
Rally Italia Sardegna 2026: ad Alghero si assegna il titolo mondiale WRC
Presentata la 23ª edizione del Rally Italia Sardegna, che dall’1 al 4 ottobre chiuderà il FIA World Rally Championship 2026. Per la prima volta dal suo ingresso nel Mondiale, la gara sarda sarà l’atto conclusivo della stagione: 17 prove speciali, 307,15 km cronometrati e tre piloti in lotta per il titolo Piloti
Il Rally Italia Sardegna 2026 si prepara a vivere l’edizione più importante della sua storia recente. Presentata ufficialmente presso le Tenute Sella&Mosca di Alghero, la ventitreesima edizione della gara italiana del FIA World Rally Championship si svolgerà dall’1 al 4 ottobre e, per la prima volta dal suo ingresso nel Mondiale nel 2004, sarà l’atto conclusivo della stagione iridata.
La modifica al calendario, arrivata dopo l’uscita del Rally Saudi Arabia dal WRC 2026, ha trasformato gli sterrati sardi nel terreno decisivo per l’assegnazione del titolo mondiale Piloti. Una svolta che aumenta ulteriormente il peso sportivo di una gara già tra le più dure e selettive del calendario.
Il programma prevede 17 prove speciali e 307,15 chilometri cronometrati, interamente su sterrato, con Alghero confermata cuore logistico della manifestazione e sede del parco assistenza sul lungomare. Sarà un finale ad altissima tensione, con tre piloti ancora in corsa per il titolo: Elfyn Evans, Sami Pajari e Oliver Solberg.
Una Sardegna decisiva anche per la storia delle Rally1
L’edizione 2026 avrà un significato particolare anche dal punto di vista tecnico. La Sardegna sarà infatti l’ultima gara mondiale dell’attuale generazione di Rally1, prima dell’arrivo del nuovo quadro tecnico WRC27 previsto dal 2027.
Questo rende il Rally Italia Sardegna non soltanto il finale della stagione, ma anche la chiusura di un ciclo regolamentare. Gli ultimi chilometri della Wolf Power Stage sulla Sassari-Argentiera non assegneranno soltanto punti decisivi per il Mondiale: rappresenteranno anche l’ultima pagina competitiva di una generazione di vetture che ha segnato gli ultimi anni del WRC.
Il percorso è stato disegnato ancora una volta da Tiziano Siviero, due volte Campione del Mondo e responsabile percorso e sicurezza dell’evento. Il tracciato resterà compatto, concentrato tra Monte Acuto, Anglona, Nurra e parte della Gallura, mantenendo l’identità tecnica della gara: fondo abrasivo, strade strette, continui cambi di ritmo e prove capaci di mettere sotto pressione gomme, assetti e concentrazione degli equipaggi.
Il programma: Monte Baranta, Ittiri Arena e partenza ad Alghero
Il primo momento in strada arriverà giovedì 1 ottobre con il ritorno dello Shakedown di Monte Baranta, che recupera uno dei passaggi più caratteristici della storia recente del Rally Italia Sardegna, compreso il tratto iniziale nella zona della miniera di bauxite.
Nel pomeriggio inizierà la parte competitiva con la prova alla Ittiri Arena, speciale disegnata per il pubblico e ormai diventata uno dei momenti più riconoscibili dell’evento. Dopo il passaggio in assistenza, spazio alla Alghero street parade e alla cerimonia di partenza sul palco davanti ai bastioni.
Sarà una giornata utile per accendere il rally e avvicinare il pubblico ai protagonisti del Mondiale, prima delle due tappe più lunghe e selettive del venerdì e del sabato.
Venerdì e sabato: il cuore tecnico del Rally Italia Sardegna
Venerdì 2 ottobre sono previsti 119,66 km cronometrati, distribuiti su due passaggi delle tre prove speciali della giornata. La Tula-Erula, lunga 18,77 km, proporrà continui cambi di ritmo e il caratteristico settore tra gli impianti eolici. A seguire, la Su Filigosu-Lerno di 17,83 km e la Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno di 23,23 km, con partenza nella spettacolare Arena di Alà dei Sardi.
