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MORABITO E CUZZOLA FORMATO RECORD

Domenica bestiale per i due piloti del team Piloti per Passione, che riscrivono i primati di classe dominando entrambe le salite a Gubbio.

La Reggio Calabria da corsa, c’è. Sebbene nel 2018 non siano stati sempre fortunati in termini di affidabilità meccanica, gli avvincenti risultati agonistici in dolby surround erano già arrivati, avvertendo delle grandi potenzialità di Domenico Morabito in VBC5 e di Giuseppe Cuzzola nella E2SC-1600. Due classi tiratissime, dove i distacchi sono sempre in formato mini e l’agonismo invece, di taglia decisamente maxi.

 

Nella gara più attesa del Civm, partecipata al più alto livello in ogni categoria, entrambi i driver del team reggino creato e presieduto da Giuseppe Denisi, si sono presi la scena sferrando un doppio bang micidiale, sia per la vittoria di classe che per l’archiviazione dei precedenti record. Domenico Morabito, accompagnato dal suo fido tecnical chief, il mitico papà Rocco (per lui la dedica finale), la cui lunghissima epopea vincente a tre colori si estende oggi al servizio del figlio, ha cannoneggiato il precedente record abbassandolo di 4 secondi: tantissimi in una salita brevilinea, come quella umbra. Sottopostosi con piena serenità alla procedura dello scambio di carburanti, dopo le veementi polemiche delle scorse gare, ha divorato entrambe le sessioni con un passo insostenibile per la concorrenza. Chirurgica di assetto, implacabile con il suo possente propulsore fatto in casa ed impeccabile in ogni transitorio, la sua candida 500 è stata una perfetta complice del veloce pilota reggino, vigile del fuoco di professione, che ha spento sul nascere qualunque velleità domenicale degli avversari. Positivo anche il doppio podio del rapido ed esperto compagno di team, il siciliano Nino Cardillo, anche lui del team Piloti per Passione.

Nelle barchette da litro e sei, Giuseppe Cuzzola meditava e meritava vendetta per la sorte malevola delle ultime gare. Gare nelle quali trapelava una sovrabbondante quota tecnica della sua Radical, dopata e rivoltata con pervicacia da papà Peppe Spoto. La barchetta del pilota reggino, aveva solo bisogno che sulla strada la sfiga non osteggiasse le sue straripanti performance, riverberate da un detonante 4 in linea Suzuki quasi missilistico, partorito da Peppino Monellino. L’assetto, fondato su un doppio raffinato schema push rod al doppio asse, in sinergia con carene ed ali ricercate ed efficienti, ha scannierizzato le traiettorie disegnate dallo scatenato Cuzzola, arrivato a Gubbio qualche giorno prima per assimilare al meglio, gli automatismi della velocissima strada umbra. Il doppio record di classe sarebbe stato ancora migliore se una piccola esitazione del reggino, non gli avesse fatto aggiungere circa un secondo, al gran crono finale. La sua resta comunque una performance entusiasmante, che riscrive la storia delle sport mediane a Gubbio e che ripaga Cuzzola e Spoto di mesi di lavoro, la cui bontà e’stata conclamata una volta ancora dalla doppia bottiglia di champagne aperta agli scacchi di Gubbio. Meriti da attribuire certamente anche all’icona Ninni Fossato, che per l’occasione ha assistito Cuzzola in trasferta, garantendogli la sua esperienza infinita nelle gare in salita.

La commozione di Domenico Morabito e Giuseppe Cuzzola, gli occhi da tergicristalli di Giuseppe Denisi e di tutti gli affiatati ragazzi del team della città dei Bronzi, sono stati la migliore cornice di una domenica scritta in maiuscolo grassetto, nella storia del motorsport calabrese.

Francesco Romeo

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