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POSITIVO INIZIO PER LA SPEED MOTOR NEL CAMPIONATO ITALIANO DI VELOCITA’ IN MONTAGNA

SERGIO FARRIS SETTIMO ASSOLUTO CON LA NUOVA LOLA, ANGELO MARINO SECONDO IN RACING START ALLA “PRIMA” CON LA MINI COOPER E FRANCO BERTO’ SECONDO DI CLASSE CON LA TATUUS FORMULA ABARTH 010

BELLUNO – Bene Sergio Farris, settimo assoluto al debutto con la nuova Lola Fa 30 del Team Dalmazia; onorevole secondo posto di classe per Franco Bertò ed eccezionale piazzamento d’onore nella Racing Start per Angelo Marino, anche lui alla “prima volta” con la Mini Cooper S. La scuderia Speed Motor ha dunque buoni motivi per sorridere al termine della 46esima edizione della cronoscalata “Alpe del Nevegal”, che in pieno agosto ha aperto il campionato italiano di velocità in montagna 2020. Di Sergio Farris è da evidenziare la costanza pressochè perfetta nelle due salite: 2’35”02 in gara 1 e 2’35”62 in gara 2. Il sardo è quarto sia in gruppo E2-SS che in classe 3000, ma il settimo gradino occupato nella “top ten” è da considerare quantomeno incoraggiante.

“C’è di che essere soddisfatti, anche perché la prima sessione di prove ci è venuta di fatto a mancare, a causa di problemi al cambio ogni qualvolta dovevo scalare le marce – ha detto Farris – altrimenti avrei potuto limare qualcosa e poi non dimentichiamo che era la prima gara della nuova vettura e anche la prima per me con una formula 3000. Non mi sono preso rischi, cercando di immagazzinare più dati possibile in vista dell’appuntamento di Gubbio. La Lola ha enormi potenzialità e anche l’aerodinamica è perfetta: bisogna pertanto lavorare sullo sviluppo della macchina e allo stesso tempo anch’io debbo metterci del mio. Ringrazio Pasquale Scaramella del team Dalmazia per avermi dato l’opportunità di guidare la rinnovata Lola”.

Tiene il secondo posto per appena 16 centesimi, nella classe 2000 della E2-SS vinta nettamente da Denis Mezzacasa su Formula Renault, il veronese Franco Bertò su Tatuus Formula Abarth 010, incalzato da un Nivola (Lola Dome F3) che in gara 2 ha sfiorato il grande recupero. Nella salita della mattinata, Bertò era sceso sotto il muro dei 3 minuti, realizzando un buon 2’59”02 e accumulando 3”75 su Nivola, che in gara 2 ha risposto con un eccellente 2’57”85, mentre Bertò ha alzato di 2”42” (3’01”44), ma il conteggio aggregato lo mantiene alle spalle di Mezzacasa nella graduatoria di classe.

È un Bertò che tuttavia fa un minimo di autocritica: “Bene il piazzamento, un po’ meno i tempi, se soltanto pensiamo che anni addietro, con una Formula Renault 1600, ero riuscito a concludere in 2’51”. Stavolta, invece, non sono andato oltre il 2’59” con una macchina che poteva permettermi di farlo. Il secondo posto dietro Mezzacasa, che disputava la gara di casa, era nell’ordine delle cose, ma il distacco da lui accusato (16”35 complessivi n.d.a.) è un po’ troppo marcato”.

Il battesimo al volante della Mini Cooper S è stato decisamente lusinghiero per Angelo Marino, secondo assoluto nella Racing Start (e nella classe 1.6 turbo) dietro il dominatore Giovanni Angelini su Peugeot 308 Gti. Per il 34enne salernitano era importante trovare la giusta confidenza con la vettura e i riscontri cronometrici la dicono tutta: 3’32”11 nella prima sessione di prove, 3’23”66 nella seconda e poi gli ulteriori sensibili abbassamenti domenicali, ovvero 3’16”46 e 3’17”19, con quest’ultimo tempo che è stato il terzo in gara 2 a 24 centesimi da Antonio Scappa, autore di una bella impennata di orgoglio con la sua Mini Cooper Sd. La somma dei tempi di Marino è dunque di 6’33”65, superiore di 2”81 a quella di Angelini e inferiore di quasi 3” a quella di Scappa.

Sono molto contento – ha commentato Marino – perché il feeling con l’auto è stato crescente e insieme immediato. C’era qualche punto interrogativo legato al fatto che la Mini ha il motore turbo e che quindi deve essere gestita bene a livello di giri, ma fin dal sabato l’evoluzione delle prestazioni era indicativa e in gara ho aggiunto una maggiore convinzione da parte mia, anche se non pensavo di togliere altri 7 secondi al tempo delle prove, per cui sono rimasto piacevolmente sorpreso. Comunque sia, i margini di miglioramento, sia per me che per la macchina, sono ancora interessanti: ci sarà da lavorare, ma la Mini che mi hanno messo a disposizione è davvero competitiva. Grazie quindi al team A.C. Racing per aver creduto in me e alla Speed Motor che mi sostiene in ogni scelta; il podio di oggi lo dedico a un ragazzo grande amico della scuderia, che è purtroppo venuto a mancare”.

Maxi Car Racing

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