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Nuovo record e nuovo titolo per Faggioli all’università delle cronoscalate

Simone Faggioli trionfa sul Monte Bondone per la terza volta (la seconda consecutiva) ed entra prepotentemente nel novero dei grandi delle corse il salita. Non solo per il numero di successi, ma anche per il secondo record assoluto della gara trentina: al 9’32”65 del 2010 ha fatto seguire il 9’23”19 di oggi, un tempo che indica l’abbattimento di un nuovo muro, quello relativo alla velocità media, portata sopra la soglia dei 110 kmh, per l’esattezza 110,58.

Quanto durerà? Le prestazioni della sua Osella Fa30 si fanno ogni stagione più impressionanti e quindi guai a considerare questi numeri blindati. Faggioli ha chiarito fin dai primi intertempi a Sardagna e Candriai che il suo unico vero avversario, oggi, era il suo tempo di un anno prima. Solo un errore avrebbe potuto impedirgli di salire sul gradino più alto del podio e Simone non ha sbagliato. Dietro a lui ha fatto faville Franco Cinelli, con la Lola Zytek a ruote scoperte, che ha portato a Vason in 9’48”94, un tempo straordinario se non fosse che davanti si è trovato il missile toscano. Il driver pistoiese, che conosce a menadito questa gara vinta nel 2001 e nel 2004, ha finalmente trovato l’assetto giusto per i tornanti trentini ed è sceso sotto la soglia dei 10 minuti. Sul terzo gradino del podio troviamo il ceco Milan Svoboda (Lola T96/50), un altro pilota che si è tolto un sassolino dalla scarpa dopo molti tentativi da queste parti. Vera impresa anche quella compiuta da Christian Merli, che ha tirato fuori tutto quello che poteva dalla sua Radical con motore giapponese, portandola addirittura al quarto posto finale, una posizione che vale oro zecchino e che ha riportato il sorriso sul suo volto dopo tanti bocconi amari ingoiati in settimana. Se si considera, non solo che questa vettura era spinta da un motore 1600, ma anche che il pilota di Fiavé non la aveva mai guidata prima di questo week end, si capisce la portata della prestazione, che gli consente di amministrare il secondo posto in classifica assoluta del Civm, operazione agevolata dal forfait di Piero Nappi, fermatosi alla postazione 13.

Quinta posizione e vittoria in gruppo CN per il calabrese Rosario Iaquinta, un altro nome noto in terra trentina, che ha adottato un set up rivelatosi ideale per l’Osella PA 21/S Honda, con la quale il pilota di Castrovillari ha vinto il duello serrato con il sardo campione in carica Omar Magliona, sesto al traguardo, su vettura gemella. Ottava piazza per il cecoVaclav Janik su Lola, che ha preceduto il sempre arrembante pugliese Francesco Leogrande, rallentato da noie al cambio della sua Gloria con la quale un anno fa aveva fatto faville. Buona prestazione anche per il trentino Matteo Moratelli (Osella Pa 21), che ha chiuso all’undicesimo posto. Si deveaccontentare del 19° Adolfo Bottura, che ha combattuto con lo sterzo della propria Tatuus Formula Master, giusto due secondi in meno di Ettore Bassi, l’attore – pilota alla prima esperienza all’università delle cronoscalate, uno dei personaggi più gettonati da cacciatori di autografi e di scatti fotografici.

Il veneto Antonio Forato si è imposto in gruppo GT al volante della Lamborghini Gallardo Gt Cup, che il portacolori Rubicone corse ha saputo regolare al meglio. Secondo l’anconetano Leo Isolani, che ha usato tutta la sua abilità su un tracciato non ideale alla sua voluminosa Ferrari 575, alla quale ha chiesto tutto il possibile. Terzo in gara il trentino Marco Cristoforetti su Porsche GT3. Nel gruppo E1 trionfo di Fabrizio Pandolfi su Alfa Romeo 155 V6ti, che ha sperato fino all’ultimo di infrangere il record di categoria. Ha vinto il duello con Fulvio Giuliani, che per la seconda gara consecutiva è giunto al traguardo con tre soli cilindri, tradito dalla propria Lancia Delta Evo. Così si è piazzato secondo Roberto Di Giuseppe (Alfa Romeo 155 Gta).

In gruppo A irraggiungibile per tutti il trentino Giorgio De Tisi, al volante della potente Citroen C4 wrc. Comunque soddisfatto l’altoatesino Rudi Bicciato (Mitsubishi Lancer), secondo, che ha preso il largo nella rincorsa al titolo, seguito dal trentino Tiziano Nones (Peugeot 206 wrc), penalizzato da un inconveniente tecnico nelle prove che non gli ha permesso di ottenere l’assetto migliore.

Stupenda prestazione di Diego De Gasperi nel gruppo N. Il pilota trentino, al volante di una Mitsubishi Lan

cer Evo IX, è giunto a Vason in 11’05”62, il nuovo record della gara per questa categoria. Decisiva la sua prestazione negli ultimi sette chilometri, quelli nei quali è riuscito a scrollarsi di dosso lo sloveno Ales Prek (Mitsubishi Lancer), staccato di soli 5 secondi, e il fortissimo Lino Vardanega (Mitsubishi Lancer Evo X), il leader del campionato italiano, che peraltro ha già vinto per quattro volte: a beffarlo è stato l’esaurimento del carburante a poche centinaia di metri dall’arrivo quando aveva il primato in mano. I tre, tanto per rendere un’idea dell’equilibrio, erano passati a Candriai con lo stesso intertempo. Così il terzo posto è stato appannaggio di Armando Ioriatti (Mitsubishi Lancer Evo IX), a 14”96 da De Gasperi.

Per quanto riguarda le auto storiche tutto è andato secondo pronostico. A realizzare il miglior tempo è stato il ceco Martin Vondrak (March 712 Mf2), che si è tenuto dietro il padovano Marco Zorzi (Ams 176 Ford Cosworth) e il francese Jean Marie Almeras (Porsche 935): 11’08”07 il tempo del vincitore, che già ieri in prova aveva staccato tutti, una prestazione in linea con quelle di molte auto moderne. Staccato di 53” Zorzi, che comunque ha abbassato di quasi un minuto il tempo di sabato e si è preso la soddisfazione di aggiudicarsi il gruppo C. Grandi festeggiamenti anche per Almeras, tornato sul Bondone dopo trent’anni con la stessa Porsche che allora aveva ammaliato il pubblico trentino, un bolide da oltre 900 cv, che a quell’epoca vinse diversi Campionati europei nella Seconda categoria (vetture derivate dalle turismo). Sontuosa prestazione per l’austriaco – trevigiano Harald Mössler, capace di far proprio il quarto posto assoluto con la piccola Steyr Puch König Bergspyder e quindi di tenere dietro la Ford Escort Rs 1800 dell’austriaco Max Lampelmaier e l’Osella Pa 9/90 Bmw di Giovanni Ambroso. Non ha preso il via in veterano Mauro Nesti. Significativo ottavo posto per il quasi ottantenne Sandro Lipparini (Osella Pa 8)

Nell’ambito delle Moderne E3 il foggiano Lucio Peruggini, con la sua performante Lancia Delta S4, ha avuto la meglio sul trentino Luca Piffer (Renault Clio Maxi) per un solo secondo e 46 centesimi e su Andrea Lombardi(Honda Civic Vti) per 28 secondi.

Scuderia Trentina: www.scuderiatrentina.it


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