
Monte-Carlo accende la miccia: Fourmaux guarda alla Svezia con nuove ambizioni
La vittoria di Oliver Solberg al Rallye Monte-Carlo non ha solo riscritto la storia recente del WRC, ma ha avuto anche un effetto collaterale immediato: ha acceso la determinazione di Adrien Fourmaux in vista del prossimo appuntamento iridato, il Rally Svezia.
Il francese di Hyundai Motorsport esce dalla gara inaugurale della stagione 2026 come miglior pilota del marchio coreano, per il secondo anno consecutivo a Monte-Carlo. Un risultato che va oltre il semplice quarto posto finale e racconta di un fine settimana costruito con intelligenza, soprattutto in una domenica in cui Fourmaux ha mostrato il lato migliore del suo pacchetto tecnico.
Affiancato da Alexandre Coria, Fourmaux ha firmato le prime due vittorie di speciale stagionali per Hyundai, chiudendo poi terzo nel Super Sunday e quarto nella Wolf Power Stage. Tradotto in numeri: 17 punti pesanti, in un Monte-Carlo che definire selettivo è quasi riduttivo.
“La domenica è stata positiva. Abbiamo fatto due scratch e mi sentivo davvero a mio agio con la macchina, spingendo forte. Abbiamo fatto buone scelte di gomme”, ha spiegato Fourmaux. “L’unico rammarico è aver perso otto decimi contro Séb nell’ultima prova. So che potevo farcela, ma fa parte del gioco.”
Il dato interessante è proprio questo: a parità di opportunità, Fourmaux sente di potersela giocare. E Monte-Carlo lo ha confermato, almeno in quelle condizioni di asfalto pulito e grip più uniforme dove la Hyundai i20 N Rally1 sembra esprimersi al meglio.
“Quando la strada è piatta e pulita siamo competitivi. Lo abbiamo visto in Giappone, in Europa Centrale e anche qui. Appena arrivano tagli, fondi sporchi e livelli di aderenza molto variabili, andiamo più in difficoltà”, ha ammesso con lucidità il francese.
Il distacco finale da Solberg – quasi sei minuti – racconta solo in parte la storia. Perché la vittoria dello svedese con Toyota ha avuto anche un valore simbolico importante: ha dimostrato che Evans e Ogier non sono imbattibili. Un messaggio che Fourmaux ha colto al volo.
“È stato bello vedere Oliver lottare e vincere. Ha dimostrato che anche loro possono essere battuti. Certo, avrei voluto essere io a riuscirci, ma ci riproveremo al prossimo rally.”
E il prossimo capitolo si scrive sulla neve. La Svezia, da questo punto di vista, è terreno già conosciuto e amico per Fourmaux. Nel 2024, con M-Sport Ford, aveva conquistato il suo primo podio WRC proprio sugli sterrati ghiacciati di Umeå, e nella sua seconda gara Rally1 con Hyundai si era trovato in piena lotta per la vittoria prima di un errore decisivo.
“Sono sempre stato veloce in Svezia, mi piace molto quel rally”, ha sorriso.
“Oliver ha vinto a Monte-Carlo… quindi ora tocca a me provare a vincere in Svezia.”
Detta così sembra una battuta, ma tra le righe c’è qualcosa di più: la sensazione che il 2026 possa davvero essere l’anno della svolta per Adrien Fourmaux. Monte-Carlo non gli ha dato la vittoria, ma gli ha consegnato una convinzione nuova. E nel WRC, spesso, è proprio da lì che iniziano le storie più interessanti.




