Titan Motorsport.

Dopo la clamorosa vittoria di Cividale, in cui Merli ha tirato fuori dal mazzo una delle sue migliori prestazioni di sempre, diventava conveniente saggiare con un altro pilota, cosa potesse fare la 21 Junior.

In fondo, che un Osella andasse forte guidata da un fuoriclasse così, poteva sembrare pericolosamente ovvio. Commercialmente ed agonisticamente insomma, il nome Merli rischiava di pesare troppo sul valore specifico nella coppia di fatto con la 21 Junior.

La contemporanea presenza del Master Fia e del round di Pedavena, spingeva così Fast Christian a proporre a  Michele Esposito di correre l’ultimo round del Civm 2016. Il figlio di patron Tonino, lo aveva conosciuto ed apprezzato già nel lancio a Sarno della Radical Sr3, anno 2012,  in quel Civm cui Merli distribuiva miracoli ogni domenica con l’anziana ma indiavolata ProSport 1600 dell’AutoSport Sorrento, milfona tornata con lui ai migliori anni della sua vita. Le grandi doti mostrate da Michele nelle tre salite appena fatte con le Radical Sr4 di casa, innescavano in Merli il pensiero stupendo che il giovane campano potesse clonare lo stesso suo livello di prestazioni, anche con la propria Osellina.

Il week end di Pedavena comunque, non iniziava con uno smile. Dopo la prima salita, Esposito doveva arrendersi ad un semiasse out: quando con un contraccolpo allo spunto ha ceduto poi anche il sinistro, via subito al doppio intervento d’officina. Inconvenienti fisiologici, tipici di ogni auto da corsa, anche matura.

Con pochissimi km di esperienza utili per il pilota però, diventava arduo sperare in una top performance in una strada veloce ed inframezzata da tornantoni old style, come la bella Pedavena. Ma Michele no, non si faceva scendere la voglia di provarci. Neanche di mezzo giro motore, per ognuno dei 7785 metri a salire verso il Finish.

Michele Esposito (Autosport Sorrento,Radical Suzuki 1585-RAD #97)Gara-1, è stata praticamente la prova mancata: il 4.01.84 alle fotocellule, che valeva il posto 11 assoluto, raccontano in formato incontrovertibile quanto sia stata esplorativa la prima salita. I km accumulati però, permettevano di stringere lo zoom su gara-2 con maggiore convinzione:  per onorare l’impegno, le vittorie recenti e la fiducia accordata, serviva quindi una salita almeno da Top Ten di giornata. Già dal primo intermedio si sospettava che Michele Esposito stesse costruendo qualcosa di grosso: i suoi tempi a ridosso di Formula e Sport più cavallate, la fluidità del passo e la precisione delle linee, mostravano che il fidanzamento fra il sorrentino e la torinese a quattro ruote, meritasse le bomboniere di fine gara. Il sontuoso 3.51.62 agli scacchi, era quindi un risarcimento extra-large per la sfiga della vigilia, senza la quale il miglior crono di giornata sarebbe stato migliore di un paio di secondi. Come da stima diretta del pilota. Ce n’è stato decisamente abbastanza però, per capire una doppia importante cosa: che tanto Michele Esposito che l’Osella P21 Jr, non siano amanti monogami. Lui va forte anche con barchette che non siano le arcinote Radical di casa, mentre lei si fa portare ad alti livelli, anche se non hai migliaia di gare a curriculum come Christian Merli.

Abbiamo così ascoltato Michele Esposito, che ci ha raccontato le sfumature percepite dell’attesa Osellina, coperta di solito da un segreto quasi istruttorio nel suo comportamento agonistico:

Ovviamente ero curioso ed onorato per il fatto di correre con un Osella. In casa ho sempre respirato un clima di profonda stima per il signor Enzo, un personaggio carismatico che gode notoriamente di una grande considerazione da parte di papà Tonino e di tutta la squadra. Il week end non è partito bene, con il doppio inconveniente che mi ha tolto la possibilità di accumulare km. La rottura del semiasse ci può stare, sono pezzi sottoposti a grandi stress e infatti l’ingegnere aveva già pensato di cambiarli entrambi, prima che fosse out anche il secondo per un contraccolpo. Sin dall’inizio ho capito che la base della macchina fosse ok. Si sente subito  che è una vettura di ultima generazione, che lavora tanto con il diffusore anteriore, il fondo e l’estrattore posteriore. Lo percepisci dalla tenuta di linea che ha ad alta velocità, situazione in cui sembra di essere davvero su una rotaia. Te ne accorgi da come reagisca presto e bene alle regolazioni, segno di un progetto sano.

C’è qualcosa che potrebbe essere migliore?

Nei tratti più lenti e guidati, la macchina va sicuramente bene per il peso contenuto, ma non è ancora al top come inserimento e cambi di direzione. Si può migliorare, vista la base, ma è normale per un progetto tanto giovane. Il motore spinge forte su, ma devi tenerlo costantemente alto. Non amo molto la risposta di questi 1000 pistaioli. Secondo me un bel 1400 con più coppia distribuita ad ogni regime, ci starebbe meglio e ti farebbe sfruttare di più le doti della macchina. La frenata e la percorrenza in appoggio sono ottime, ti dà abbastanza confidenza fin da subito. Senza i problemi nelle prove, avrei tolto due secondi al crono finale, ne sono abbastanza certo.

michele-su-osellaIl tuo week end con Enzo Osella?

E’un personaggio unico. Ha la voglia di un ragazzino e vuole sapere tutto. Chiede, analizza, osserva, sperimenta, confronta. Vuole che passi tutto da lui perché dà l’impressione di fidarsi pienamente solo di sé stesso. E’una fabbrica di idee, di esperienza, di volontà. Ha uno spirito e una dedizione in quello che fa, incredibili ed ammirevoli, che gli danno un carisma unico. Mi sono trovato bene con lui ed è stato piacevole ricevere i complimenti per il lavoro fatto e percepire l’attenzione con cui mi ascoltava.

Delle gomme impiegate che mi dici?

Le nuove Avon 046 sono andate decisamente bene. Una gomma molto performante e duratura, che ha avuto in un campione come Merli il suo primo collaudatore, sulla Fa30. Un grande valore aggiunto, visto come lui sa sfruttare al limite ogni macchina. Dalla sua esperienza in poi, sono partite a scendere le sperimentazioni sulle sport più piccole ed ora nella misura 175 anche su quest’Osellina, che per volere di Osella monta gomme più strette delle 195 da noi usate sulle Radical. La collaborazione con Walter Maganza della Cooper Tyres è stata molto proficua, ancora una volta.

Cosa vi siete detti con Merli?

Christian è stato molto gentile, ci siamo sentiti spesso in tutto il week end malgrado fosse impegnato nel Master e ci siamo confrontati sull’andamento di prove e gara. E’un piacere lavorare con lui, il nostro rapporto è ottimo, credo ci sia una stima reciproca.

Quando risalirai sull’Osellina?

Ah non lo so. Vediamo, ci sono delle idee ma ancora nulla di definito. Ho avuto questa possibilità e l’ho sfruttata con molto piacere. Intanto torno sulla Radical in pista, o a Magione o a Binetto. Non so se farò ancora salite prima di fine anno, non abbiamo fatto un quadro definito della situazione.

Francesco Romeo

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