WRC

Rallye Monte-Carlo 2026, PS1–PS4: le “minori” entrano nel vivo

Il Rallye Monte-Carlo 2026 è partito come solo il Monte sa fare: condizioni miste, buio, nebbia e la sensazione costante che il confine tra andare forte e buttare via il rally sia sottile come una lastra di ghiaccio.


Nelle prime quattro prove speciali, guardando a WRC2, WRC3 e Junior WRC, la gara ha già iniziato a raccontare storie interessanti, soprattutto per i piloti italiani e per il debutto “vero” di Lancia Corse HF nel Mondiale.

PS1 – Toudon / Saint-Antonin

La prima speciale è servita più a capire che tipo di Monte sarebbe stato che a fare selezione netta. Asfalto umido, tratti scivolosi e temperature basse hanno spinto molti a partire con il freno tirato. Nel WRC2, il riferimento iniziale è stato Nikolay Gryazin con la Lancia Ypsilon Rally2, subito a suo agio e capace di dare un segnale forte: la macchina è meno nervosa del previsto e il progetto HF non è lì per fare presenza. Subito dietro si sono messi Léo Rossel e Eric Camilli, entrambi molto puliti. Bene anche Roberto Daprà, che senza cercare il colpo grosso ha chiuso tra i primi, portando a casa una PS intelligente, da pilota che il Monte lo vuole finire, non impressionare.

Nel WRC3 e nel Junior, la parola d’ordine è stata la stessa: non sbagliare. Qui si è messo in luce Matteo Fontana, subito fluido e preciso, mentre altri hanno già capito che questo rally non concede seconde possibilità.

PS2 – Esclangon / Seyne-les-Alpes

La seconda prova, corsa praticamente tutta al buio, è quella che ha iniziato a spostare gli equilibri. Neve, fango e ghiaccio a chiazze hanno fatto emergere chi ha sensibilità vera sul volante. In WRC2, Camilli ha costruito qui la base della sua leadership: niente numeri da highlights, ma un ritmo continuo che gli ha permesso di passare indenne dove altri hanno perso secondi pesanti. Rossel ha confermato solidità, mentre Gryazin con la Lancia HF è rimasto stabilmente nel gruppo di testa, senza strafare ma senza nemmeno arretrare.

Daprà ha vissuto una PS2 da manuale: nessuna sbavatura, qualche piccolo momento nei tratti più sporchi, ma la sensazione netta di un pilota che sta crescendo bene in una gara enorme. Nel WRC3, Fontana ha fatto la differenza proprio dove la strada peggiorava, mettendo tra sé e gli altri quei secondi che al Monte pesano come macigni. Nel Junior, qualcuno ha già iniziato a pagare l’inesperienza: piccoli errori, lunghi, e distacchi che arrivano senza fare rumore.

PS3 – Vaumeilh / Claret

Qui il rally si è preso una pausa forzata. La nebbia fittissima ha ridotto la visibilità a zero e la direzione gara ha interrotto la prova, assegnando tempi fittizi a molti equipaggi. Una di quelle situazioni tipicamente “Monte-Carlo”, dove non si guadagna nulla ma si può ringraziare per non aver perso tutto. Per gli italiani e per Lancia è stato quasi un passaggio neutro: posizioni congelate, macchine intere e concentrazione tutta sulla successiva.

PS4 – Laborel / Chauvac / Laux-Montaux

Finalmente una speciale che permette di leggere davvero i valori in campo. Le condizioni restano difficili, ma più costanti. In WRC2, Camilli consolida il comando con un’altra prova chirurgica, mentre alle sue spalle la lotta si compatta. Gryazin conferma che la Lancia Ypsilon Rally2 può stare stabilmente tra i primi cinque, senza cali evidenti, e questo per il progetto HF vale quasi quanto un tempo scratch. Ingram entra finalmente in ritmo, mentre Daprà firma una PS solida che lo mantiene a ridosso del gruppo di testa, primo degli italiani e con margine per crescere.

Nel WRC3, Fontana rafforza la leadership grazie a una gestione gomme e traiettorie da pilota esperto, mentre nel Junior WRC chi è rimasto fuori dai guai nelle prime tre prove ora inizia a intravedere un rally “vero”, non più solo di sopravvivenza.

Rallye Monte-Carlo 2026

Dopo quattro PS: cosa ci dice davvero la gara

La classifica dopo le prime quattro speciali non è una sentenza, ma racconta già molto. Nel WRC2, i primi cinque sono racchiusi da distacchi che premiano metodo e lucidità, non l’attacco cieco. Roberto Daprà è lì, nel gruppo che conta, con un Monte-Carlo costruito senza errori. Lancia Corse HF, con Gryazin, ha dimostrato che il ritorno nel Mondiale è concreto: la Ypsilon Rally2 è prevedibile, solida e già competitiva in condizioni estreme.


Nel WRC3 e nel Junior, gli italiani stanno facendo quello che serve fare al Monte: restare in piedi, leggere la strada e aspettare che la gara venga a loro. Perché qui il rally non si vince nelle prime quattro PS, ma spesso si perde proprio lì.

E il bello, come sempre, deve ancora arrivare.

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