Sabato 3 ottobre sarà invece la giornata più lunga sotto il profilo competitivo, con 123,66 km di prove. Il programma si aprirà con la Lerno-Sa Conchedda-Monti di Alà, lunga 24,14 km, che comprende il celebre salto di Monte Lerno e sarà ripetuta due volte. Seguirà la velocissima Coiluna-Loelle, allungata a 24,83 km, prima dell’unica speciale completamente nuova dell’edizione 2026: Solorché.
La prova di Solorché, lunga 12,86 km e situata nei pressi di Pattada, avrà un carattere più “old style”, con strade forestali più strette e un finale attraverso il Galoppatoio di Pattada, dove sono previsti un passaggio e un salto destinati ad attirare grande attenzione da parte del pubblico.
Domenica con Osilo-Tergu e Sassari-Argentiera Power Stage
La domenica finale proporrà 61,62 km cronometrati, con due prove da ripetere. La Osilo-Tergu, lunga 23,71 km, tornerà in una configurazione lunga e selettiva, con un fondo inizialmente abrasivo che obbligherà gli equipaggi a gestire con attenzione gli pneumatici nell’ultima giornata.
La chiusura sarà affidata alla Sassari-Argentiera, una delle prove simbolo del Rally Italia Sardegna. Il secondo passaggio, in programma alle 14:15, sarà valido come Wolf Power Stage. Saranno gli ultimi chilometri cronometrati del FIA WRC 2026: sabbia, cambi di ritmo e il finale affacciato sul mare faranno da scenario alla conclusione del Mondiale.
Il podio finale ad Alghero è previsto alle 17:00, momento in cui verrà incoronato il nuovo Campione del Mondo Piloti.
Programma Rally Italia Sardegna 2026
| Giorno | Prove principali | Km cronometrati |
|---|---|---|
| Giovedì 1 ottobre | Shakedown Monte Baranta, Ittiri Arena, Alghero street parade | — |
| Venerdì 2 ottobre | Tula-Erula, Su Filigosu-Lerno, Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno | 119,66 km |
| Sabato 3 ottobre | Lerno-Sa Conchedda-Monti di Alà, Coiluna-Loelle, Solorché | 123,66 km |
| Domenica 4 ottobre | Osilo-Tergu, Sassari-Argentiera Wolf Power Stage | 61,62 km |
| Totale | 17 prove speciali | 307,15 km |
Titolo WRC: Evans, Pajari e Solberg si giocano tutto in Sardegna
La corsa al titolo Piloti arriverà in Sardegna ancora aperta e concentrata su tre protagonisti. Elfyn Evans si presenterà ad Alghero da leader del Mondiale con 230 punti, seguito da Sami Pajari a quota 213 e da Oliver Solberg a 209.
I distacchi raccontano bene il peso dell’appuntamento: Pajari è a 17 punti dal leader, Solberg a 21. Con i punti del rally, della Super Sunday e della Wolf Power Stage ancora disponibili, la Sardegna può davvero decidere tutto.
Toyota arriverà con una formazione molto ampia, composta da Evans, Pajari, Solberg, Takamoto Katsuta e Sébastien Ogier. Hyundai schiererà Adrien Fourmaux, Thierry Neuville e Dani Sordo, mentre M-Sport Ford sarà al via con Josh McErlean, Jon Armstrong e Mārtiņš Sesks.
Tra i partenti figurano anche due Campioni del Mondo, Sébastien Ogier e Thierry Neuville, ulteriore elemento di prestigio per una gara che porterà la Sardegna al centro dell’attenzione internazionale.
Sessanta equipaggi al via, venti italiani e sette sardi
Saranno 60 gli equipaggi iscritti, in rappresentanza di 28 nazionalità. La pattuglia più numerosa sarà quella italiana, con 20 equipaggi, di cui sette sardi.
Grande attenzione sarà rivolta anche ad ACI Team Italia, presente con Roberto Daprà-Luca Guglielmetti e Giovanni Trentin-Pietro Elia Ometto, entrambi su Škoda Fabia RS Rally2. Il giovane sardo Valentino Ledda, affiancato da Claudio Mele, sarà invece al via su Opel Corsa Rally4.
Tra gli italiani spicca anche Matteo Fontana, fresco di conferma come Campione WRC3 2026, pronto al debutto mondiale con una Toyota GR Yaris Rally2 insieme ad Alessandro Arnaboldi. In WRC3 sarà presente anche Alex Lorenzato, navigato da Nicolò Lazzarini su Ford Fiesta Rally3.
