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MIGLIONICO: GRAZIE HANS

All’indomani del suo brutto crash a Torregrotta, il campione italiano slalom spende parole importanti per il collare salvavita. Incerto invece, il suo ritorno nel Tricolore.

Le cronache degli scorsi giorni ci hanno proposto su Youtube le scioccanti immagini nitide, di piloti impegnati nel CEM con top car, ma senza l’Hans allacciato. Al culmine della settimana appena archiviata, è arrivata poi la brutta notizia dell’incidente che ha coinvolto Saverio Miglionico nella prima uscita del CIS, in cui era intento a difendere il suo primato già dal primo round siciliano. Una gara tiratissima in cui vari piloti, alcuni anche top driver, hanno patito incidenti o uscite. Soprattutto la terza manche, è stata caratterizzata da un passo dei competitor, davvero impressionante.

Dopo una ricognizione già firmata con un tempo premiante, era l’ora per Saverio Miglionico di cercare l’affondo per le successive salite, come strategia utile a capire quanto margine ancora avesse: “Torregrotta è stata la mia gara meno bella del 2017, nella quale sentivo di non essermi espresso al meglio. Non si può mai sapere come sarebbe andata una cosa che non è successa, ma sono certo che avrei fatto meglio dell’anno scorso”.

Tornando alla cronaca della gara, il solo Gimmy Ingardia è stato capace di abbattere il timing record del tricolore in carica, abbassando il tempo di circa un secondo con la agilissima Ghipard. Gli altri piloti top con le barchette convenzionali, sono invece rimasti lontani dal primato di Miglionico. Ma era proprio nell’esercizio del massimo sforzo agonistico, che il driver della Campobasso Corse anticipava troppo una curva, impattava all’interno e veniva proiettato con la fiancata sul muro esterno, provocando seri danni alla sua SR4 curata dalla NP Racing di Carmine Napolitano e procurandosi dolori sparsi al torace, tali da convincere i soccorritori a tradurlo in ospedale per i controlli di rito.

Molto affranto, visibilmente provato per l’accadimento negativo, ci commenta così la situazione contingente: “Sono molto abbattuto per quanto successo ma al contempo riconoscente al collare Hans, per il ruolo decisivo che ha giocato nel mio incidente. E’ stato un colpo molto forte, avverto indolenzimenti vari, ma il collo non ha subito alcuna ripercussione. Senza Hans, quantomeno mi sarei fatto tanto male da dover stare un pò di tempo immobile, vista la violenza del colpo. Fortuna che da quest’anno sia stato reso obbligatorio per quasi tutti, anche se io l’ho indossato già altre volte in precedenza. Il grande problema è che adesso non so se mi sarà possibile continuare il Tricolore, i prossimi dieci giorni di smontaggio e messa sul banco di riscontro, saranno decisivi per quantificare i danni e capire così se ora abbia le risorse economiche per aggiustare la macchina o rimandare tutto al 2019. Sono molto amareggiato, ma ho fiducia in chi mi segue e ci riserviamo di capirne di più nei prossimi giorni. Dal punto di vista agonistico è un peccato, perché mi sentivo competitivo con chiunque. Vedremo cosa succederà adesso”.

Crediamo che alla luce di questi accadimenti, la Fia debba predisporre una volta di più severi accertamenti allo start di ogni gara e l’utilizzo delle immagini on board a posteriori, per garantire l’osservanza del buon senso, prima che delle regole, prevedendo anche l’eliminazione delle eventuali deroghe all’utilizzo, se esistenti. Sul fronte sicurezza, regna ancora qualche area di ignoranza e di presunta onnipotenza, totalmente da bonificare.

Francesco Romeo

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