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OSELLA FA30: COME CAMBIERA’

Tre le aree di intervento principali riportate da Christian Merli, carico ma inquieto insieme per il ritardo nel crono-programma pre-stagionale e per le news britanniche. La sfida con la Norma, per l’ultima Evo della storia della Fa30, passa da nuove soluzioni.

Se la fiducia nella forza progettuale di Enzo Osella è giustamente totale, quella nella forza torcente del doppio-quattro inglese firmato Rpe, non lo è nella stessa misura. Almeno per ora. Christian Merli, a poche settimane dallo start della serie europea di cui sarà fra le guest star, non ha l’animo nitido da pensieri. Se la stagione scorsa il motore della Rpe era stato salvifico nel consentire a Merli di andare in guerra con l’Osellona, benché non sia mai Christian Merliarrivata la versione Evo prevista in itinere, nel 2016 poggiare la fronte su quella del motore Zytek, con una variante più potente, era considerato un dogma pre-stagionale. Ma il trentino, non è convinto e convinto non è: “Non voglio dichiararmi deluso prima del tempo, ma non posso neanche dirti che sia assolutamente tranquillo. Gli inglesi mi dicono che avremo circa 15 cv in più (a noi risulta 18, per quanto cambi, solo per onore di cronaca), ma è la disponibilità di coppia che mi rende attendista ed è quello che maggiormente ci interessa.”

Insomma, sono i newton metri a velare il sorriso di Merli, molto più di quanto non possano fare i cavalli vapore col meno davanti.

Lo Zytek guarda dritto negli occhi i 476-478 horse power, mentre il doppio-quattro Rpe, dovrebbe superare in volata i 465. L’ottacampione continentale, il grande rivale Simone Faggioli, ha vinto 8 titoli in un decennio e può contare da un paio di stagioni sulla perfetta interazione con la barchetta vegetale della Norma. Oltre ad uno step di evoluzione tecnica fisiologica per una factory ambiziosa come quella francese, il telaio 2016 della Sport transalpina, se dovesse essere nuovo di pacco e quindi mai usato, assicurerà a Mister 19 Titoli un vantaggio di cui non si fa menzione, sbagliando in senso assoluto: con un telaio nuovo di confezione, anche con la monoscocca ipoteticamente identica alla precedente, la resistenza flessio-torsionale  dello chassis nuovo, garantisce un vantaggio certo di un paio di decimi al km. Che con i distacchi da Gp che quasi sempre caratterizzano  le sfide Merli-Faggioli, diventano un ulteriore capitale importante da mettere nel forziere nella caccia al titolo 20. E’ profondamente sbagliato pensare infatti, che le fibre di carbonio non snervino e che uno chassis con decine di gare a bilancio, che abbia sopportato ingenti carichi alari e sollecitazioni dinamiche continue, rapide e intense, pur restando prestazionale, non abbia subito un minimo decadimento delle prestazioni meccaniche.

Osella FA 30 ZytekI dati  e le interviste fornitici negli anni da team ed ingegneri, lo confermano.

L’ammiraglia di Don Enzo affila oggi le armi anche nelle sospensioni e soprattutto nell’aerodinamica, il secondo surplus di maggiore vantaggio prestazionale, dopo le gomme. Ma prima del motore.

E’ la zona anteriore quella in cui si stanno concentrando le più grandi attenzioni. Al retrotreno un evoluzione radicale e non di dettaglio del diffusore è un operazione più complessa, per la sistemazione del motore e delle sospensioni che è vincolata da un certo posizionamento, che non può essere cambiato per non alterare il centro di gravità della macchina, attorno al quale è stato definito tutto il resto. Ottimizzare maggiormente il flusso che da sotto il muso scorre ad alta velocità verso l’estrattore posteriore, garantisce un vantaggio di una manciata di punti percentuali, utili soprattutto nei curvoni in appoggio ad alta velocità, quando la forza dell’aria determina una maggiore downforce. Ma ciò implica anche il coinvolgimento del lavoro delle gomme e quindi delle sospensioni. Da quando l’aerodinamica è sovrana nelle ultime sport con grande effetto suolo, ancora più che in passato un avantreno efficiente è come un tetris in cui sistemare in sequenza sinergica ogni componente. Da Radio Box, rimbalza che proprio la direzionalità leggermente migliore sia un must in più della M20 rispetto alla Fa30.

Merli al debutto a Orvieto su Osella FA30 RPE_Foto PerelliA metà marzo, gli uffici tecnici lavorano così ad airbox saturo per la stagione all’orizzonte, ma Christian Merli vorrebbe essere in anticipo rispetto a quanto maturato sinora: “Con la tempistica di quest’anno siamo un po’ in ritardo, avrei voluto essere più avanti nel lavoro, dico la verità, ma aspettiamo il motore Rpe per procedere con il resto. Ho massima fiducia di Enzo Osella, so quanto impegno e dedizione ci metta nell’evolvere e seguire le sue macchine. Quanto alle prove, ancora non so dove e quando andremo. Io ho la macchina qui da me.”

Simone Faggioli avrà la sua Norma nella prima settimana di aprile, tanto che l’ipotetica gara del Reventino anticipata al 10 aprile, sarebbe stata lo shake down della nuova macchina.

Ed è proprio dal calendario, che risuona il primo gong del Cem 2016.

Francesco Romeo

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