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NIKOLA MILJKOVIĆ CAMPIONE EUROPEO HILL CLIMB 2016

Nikola Miljkovic, anno 1995, lo scorso agosto è diventato il nuovo Campione Europeo Hill Climb di Classe N. Si è raccontato ai microfoni di Auto e Motori in Serbia.

Quando hai iniziato la tua carriera di pilota?

Ho iniziato nel 2011, all’età di 16 anni, ma ancora non sono un pilota professionista, infatti dalle gare non guadagno, anzi, ogni anno dobbiamo cercare sponsor che ci diano una mano. Spero un giorno che qualche TEAM, mi noterà e mi farà diventare un professionista, sarebbe un grandissimo  sogno per me, esaudirlo.

Sei appena diventato il nuovo Campione Europeo nella tua Classe, cosa si prova? 

Si sono il Campione Europeo 2016, ma come ho già detto,  non mi vanto di questo, ma ne sono entusiasta, non sono un pilota professionista e mi sono sempre impegnato al massimo per poter arrivare a questo.

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Quante e che tipo di gare hai fatto nella tua carriera e a bordo di quali auto?

Ho iniziato nel 2011 con una Zastava Yugo di classe “N” – la classe nazionale della Serbia. In quell’anno ho partecipato a 11 gare e ne ho vinto 8 diventando il più giovane Campione nella storia della Serbia, di classe ”N” nelle due categorie: Circuito e Salita.

Nel 2012 ho cambiato auto, Honda Civic Type R  classe ”N 2000”. Con questa ho partecipato nella stagione 2012 e 2013 ed ho raggiunto il primo posto di Campionato Nazionale Serbo di Salita. Nell’anno 2013, arrivando alla maggiore età, ho intrapreso una nuova esperienza nel Campionato di Montagna Europa Centrale ”CEZ” conquistando il primo posto nella categoria di ”N 2000”. Nella stagione 2014,  abbiamo acquistato una ”Seat Leon” con cui abbiamo programmato per competere nella stagione ”ETCC” del 2015, ma a causa di cambiamenti nella regolamentazione, questa vettura non poteva più partecipare, così siamo passati ad una Mitsubishi Lancer Evo IX. Il cambio della vettura nella stagione 2015, mi ha dato anche una piccola spinta in più, infatti partecipando al Campionato Europeo  Montagna ”CEM”, ho conquistato il quarto posto nel la mia categoria.

 Nella stagione 2016, ho riprovato con più determinazione il ”CEM”,svolgendo tutte e 12 le gare in programma, vincendone 8, ma nelle altre sempre tra i primi tre posti ed all’ultima gara, in Croazia, è arrivato il Titolo per cui mi sono battuto tanto, il più giovane Campione Europeo Montagna.

Sei appena tornato dalla Spagna dove ti è stato conferito il Titolo Europeo. Ci racconti l’esperienza? 

La premiazione dei Campioni Europei Montagna si è svolta in Spagna, a Oviedo. Alla cerimonia di premiazione, dove mi hanno conferito il premio tanto atteso, mi hanno accompagnato la mia famiglia, i miei amici ed il mio team.  Dopo la cerimonia, ho passato la giornata con i membri del mio fan club che sono venuti a festeggiare. E’ stata una giornata ed esperienza indimenticabile per me, una grande novità. Non mi sarei mai aspettato di aver un mio Fan Club con tanti tifosi al seguito. Spero il prossimo anno, quando gareggerò in Spagna o in Portogallo, ci sarà la possibilità di passare un pò di tempo con loro.

Nel Campionato Europeo 2016 hai corso a bordo di una Mitsubishi Lancer, c’è la descrivi?

Nel 2016 infatti ho corso il ”CEM”  con una Mitsubishi Lancer Evolution 9 da 417-cavalli, quattro ruote motrici ed una coppia di 650 Nm. Una macchina eccezionale, mi sono trovato perfettamente. Sino a questo momento è la mia preferita.

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Per il futuro, che previsioni hai?

Per l’anno 2017, mi piacerebbe poter partecipare al Campionato Europeo ”ETCC”. Quindi dovrei abbandonare le Salite e cambiare macchina,  scegliendo la ”Seat Leon Racer TCR”. 

Ci descrivi il tuo Team?

La mia squadra, oltre a mio padre e mia sorella, è composta da dei miei amici che sono sempre pronti a dare il loro meglio per poter ottenere i migliori risultati. Non ha nulla a che fare con il denaro, ma con l’amicizia. Siamo una grande famiglia. Se non avessi avuto il sostegno di tutti loro non so se sarei riuscito a raggiungere un tale successo.

Per concludere, vorresti ringraziare qualcuno in particolare?

La persona più importante che ringrazio è sicuramente mio padre. Egli è il driver di tutti, il cervello di tutta l’operazione. Se non fosse stato per la sua insistenza ed appoggio ad inseguire un sogno, niente di tutto questo sarebbe successo. Io non sarei stato un driver.

Non mi ha mai costretto a vincere, ma mi ha sempre sostenuto anche quando perdevo. E ‘stato qui che ho capito, che l’importante non è solo vincere, ma andare sempre avanti a testa alta e migliorarsi giorno per giorno, gara dopo gara, senza pressioni inutili.

A cura di Silvano Vitiello
Redazione Auto e Motori in Serbia
www.facebook.com/autoemotoriinSerbia

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