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Ph. Fabrizio Amendola "Fabry Sport Foto"

ONOFRIO CRISCUOLO: IL CAMPIONE BRAVO FIGLIUOLO

Sempre attento ad un sano rapporto con i rivali e gli amici, il campione italiano bicilindriche pista 2016 ha centrato il titolo dopo varie stagioni da protagonista. Ritratto e pensiero, del venticinquenne di Agerola.

Per le nozze d’argento con la propria vita, si è regalato un Campionato Italiano Bicilindriche Pista.

Onofrio Criscuolo, brevettato dalla madre nel maggio del ’91 alle coordinate geografiche di Agerola (Na), non ha però barattato i pomeriggi sulle bmx con quelli sui kartodromi, ma si è dato il primo colpo di fibia di cintura da corsa, ad anni 19.

15209073_10209216442945428_1656399476_nIl cockpit inaugurale della sua carriera di pilota era quello di una Fiat 126 S1. La serie nella quale si è misurato per un paio di stagioni è stato invece il Campionato di Velocità Sperimentale, che portava i competitor sui tracciati della Campania. La sua nuova auto, svezzata sulla Pista del Sele, era intanto diventata la 500 di oggi. Una belvetta  interamente autocostruita dalla prima rivetta all’ultima brugola, con il prezioso sostegno di Gaetano Nappo.

Una figura questa, decisiva nei momenti topici della carriera di Criscuolo.

Il suo cammino agonistico sinora, racconta di due anni interi di stop in sei totali di gare. Nei quattro campionati corsi però, la zampata decisiva gli mancava sempre di un amen, abbonato come sembrava al secondo posto. Con quel motore con meno di 70cv infatti, non poteva proprio arrivare il successo. In mezzo l’esordio in una classica da salita, la Luzzi-Sambucina del 2013, che dopo il secondo tempo delle prove, lo vedeva però arrendersi di domenica per un out tecnico. Restava comunque dentro di lui, la consapevolezza di essere andato forte anche in un tipo di gara tanto diversa dal suo format usuale.

Nel 2015 traguardava il Campionato Italiano Pista, approcciato con qualche gara. Già le prove di Magione, pista a lui congeniale, lo convincevano subito che la musica avesse cambiato spartito e che avrebbe potuto suonare anche lui una melodia non solo bella, ma finalmente anche vincente.

15216208_666646560173121_2120257790_oIl nuovo motore over 74 cv ed il suo piede destro insomma, di feeling ne avevano instaurato d’avanzo e la mission di vincere il tricolore pista a due cilindri, passava ora dal tenere il piede al fondo su più piste possibili. Le bicilindriche però sono oggetti delicati, in cui il mixaggio di gas, sterzo e freno, dev’ essere decisamente algebrico. Neanche l’assetto è roba da lasciare asciutta la fronte, sensibili come sono queste diavolette a qualunque colpo di chiave si dia. Nel 2016 comunque, l’obiettivo era chiaramente il titolo italiano: l’esperienza nella serie nazionale era già sufficiente, Il nuovo cuore spingeva e frullava benone e la macchina risultava ben bilanciata, così la sensazione di poter stare con i migliori della specialità, era ormai solida. E ce n’era casomai abbastanza, anche  per andare a vincere. I propositi di inizio stagione sono nei mesi diventati bellissimi spropositi, capace com’è stato Onofrio Criscuolo di vincere a Magione, Vallelunga, Bari, Sarno e Benevento, spesso trionfando in entrambe le manches o partendo dalla pole position. Dove non c’è stata vittoria insomma, è arrivata comunque un ottima seconda piazza. Fra queste belle storie, la soddisfazione di portarsi a casa la coppa di classe nel Trofeo del Levante, occupa comunque un posto speciale.

Per vincere il Campionato Italiano Bicilindriche Pista però, si deve correre anche in salita: la sua partecipazione alla difficile e veloce gara Civm di Fasano 2016 , affrontata in questa stagione per la prima volta, lo ha visto sesto assoluto in un filotto di esperti salitari allo start. Un piazzamento che è stato un altro mattoncino, per la costruzione del titolo a tre colori.

15208007_10209216440225360_340870733_nEd è proprio la diversità dell’approccio e dello stile fra pistaioli e scalatori, che innesca il Criscuolo-pensiero: “Correre in salita, ti dà la percezione di quanto coraggio  ci voglia per andare forte su una strada. In pista vai più al limite, perché sai che comunque gli effetti degli incidenti sono più mitigati e l’errore, anche se non ti porta al contatto, lo puoi recuperare meglio anche in termini di tempo. Nelle cronoscalate invece, sei consapevole che se sbagli sbatti e quindi il tuo modo di guidare deve cambiare e l’assetto della macchina di conseguenza. In autodromo va bene una macchina che scivola un po’ di più, ma in strada meno, perché deve chiudere diversamente le traiettorie ed essere più rotonda e fluida. In salita hai pure la pendenza e quindi ancora meno puoi perdere cavalli per strada. In pista invece hai la difficoltà della bagarre feroce con gli altri, che nelle cronoscalate non hai. In ogni caso queste macchine sono belle, divertenti, appaganti, ma ti fanno uscire pazzo per mille aspetti. Appena tocchi qualcosa rischi di stravolgerle e poi sono anche molto delicate. In futuro non so cosa farò, ma di certo sarà difficile che guidi una trazione anteriore o che possa trovare una lotta bella e serrata come quella delle gare delle bicilindriche. Queste sfide così accese secondo me, non si trovano in nessuna categoria, manco nelle sport. Ringrazio i miei rivali per i bei duelli che ci siamo fatti, l’amicizia con loro viene prima di ogni altra cosa e spero di restare sempre in buoni rapporti con tutti, anche se in gara è normale che ognuno provi a vincere.

Il titolo italiano è stato un sogno accarezzato per qualche stagione, ma senza motore nuovo non ce l’avrei mai fatta e di questo ringrazio Gaetano Nappo, un amico fondamentale per la mia carriera. Ringrazio chi mi è stato vicino in questo mio cammino vincente, la Scuderia Vesuvio che mi ha supportato e mi permetterà ora di esporre la macchina al MotorShow di Bologna e i veri amici della grande SamoCompetition, che mi hanno riservato sempre sostegno e simpatia. Per l’anno prossimo spero di essere ancora protagonista e di correre nelle piste più importanti come il Mugello, Monza ed Imola. Mi piacerebbe davvero. Intanto grazie di cuore a chi ha tifato per me ed è stato lieto del mio successo!”

Francesco Romeo

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