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MORABITO A UN PUNTO DALL’OLIMPO

Il pilota del team Piloti per Passione è chiamato a raccogliere uno e un solo punto nella gara finale di Luzzi, per laurearsi campione italiano delle bicilindriche. Tre vittorie con record più tre podi e un piazzamento, il suo score attuale.

Alla Coppa Nissena Morabito non ha osato al massimo, chiamato com’era a combattere un sottosterzo molto insidioso, sebbene là come ad Erice Antonino Cardillo fosse oggettivamente imbattibile, da record come è stato il siciliano nelle sue gare feudo. Ma il pilota reggino ben sa quanto sia importante capitalizzare i frutti di una stagione intera, senza troppo soffermarsi sul raccolto di giornata, che può essere più o meno premiante a seconda delle molteplici condizioni che gara dopo gara si materializzano. Le corse infatti, sono tutto meno che una scienza esatta. Non basta frenare dopo e accelerare prima, né essere i più veloci nel frattempo. Occorre anche non friggere la delicata e sollecitata meccanica, dei piccoli e forsennati propulsori da 700 centimetri cubi. E serve pure tirare una riga e soppesare vantaggi e svantaggi, nella gestione di ogni singola situazione. A Luzzi, tappa finale del tricolore salita 2018, basta un punto e solo uno al reggino, per laurearsi campione italiano bicilindriche.

Un traguardo che farebbe rima con i tanti allori tricolori centrati da papà Rocco nella preparazione delle vetture, a partire dalla favolosa epopea di quell’Enzo Laganà, sette volte tricolore a due cilindri.

Il suo score 2018, enumera la vittoria con record alla Camucia Cortona, alla Sarnano-Sassotetto ed a Gubbio, che resta l’affermazione più appagante di tutte (parole sue) per la querelle benzina che aveva molto infiammato il clima umbro. Un palmarès stagionale, quello del pilota di Villa San Giovanni, a cui va aggiunto il podio di mezzo a Fasano ed Erice e i due quarti posti alla Nissena, oltre alla terza piazza a Morano, dopo l’out in una delle manches per l’albero a cammes divelto. Se quello di Gubbio è stato il momento top dell’annata, proprio la prima gara calabrese è stata invece quella più amara, perché dove Morabito sentiva di avere le maggiori possibilità di successo, cioè agli scacchi di Campotenese, è incappato in un out meccanico molto pesante. Adesso la sola gara di Luzzi si frappone fra Morabito e il titolo italiano e la mission obbligata è quella di fare cassa nella prima salita col prezioso punto decisivo, per poi liberare la massima performance nella seconda e finale prova dell’Ital Montagna 2018.

Francesco Romeo

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