
Rally Monte-Carlo 2026: Solberg guida da veterano e mette ordine nel venerdì più difficile
Se giovedì aveva sorpreso, venerdì Oliver Solberg ha convinto tutti. Nel giorno forse più ingrato del Rallye Monte-Carlo 2026, il giovane pilota della Toyota Gazoo Racing ha messo in mostra una guida che aveva poco di improvvisato e molto di maestro del mestiere, allungando il proprio vantaggio oltre il minuto dopo nove prove speciali.
Alla sua prima stagione completa in Rally1, Solberg non solo ha retto la pressione di nomi pesantissimi alle sue spalle, ma ha dimostrato una qualità fondamentale al Monte: rispondere quando la gara prova a buttarti fuori. Il risultato è un margine di 1’08”4 al termine di una giornata che ha cambiato pelle più volte, tra neve al mattino e fango profondo nel pomeriggio.
Un venerdì tutto diverso dal giovedì
La tappa di venerdì ha richiesto un reset mentale totale. Niente più notti da brivido come giovedì, ma prove alpine lunghe, sporche, con grip che cambiava curva dopo curva. Solberg ha capito subito come andava interpretata la giornata, vincendo la PS4 e dando un primo segnale a tutti.
Poi, il classico imprevisto da Monte-Carlo: foratura anteriore sinistra nel primo passaggio di Saint-Nazaire-le-Désert / La Motte-Chalancon. In molti, a quel punto, avrebbero pensato a limitare i danni. Lui no. Solberg ha reagito nel modo migliore possibile: andando ancora più forte, firmando il miglior tempo nelle due speciali successive e rimettendo ordine nella classifica.
Non è stato un gesto spettacolare. È stato un gesto da leader.
Alle sue spalle, battaglia vera
Dietro Solberg, il venerdì si è trasformato in una lotta serrata per il secondo posto. Elfyn Evans aveva chiuso giovedì a oltre 24 secondi dal compagno di squadra Sébastien Ogier, ma giro dopo giro quel margine è stato rosicchiato.
Evans ha trovato il modo di rispondere, vincendo PS5 e PS8, ma Ogier non ha mai mollato. Anzi, nella spettacolare prova notturna di La Bâtie-des-Fontes / Aspremont, il nove volte iridato ha piazzato una zampata delle sue, riducendo il distacco a soli 6”5. Un niente, su questo rally.
Evans ha parlato di una giornata difficile da leggere, tra solchi profondi, fango e visibilità ridotta. Tradotto: mai davvero in controllo, e al Monte questo pesa.
Hyundai tra problemi e danni limitati
Più staccato, ma ancora in corsa, Adrien Fourmaux. Il francese ha vissuto un pomeriggio complicato, lottando con problemi elettronici sulla Hyundai i20 N Rally1 che hanno coinvolto pompa carburante e freno a mano. Nonostante tutto, ha chiuso la giornata davanti al compagno di squadra Thierry Neuville, con oltre un minuto di margine.
La giornata di Neuville, invece, si è complicata seriamente sulla PS9: un taglio fangoso lo ha trascinato in un fosso dopo appena due chilometri. Spinto fuori dagli spettatori, ha perso oltre tre minuti e ha chiuso il venerdì in quinta posizione, definendo la tappa “una lotta” dall’inizio alla fine. E non è difficile credergli.
Sopravvivere paga (chiedere ad Armstrong e Paddon)
Dopo i problemi alle gomme al mattino, Jon Armstrong ha cambiato completamente registro. Niente più attacchi inutili, solo sopravvivenza intelligente. Una scelta che ha pagato, portando la sua M-Sport Ford Puma Rally1 al traguardo di giornata in sesta posizione assoluta.
Subito dietro, Hayden Paddon ha vissuto un venerdì senza strappi ma molto costruttivo. Un piccolo stallo sulla PS9 e tanta attenzione, ma soprattutto fiducia in crescita nella i20 N Rally1. Settimo a fine giornata, con sensazioni finalmente positive.
Da segnalare anche la presenza in top 10 di tre protagonisti del WRC2 come Léo Rossel, Eric Camilli e Nikolay Gryazin, a conferma di quanto il Monte rimescoli le carte tra le categorie.
Un venerdì durissimo per Katsuta
Giornata da dimenticare per Takamoto Katsuta, scivolato fino alla 12ª posizione dopo una sequenza di problemi tra gomme e servosterzo. Ancora peggio è andata a Josh McErlean, costretto al ritiro dopo un’uscita di strada sulla PS9.
Ora si va verso Monaco
Sabato il rally lascia Gap e si sposta verso sud, in direzione Monaco, con quattro prove speciali in programma e il gran finale nella super speciale nel Principato. Solberg arriva con un vantaggio importante, ma al Monte-Carlo nulla è mai davvero al sicuro.
Una cosa, però, è chiara: questo venerdì ha detto che Oliver Solberg non è più “quello giovane e veloce”. È uno che, quando la gara si complica, sa esattamente cosa fare.







