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Rallye Monte-Carlo 2026: Oliver Solberg entra nella storia e firma un finale da campione

Alla fine, il Rallye Monte-Carlo 2026 ha fatto quello che fa sempre: ha chiesto sangue freddo fino all’ultimo chilometro. E Oliver Solberg, questa volta, non ha tremato.


Con una domenica gestita da veterano, il 24enne della Toyota Gazoo Racing ha trasformato il vantaggio accumulato nei giorni precedenti in una vittoria storica, diventando il più giovane vincitore di sempre del Rallye Monte-Carlo nell’era WRC.

Un successo che pesa, perché arriva sul rally più difficile di tutti, e che completa un inizio di stagione perfetto per Toyota, capace di monopolizzare il podio nel round inaugurale del Mondiale 2026.

Rallye Monte-Carlo 2026

Una domenica tutt’altro che scontata

Solberg è ripartito domenica mattina con oltre un minuto di margine. Un vantaggio importante, ma mai sufficiente al Monte per potersi rilassare. La prova più delicata è arrivata sulla La Bollène-Vésubie, dove, sulle forcine ghiacciate, la Toyota GR Yaris Rally1 si è girata di traverso, puntando per un attimo nella direzione sbagliata.

Un attimo che avrebbe potuto cambiare tutto.
Invece Solberg ha rimesso l’auto in carreggiata, perso solo pochi secondi e ritrovato immediatamente lucidità. Sul Col de Turini – Wolf Power Stage, l’ultimo vero esame, ha gestito senza sbavature, portando a casa la vittoria più importante della sua carriera.

“Non riesco ancora a capirlo davvero”, ha sorriso al traguardo. “È stato il rally più difficile che abbia mai fatto. Il mio primo Monte-Carlo su asfalto in Rally1… e lo vinciamo. Devo solo ringraziare Toyota per la fiducia: il lavoro di squadra è stato incredibile.”

Rallye Monte-Carlo 2026

Podio Toyota, ma non per caso

Alle spalle di Solberg, Elfyn Evans ha completato una domenica pulita e concreta, respingendo la pressione costante di Sébastien Ogier e chiudendo secondo assoluto a 51”8. Per Evans, anche il bottino migliore di punti Super Sunday tra i piloti Rally1.

Ogier, dieci volte vincitore del Monte-Carlo, ha dovuto accontentarsi del terzo posto a 1’10”4, ammettendo a fine gara di non aver mai trovato una risposta al ritmo dei compagni di squadra nelle condizioni in continuo cambiamento.

Hyundai ci prova, ma resta ai piedi del podio

L’unico a spezzare l’egemonia Toyota è stato Adrien Fourmaux, quarto con la Hyundai i20 N Rally1 dopo una gara intelligente, impreziosita da due vittorie di speciale. Più complicata la domenica di Thierry Neuville: una foratura dopo aver colpito una roccia ha spento subito le sue speranze di raccogliere punti bonus, relegandolo al quinto posto finale.

Rallye Monte-Carlo 2026

Domenica amara per M-Sport

Il lato più crudele del Monte-Carlo si è abbattuto su M-Sport Ford, in particolare sul contingente irlandese. Jon Armstrong, protagonista di un debutto Rally1 maiuscolo, era sesto assoluto quando, a soli 700 metri dalla fine della SS16, è scivolato fuori strada ed è stato costretto al ritiro.


Non è andata meglio a Josh McErlean, finito fuori strada sulla stessa prova, mentre Grégoire Munster non ha nemmeno preso il via dell’ultima giornata per un problema meccanico alla sua Puma Rally1.

Rallye Monte-Carlo 2026: Oliver Solberg entra nella storia e firma un finale da campione

WRC2: Rossel vince, Daprà da applausi

Il ritiro di Armstrong ha rimescolato la classifica assoluta, spalancando le porte al WRC2. Léo Rossel ha chiuso sesto assoluto, conquistando una vittoria di categoria netta e meritata.

Alle sue spalle, Takamoto Katsuta ha completato una bella rimonta fino al settimo posto generale, mentre l’Italia può sorridere grazie a Roberto Daprà, secondo di WRC2 e nono assoluto, protagonista di un Monte-Carlo gestito con grande maturità. A completare la top ten Arthur Pelamourgues, con Eric Camilli subito alle sue spalle.

Una vittoria che pesa

Il Monte-Carlo 2026 si chiude con una certezza: Oliver Solberg non è più una promessa. È un vincitore, capace di resistere agli errori, al meteo e alla pressione del rally più iconico di tutti.

Ora il Mondiale si sposta al Rally Sweden (12–15 febbraio), unico vero appuntamento invernale della stagione. Ma il segnale è già forte e chiaro: chi vuole il titolo, nel 2026, dovrà fare i conti con lui.

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