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POLINI EVO O4: HILL CLIMB MISSION 2020

La factory genovese vara la nuova potente e spettacolare roadster per Christian Rapuzzi. Peso soglia-fiche, progresso in ogni area tecnica e vestito full carbon, per questa nuova star delle sfide tricolori in pendenza.

Non sussisteva nessun difetto costituzionale, non aveva alcuna criticità insormontabile, non andava affatto piano al cospetto del cronometro. Tutt’altro. Lei e il suo veloce driver Christian Rapuzzi infatti, milanese e Senniano doc, si sono messi a curriculum una coppa tricolore di classe E2SH1400 nel 2018, arrampicandosi finanche al posto 27 assoluto in una crono da 270 partenti come Erice. Era già un ottima vettura insomma, la Polini Zero4 First Edition, ma non ricalcava appieno la filosofia di casa essendo stata rilevata e non realizzata in toto, fra le proprie mura. Dopo il successo a tre colori dello scorso anno agonistico, il tecnical chief Ale Polini ed il veloce driver Christian Rapuzzi, varavano quindi l’operazione Zero4 Evo. Il target del nuovo progetto, e’ rimasto chiaro in ogni step: rivoluzionare le macro aree tecniche ed ottimizzare le micro. Un lavoro di tornio e di cesello insieme o di hard tuning e fine tuning in sincro, per dirla come gli anglosassoni. Intervenire su una roadster costituzionalmente efficace come la X1/9, dall’interasse brevilineo e con una presa di forza impetuosa e reattiva come il milleequattro di mamma Suzuki, perlopiù vitaminizzato, non è mai un’operazione semplice. Ale Polini però, che dispone di una robusta letteratura personale nella costruzione di race car, ha avuto dubbi zero nel tagliare di netto tutto il retrotreno della X, afflitto com’era da micro fenomeni flesso-torsioni disfunzionali a quella precisione di guida che costituiva il primo e perentorio target, della versione Evo. A tergo della cellula abitativa, epicentro della Super9, (nickname nostro della vettura), ha trovato quindi residenza un articolato e robusto traliccio di tubi realizzato ex novo, che imprigiona il potenziato quattro in linea di Mamma Suzuki ed anche il differenziale, ora ancorato saldamente allo chassis: un upgrade questo, che ha determinato un netto miglioramento del funzionamento dei semiassi e dell’assetto. I bracci ed i componenti sospensivi anteriori e posteriori sono stati realizzati anch’essi in toto da Ale Polini, che detiene come prima storica qualifica professionale, proprio la costruzione di elementi ammortizzanti. L’intero retrotreno può essere posizionato a diversa distanza dalla paratia mediana della vettura, tramite dei fori di alloggiamento dei bulloni posti sul telaio di sostegno del gruppo motrice. Questa struttura estremamente rigida ma modulare, consentirà quindi l’aumento o il decremento del passo ed una ipotetica variazione della distribuzione dei pesi, da capitalizzare per eventuali diversi impieghi futuri. I primi test sulla pista brevilinea di Castelletto di Branduzzo, hanno evidenziato una risposta granitica ed estremamente precisa della Zero4 Evo, già del tutto simile come comportamento primordiale ad una barchetta sport. La ricostruzione del posteriore della Super9, si è dimostrata da subito tanto efficace da aver riverberato i suoi effetti anche all’anteriore, anch’esso comunque parzialmente rivisitato da Polini, spedendo ai ricordi la precedente cronica tendenza al sottosterzo. La Zero4 Evo infatti, ha guadagnato un inserimento tanto incisivo, da essere oggetto nei prossimi test di una calibrazione utile a raggiungere il bilanciamento perfetto con l’asse motrice, così da annullare gli effetti di avvitamento o di deriva. Il setting sospensivo ad hoc e le corrette incidenze si sono rivelati subito il migliore alleato per capitalizzare efficacemente l’agilità del passo corto e l’aumentata reattività del motore. Proprio sul propulsore Hayabusa portato a 1390 cc, si sono concentrati interventi molto invasivi, realizzati dallo specialista Corrado Gazzale (Gazzale Racing) nell’intera power unit, sia come interfaccia elettronica che come manovellismi. La potenza massima si attesta attorno ai 230 cv a 11500 rotazioni per minuto, da compendio ai 180 nm di coppia espressi invece a 9200 g/m. La linea di scarico è stata interamente realizzata dalla SS Competition, del noto specialista reggino Domenico Loddo.

Una vera e propria ossessione di Ale Polini, che caratterizza da sempre le sue realizzazioni, è il contenimento del peso. Nella Zero4 Evo si è estremizzato questo aspetto, vestendo in carbonio tutto il fondo della vettura, l’ala posteriore, lo splitter, l’estrattore, l’airbox e finanche i particolari interni della vettura, ivi incluso il volante. Il cofano anteriore, già sensibilmente più leggero e funzionale del precedente, sarà però prodotto in un’ulteriore variante monolitica per essere asportato in toto e sarà preformato in origine con le gobbe in corrispondenza delle ruote anteriori, così da favorire la massima escursione verticale sotto spinta. Tutti questi componenti sono stati prodotti in casa. Per quanto attiene proprio alle ruote, sono stati impiegati dei cerchi NTM in alluminio, i più leggeri sul mercato fra quelli non carbonici, ma si è volutamente escluso l’utilizzo del monodado analogo a quello delle barchette sport, tanto in voga attualmente. Questa soluzione verrà vagliata più avanti, ma solo nella sua configurazione più evoluta ed affidabile, come quella utilizzata dal 2019 dall’iconico Manuel Dondi. L’impianto frenante si basa su componenti Tar-Ox all’anteriore e Brembo al retrotreno, mentre per le coperture la factory genovese ed il driver Christian Rapuzzi si affidano ora alle gomme Pirelli. In ossequio al dogma della guidabilità, è stata prevista la servo-assistenza: il componente è quello consueto della Fiat Seicento, ma regolabile su più livelli d’intervento. Il sistema di cambio al volante è un Fastronik. La massa denunciata alla bilancia è così di kg 552, un respiro oltre quella ammessa dalla fiche ufficiale per le vetture Silhouette da litro e quattro.

Dopo il primo brillante shakedown completato a Castelletto di Branduzzo, cui ne seguirà un altro sulla stessa pista a breve, test già risultato utile a decifrare la bontà degli interventi invasivi posti in essere ed il corretto alloggiamento e montaggio dì componenti e sotto-componenti, si sta valutando adesso quale delle residue cronoscalate del 2019, potrà eventualmente essere utilizzata per un collaudo ancora più probante. Il miglioramento velocistico potenziale espresso al km, dalle prime sommarie valutazioni, sembra essere già consistente. A livello agonistico, la Polini Zero4 Evo è stata concepita per competere nel Civm e per disputare qualche episodica prova titolata del Formula Challenge, mentre a livello tecnico tutto è stato pensato per recepire in futuro una più potente power unit da litro e sei.

La vettura sarà iscritta nelle fila della scuderia Racing for Genova, fondata dal patron Ale Polini.

Francesco Romeo

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