
Piastri secondo a Suzuka: podio amaro ma McLaren cresce nel GP Giappone
Oscar Piastri conquista il secondo posto a Suzuka ma resta il rimpianto per la vittoria sfumata con la Safety Car. McLaren in crescita nel GP Giappone.
Piastri torna protagonista: podio amaro a Suzuka tra rimpianti e segnali forti McLaren
L’australiano sfiora la vittoria nel GP del Giappone: decisiva la Safety Car, ma il passo c’è
Una gara che cambia la narrativa della stagione
Questa volta non si tratta solo di un podio. Per Oscar Piastri, il secondo posto conquistato al Gran Premio del Giappone rappresenta molto di più: è il momento in cui la stagione prende finalmente forma dopo un inizio complicato.
L’australiano, al volante della McLaren, ha trasformato il primo weekend pulito del 2026 in una prestazione solida, aggressiva e soprattutto credibile. Ma dietro il risultato resta una sensazione chiara: poteva essere qualcosa di ancora più grande.
Partenza perfetta, gestione da leader
A Suzuka, sul tecnico Suzuka Circuit, Piastri ha costruito la sua gara già allo старт. Scattato dalla terza posizione, ha attaccato con decisione alla prima curva prendendosi la leadership, un segnale forte dopo le difficoltà tra Australia e Cina.
Da quel momento, la sua corsa è stata quella di un pilota in controllo. Ha resistito alla pressione di George Russell e ha mostrato un passo competitivo, tanto da riuscire anche ad allungare leggermente prima della finestra dei pit stop.
Una gestione pulita, lucida, quasi sorprendente per un pilota che fino a quel momento non aveva ancora completato un vero weekend nel 2026.
La Safety Car che cambia tutto
Il momento chiave arriva però con l’ingresso della Safety Car, causata dall’incidente di Oliver Bearman. È lì che la gara cambia direzione.
Il neutralizzazione favorisce il ritorno in gioco di Kimi Antonelli, che sfrutta al meglio la situazione per effettuare un pit stop più rapido e guadagnare la posizione chiave.
Alla ripartenza, Piastri prova a restare agganciato, ma il passo della Mercedes si rivela superiore. Il distacco cresce giro dopo giro, fino ai 13 secondi finali che separano i due al traguardo.
Tra soddisfazione e rimpianto
Le parole di Piastri raccontano bene il doppio volto di questa gara. Da un lato la consapevolezza di aver fatto un salto in avanti netto, dall’altro il dubbio su ciò che sarebbe potuto accadere senza quell’interruzione.
L’australiano ha sottolineato come il ritmo fosse competitivo e la gestione efficace, tanto da poter immaginare uno scenario diverso senza l’ingresso della Safety Car. Ma allo stesso tempo ha riconosciuto un dato importante: oggi McLaren può permettersi di essere delusa per un secondo posto.
Ed è già un cambio di prospettiva.
McLaren cresce, ma serve ancora qualcosa
Il weekend di Suzuka ha evidenziato segnali incoraggianti per McLaren, soprattutto in termini di execution e gestione gara. Tuttavia, resta un limite evidente: il passo puro, soprattutto nei momenti chiave, non è ancora al livello dei migliori.
Piastri lo sa bene. La squadra ha sfruttato tutto il potenziale disponibile, ma per trasformare queste occasioni in vittorie servirà un ulteriore step prestazionale.
Un punto di ripartenza reale
Dopo due weekend difficili, tra errori e problemi tecnici, questo risultato rappresenta una vera ripartenza. Non solo in termini di punti, ma soprattutto di fiducia.
Piastri ha dimostrato di poter stare davanti, di poter gestire una gara da leader e di poter lottare con i riferimenti del campionato.
Ora la domanda cambia: non più “quando arriverà il primo risultato”, ma “quando arriverà la prima vittoria”.
E, dopo Suzuka, sembra molto più vicina.



