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Rallye Monte-Carlo 2026: Solberg legge la neve, gestisce il rischio e resta saldamente al comando

Il sabato mattina del Rallye Monte-Carlo 2026 ha messo sul tavolo tutto quello che rende questa gara unica e temuta: neve compatta, ghiaccio vivo e grip che cambia curva dopo curva. E ancora una volta, Oliver Solberg ha dimostrato di avere non solo il piede, ma soprattutto la testa per gestire una situazione così delicata.


La La Bréole / Bellaffaire (29,93 km), speciale più lunga del rally, non ha tradito la sua fama. Interamente innevata e con tratti dove il ghiaccio affiorava sotto le ruote, la prova ha richiesto moderazione prima ancora che velocità. In questo contesto, Solberg ha scelto consapevolmente di non forzare: quarto tempo, zero rischi inutili e un vantaggio che scende, sì, ma resta comunque importante.

Davanti a tutti, sulla neve, è salito in cattedra Sébastien Ogier. Il nove volte campione del mondo ha interpretato la speciale da vero specialista del Monte, vincendo la PS e più che dimezzando il distacco da Elfyn Evans nella lotta per il secondo posto assoluto. Un segnale chiaro: Ogier è tutt’altro che fuori dai giochi.

PS11: Solberg risponde da leader

Se sulla Bréole la parola chiave era prudenza, sulla successiva Vaumeilh / Claret il leader del rally ha cambiato registro. Con condizioni in rapida evoluzione, visibilità ridotta e una strada che si “puliva” più velocemente del previsto, Solberg ha trovato finalmente il feeling giusto con i chiodi.

Il risultato è stato netto: vittoria in PS11 con 11”4 di margine e vantaggio complessivo che torna a salire fino a 1’02”8 prima del service di metà tappa a Gap.

“I chiodi ora funzionano, è un po’ più facile. Mi sentivo decisamente più a mio agio”, ha spiegato Solberg. Tradotto: quando il grip torna leggibile, il leader sa anche alzare il ritmo senza perdere controllo.

Evans–Ogier: duello sempre più acceso

Alle spalle di Solberg, la battaglia per il secondo posto resta apertissima. Evans ha reagito bene sulla PS11, rifilando 7”3 a Ogier e portando il margine tra i due a 10”3. Entrambi, però, hanno sottolineato quanto fosse difficile fidarsi delle note sul ghiaccio, con una strada che cambiava faccia giro dopo giro.

È il classico Monte-Carlo: chi interpreta meglio il cambiamento, guadagna secondi veri.


Gruppo inseguitore: ordine e controllo

Dietro al trio di testa, Adrien Fourmaux continua una gara estremamente solida, mantenendo il quarto posto assoluto con costanza. Thierry Neuville resta quinto, concentrato soprattutto nel ritrovare fiducia dopo l’uscita di strada di venerdì pomeriggio.

Buoni segnali anche da Jon Armstrong: risolti i problemi di assetto e gomme, il pilota M-Sport ha migliorato il passo e consolidato la sesta posizione. Subito dietro, Hayden Paddon prosegue con un approccio prudente ma ordinato, chiudendo settimo senza sbavature.

WRC2: Rossel resiste, Gryazin e Lancia HF sempre più vicini

Occhi puntati anche sul WRC2, dove Léo Rossel resta al comando, ma vede il suo vantaggio ridursi a soli 15”7 su Nikolay Gryazin. Il dato che fa notizia è che Gryazin sta ottenendo questi risultati al debutto con la Lancia Rally2, confermando speciale dopo speciale la bontà del progetto Lancia Corse HF.

Da segnalare anche la rimonta di Takamoto Katsuta, risalito fino alla decima posizione assoluta dopo i problemi al servosterzo che lo avevano rallentato nella giornata di venerdì.

Ora si torna a La Bréole e poi Monaco

Con il service di metà giornata archiviato, gli equipaggi torneranno nel pomeriggio sulla La Bréole / Bellaffaire per il secondo passaggio, prima di chiudere il sabato con la super speciale nel Principato di Monaco.

Solberg resta l’uomo da battere, ma il Monte-Carlo – come sempre – non ha ancora finito di fare domande. E qui, più che altrove, la differenza la fa chi sa rispondere senza farsi prendere dalla fretta.

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