
Rally Italiani 2026: più chilometri, più titoli e una Power Stage che cambia il ritmo dei campionati
Il 2026 dei rally tricolori inizia nero su bianco. ACI Sport ha pubblicato i regolamenti ufficiali del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, del Campionato Italiano Rally Terra e del nuovo Campionato Italiano Rally Challenger, delineando una stagione che, al netto dei tecnicismi, manda un messaggio molto chiaro: più rally veri, meno compromessi.
Il filo conduttore delle tre serie è evidente già a una prima lettura dei regolamenti: aumentano i chilometri di prove speciali, cambia il peso specifico dell’ultima prova e si moltiplicano i titoli in palio, con l’obiettivo dichiarato di allargare la base e rendere ogni campionato più leggibile, più combattuto e più “premiante” per chi corre davvero tutto l’anno.
CIAR Sparco: più chilometri e un weekend più compatto
Il CIAR Sparco torna a una struttura più razionale e, per certi versi, più moderna. Una sola tappa divisa su due giornate di gara, con ricognizioni concentrate in un giorno e shakedown al mattino. Il format di gara si stringe, ma quello che conta davvero cresce: tra 140 e 160 km di prove speciali, con una tolleranza del 5%. Numeri che riportano il campionato su standard decisamente più “europei”.
La Power Stage diventa un elemento centrale: sarà sempre l’ultima prova della gara, lunga almeno 7 km, e subito dopo verrà allestito il podio per i primi tre classificati. Una scelta che cambia la lettura del rally fino all’ultimo metro, soprattutto in ottica strategica.
Interessante anche il limite sugli pneumatici (massimo 14), mentre sul fronte titoli il 2026 segna un vero allargamento della piramide: oltre alle classifiche già note, arrivano CIAR Rally5, Rally3, Femminile, Over55 e Tyre Suppliers, quest’ultimo dedicato ai produttori di gomme. Un segnale chiaro verso la diversificazione e il coinvolgimento di più attori.
👉 Regolamento completo CIAR Sparco 2026 (PDF): clicca qui.
CIRT: la terra diventa più “mondiale”
Anche il CIRT cambia passo. Le gare su sterrato saliranno a 90–110 km cronometrati, con tolleranza del 5%, tutte articolate su un’unica tappa. La giornata precedente sarà dedicata a prove libere, Qualifying Stage, shakedown e partenza, rendendo il weekend più intenso e concentrato.
La vera novità è però l’introduzione della Power Stage anche nel Rally Terra, sempre come ultima prova e con lunghezza minima di 7 km, seguita dalla premiazione immediata dei primi tre. Una scelta che porta il CIRT ancora più vicino ai format internazionali, aumentando lo spettacolo e la tensione fino alla fine.
Sul piano sportivo, arrivano nuovi titoli paralleli: 2WD, Rally3, Rally5, Femminile, Over55 e Tyre Suppliers, mentre il Rally Valli del Tevere entra come gara di riserva, pronta a subentrare in caso di cancellazioni dal calendario.
👉 Regolamento completo CIRT 2026 (PDF): clicca qui.
CIR Challenger: identità chiara e porte aperte alle WRC
Il CIR Challenger, erede diretto del TIR, sceglie una strada precisa: girone unico, sei gare in calendario e chilometraggi compresi tra 90 e 110 km (tolleranza più ampia, al 10%). Le gare si svolgeranno preferibilmente in un solo giorno, con shakedown e Super Prova Speciale (se prevista) nella giornata precedente.
Anche qui arriva la Power Stage finale, allineando il Challenger alle altre serie tricolori. Ma la vera differenza è regolamentare: nel Challenger potranno competere anche le vetture WRC e RC1N, con un campionato dedicato. Una scelta che restituisce spazio e dignità sportiva a macchine che altrove faticano a trovare collocazione.
Come per CIAR e CIRT, anche il Challenger introduce un pacchetto completo di titoli: 2WD, Rally3, Rally5, Femminile, Over55, Classe WRC e Tyre Suppliers.
👉 Regolamento completo CIR Challenger 2026 (PDF): clicca qui.
La sensazione dal regolamento
Al di là delle sigle e dei commi, il 2026 sembra segnare una maturazione complessiva del sistema rally italiano. Più chilometri significano più selezione, la Power Stage obbligatoria restituisce peso all’ultimo atto e i nuovi titoli ampliano la partecipazione senza snaturare il valore assoluto.
Ora, come sempre, la palla passa alle strade. Ma sulla carta, il rally tricolore ha deciso di alzare il livello, non solo di riorganizzarsi.



