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PROSPORT EVO: LA RADICAL SECONDO SPOTO

Quasi pronta la barchetta british confezionata dallo specialista Peppe Spoto. Motore, telaio, aerodinamica: ogni area di intervento è stata indicizzata alla massima prestazione ottenibile. Fatti e foto di un alchimia tecnica a molti megatoni.


Non se lo sono mai detti, apertamente. Ma nel momento stesso in cui entri nella factory di Peppe Spoto, non puoi non metterti all’ orizzonte il top delle performance. L’aria di casa te lo suggerisce: dalla loro sport cresciuta come una bimba e quasi pronta a presentarsi IMG-20150521-WA0008all’umanità da corsa, alle varie realizzazioni firmate da quest’officina, fino alla collezione di trofei messi a curriculum da Fast Peppe nella sua dorata carriera di pilota di successo. Così un altro Peppe da gara, che si chiama Cuzzola e arriva da Pietrastorta, non ha avuto dubbi nell’affidare la propria voglia, la propria auto e le proprie risorse, ad un monellaccio del motor sport come l’omonimo targato Spoto. Quella in questione non è una bimba, ma una signora ancora immune da rughe d’espressione e prestazioni degne dell’Inps: una Radical ProSport che accompagna il reggino ormai da qualche anno, da quando il grintoso driver-dirigente della Jonia Corse, ha deciso di togliersi il tetto addosso delle vetture turismo. Il motore di base era già un bel distillato di tecnica e potenza come usciva dalla pancia di mamma Kawa: 201 cv veri all’albero, 1440 cc, iniezione elettronica, intime soluzioni meccaniche degne di un motorone bello detonante già come esce di cassetta. Ma per svettare agli scacchi, come per saziare la fame più fame, serviva una ricetta più piccante. Manovellismi del motore nuovi, un bel differenziale Bacci, dischi spessi solo 11mm e grandi 265, in luogo dei 240 e 16 originali: e poi pannelli di carbonio su larga scala, cerchi tipo F3, ali in fibra, sospensioni push-rod e cambio al volante Tecno-Gear con ingranaggi rimasti però originali: non c’è niente da obiettare infatti, su precisione IMG-20150521-WA0006e robustezza dei componenti Kawa originali. Alla bilancia la massa dovrebbe stare in volata ad over 450 di regolamento, mentre come comitiva di cavalli vapore, Peppe Spoto scimmiotta il gergo ingegneristico ed esibisce un prudenziale “oltre 220”. Niente schiuma: a queste latitudini ci si ubriaca di vino buono, sincero.

Se il motore alla Giarre-Milo 2014 aveva già dato prova di una progressione impetuosa e di una reattività full size, a traino di un sound degno dei migliori quattro in linea da combattimento, l’assetto, pur in una gara segnata da una prestazione di Spoto da applausi e tutti in piedi, non aveva convinto Fast Peppe sulla bontà dell’autotelaio della ProSport. Da qui la scelta molto impegnativa, di resettare la soluzione dei bracci oscillanti con parziale funzione contrattiva della “Erre” di serie, per passare ad una più raffinata cinematica Push-Rod. Lo strumento da mettere in mano al Cuzzola da Pietrastorta, diventava così sempre più raffinato. Partito da una serie di angolazioni caratteristiche di base, volte a dare escursione all’ammortizzatore per l’intera corsa IMG-20150521-WA0007senza troppo delegare a barre e molle il rollio, Spoto adesso farà provare al pilota di Pietrastorta la bontà della soluzione di base, in attesa di capire come e dove agire secondo necessità. Spoto precisa poi cosa lo abbia spinto a stravolgere le sospensioni di serie della Radical: “Vero, alla Giarre-Milo sono andato forte, ma per quelle che sono le prestazioni del motore sviluppato, l’assetto della vettura non permetteva di sfruttare tutte le nuove potenzialità. Me ne accorgevo dalle reazioni della vettura in curva. Così ho capito che andava cambiato tutto”. In buona sostanza, esplicitiamo e semplifichiamo noi, l’assetto non stava più dietro al motore: “esattamente”, è stata la sua convinta risposta.

Il crono-programma dello sviluppo, prevede l’impegno in una gara di livello nelle prossime settimane, giusto per ricavare le prime sensazioni ed indicazioni di massima sul proseguo dello sviluppo e sulla bontà delle soluzioni adottate. Spoto ha cadenzato anche una nuova configurazione di coda e di diffusore che, nella versione definitiva, sarà il miglior compromesso per gare con e senza birilli. In via IMG-20150521-WA0009provvisoria, è bastato contenere parzialmente le dimensioni della carena esistente per regalare maggiore agilità negli slalom. Anche il telaio non è stato immune da cure specifiche: è stato sabbiato e riverniciato completamente, mentre le nuove carenature, sensibilmente più leggere delle attuali, arriveranno nei prossimi mesi. Il tutto permetterà, ad ogni step, di quadrare il cerchio della macchina per pesi, tarature varie come quella del differenziale e bilanciamento fra gli assi.

La ProSport laboratorio di Giuseppe Spoto, è pronta a scarrellare colpi degni di una CN.


Francesco Romeo

Foto copertina: Andrea Sapuppo


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