La rappresentanza locale sarà composta da Francesco Marrone-Francesco Fresu, Giuseppe Dettori-Carlo Pisano, Gianluca Mara-Veronica Cottu, Giuseppe Bitti-Giuseppe Pirisinu, Giuliano Tilocca-Fabrizio Musu, Valentino Ledda-Claudio Mele e Giampaolo Fosci-Angelo Tendas. A loro si aggiunge Francesco Tali, pilota sardo navigato da Gianina Libera.
Per Francesco Marrone sarà una presenza dal valore speciale: il pilota prenderà parte al Rally Italia Sardegna per la ventitreesima volta consecutiva, unico ad avere partecipato a tutte le edizioni della manifestazione.
WRC2, Virves arriva da campione
Nel WRC2, Robert Virves arriverà in Sardegna con il titolo matematicamente già ipotecato sulla Škoda Fabia RS Rally2. Il round italiano sarà quindi l’occasione per celebrare una stagione importante, ma anche per vedere all’opera alcuni dei principali nomi della categoria.
Tra i protagonisti attesi figurano Teemu Suninen, Roope Korhonen, Andreas Mikkelsen, Emil Lindholm, Gus Greensmith, Kajetan Kajetanowicz e Léo Rossel. Una lista di partenti che conferma il livello tecnico della categoria e aggiunge ulteriore profondità sportiva al weekend.
Tortu, Patta e Rigali Guest-Codriver nello shakedown
Il Rally Italia Sardegna 2026 sarà accompagnato anche da iniziative collaterali di grande richiamo. Giovedì 1 ottobre, durante lo Shakedown di Olmedo-Monte Baranta, Filippo Tortu, Lorenzo Patta e Roberto Rigali saliranno sul sedile di destra come Guest-Codriver accanto ai protagonisti del Mondiale Rally.
L’iniziativa unisce due mondi legati dalla velocità: il rally e l’atletica. Tortu e Patta hanno conquistato l’oro olimpico con la staffetta 4×100 italiana ai Giochi di Tokyo 2021, mentre Tortu, Patta e Rigali hanno fatto parte, insieme a Marcell Jacobs, della staffetta azzurra argento ai Mondiali di Budapest 2023.
Il legame con la Sardegna è ancora più forte grazie alle origini sarde di Tortu e a Lorenzo Patta, nato e residente a Oristano.
Il valore del Rally Italia Sardegna per il territorio
Durante la presentazione ufficiale, il Rally Italia Sardegna è stato raccontato non solo come evento sportivo, ma anche come strumento di promozione e sviluppo del territorio. Il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, ha sottolineato il prestigio internazionale dell’appuntamento e il significato speciale di un’edizione che, per la terza volta nelle ultime sette stagioni dopo Monza 2020 e 2021, porterà in Italia l’atto conclusivo del WRC.
La presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, ha evidenziato il legame costruito in oltre vent’anni tra la manifestazione, l’Isola e le comunità che la ospitano. Un evento capace di generare lavoro per le imprese locali, promuovere territori meno legati alla stagione estiva e portare la Sardegna davanti al pubblico internazionale.
Anche l’assessore regionale Giuseppe Meloni ha rimarcato il valore dell’evento, ricordando la scelta della Regione di garantire risorse certe alla manifestazione fino al 2030, con l’obiettivo di dare continuità a un appuntamento ormai centrale per la promozione sportiva e turistica dell’Isola.
Sardegna capitale mondiale del rally
Il Rally Italia Sardegna 2026 non sarà una semplice tappa del Mondiale. Sarà la gara che assegnerà il titolo Piloti, l’ultima uscita dell’attuale generazione Rally1 e una delle edizioni più attese nella storia dell’evento.
Alghero diventerà per quattro giorni il centro del rally mondiale, con 60 equipaggi, 17 prove speciali e un percorso capace di unire tradizione, novità e spettacolo. La Sardegna, ancora una volta, offrirà il suo volto più duro e affascinante: strade bianche, salti, sabbia, pietre, mare e passaggi tecnici dove il Mondiale potrà decidersi davvero all’ultimo chilometro.
Evans parte da leader, Pajari e Solberg inseguono. La Sassari-Argentiera chiuderà il WRC 2026. E per il Rally Italia Sardegna sarà una pagina destinata a entrare nella storia.




