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Rallye Monte-Carlo 2026: Solberg resiste al brivido alpino ed è a un passo dalla storia

Il Rallye Monte-Carlo 2026 non smette di mettere alla prova chiunque osi pensare di averlo in pugno. Eppure, dopo un sabato vissuto sul filo del rasoio, Oliver Solberg è ancora lì, leader della gara e sempre più vicino a una vittoria storica.


Il 24enne della Toyota Gazoo Racing ha chiuso la giornata con 59”3 di vantaggio in vista dell’ultima tappa di domenica. Se riuscirà a trasformare questo margine in successo, diventerà il più giovane vincitore di sempre del Rallye Monte-Carlo, superando il primato stabilito da Sébastien Ogier nel 2009.

Il momento che poteva cambiare tutto

Il sabato di Solberg, però, è stato tutt’altro che lineare. Nel secondo passaggio della La Bréole / Bellaffaire, con condizioni in continuo mutamento, lo svedese è stato tradito da una chiazza di neve: la sua Toyota GR Yaris Rally1 è scivolata fuori strada, sfondando una recinzione e finendo in un campo innevato.

Un attimo che, al Monte, spesso segna la fine dei sogni.
Invece no.

Solberg è riuscito a rimettere l’auto in carreggiata, ripartire e – dettaglio che racconta molto del suo momento – firmare comunque il miglior tempo della speciale.

“Non so davvero cosa sia successo, ero stato attentissimo per tutta la prova. Ho seguito i solchi e all’uscita c’era solo neve. Sono stato molto fortunato”, ha spiegato a fine PS.
Parole che rendono bene l’idea di quanto il confine tra controllo e disastro sia sottile, qui più che altrove.

Rallye Monte-Carlo 2026: Solberg resiste al brivido alpino ed è a un passo dalla storia

Monaco torna protagonista

Il sabato si è poi chiuso con un’immagine destinata a restare: la SS13, super speciale nel cuore del Principato di Monaco. Una prova spettacolare, disputata su parte del circuito del Gran Premio, che ha riportato il WRC nel centro di Monaco per la prima volta dal 2008.

Pioggia battente, pubblico assiepato lungo il porto, yacht sullo sfondo e le Rally1 che rimbombavano tra tribune e palazzi: il Monte-Carlo, quando decide di ricordarti cos’è, lo fa senza mezze misure.

La battaglia per il podio resta apertissima

Alle spalle di Solberg, la lotta per il podio continua a essere intensa. Elfyn Evans ha rafforzato il secondo posto assoluto, portando il suo margine a 26”0 su Ogier. Il francese aveva provato a riaprire i giochi al mattino vincendo la PS10, ma nel pomeriggio ha scelto un approccio più prudente, con la neve che ha lasciato spazio a fango profondo e solchi insidiosi.

Per Adrien Fourmaux è stato un sabato di gestione pura: quarto assoluto, primo tra le Hyundai, nonostante una giornata passata a “galleggiare” su solchi sempre più profondi. Thierry Neuville ha invece recuperato fino al quinto posto, limitando i danni dopo un testacoda sulla SS12.


Rallye Monte-Carlo 2026: Solberg resiste al brivido alpino ed è a un passo dalla storia

Tra conferme e delusioni

Ancora convincente Jon Armstrong: nonostante una foratura iniziale, il pilota M-Sport ha continuato a impressionare al sesto posto assoluto, confermando un debutto Rally1 di alto livello.

Giornata amara invece per Hayden Paddon. Dopo una gara impostata sulla sopravvivenza, il neozelandese è scivolato fuori strada sulla SS12, restando bloccato in un campo e precipitando al 13° posto. La stessa speciale ha messo fine anche alla gara di Sami Pajari, costretto al ritiro dopo l’impatto con un albero.

WRC2: Daprà in top 10, Lancia out ma protagonista

Nella generale, spicca la settima posizione assoluta di Léo Rossel, leader del WRC2. Alle sue spalle Grégoire Munster e Takamoto Katsuta, risalito fino al nono posto dopo i problemi di servosterzo di venerdì.

Da segnalare anche la top 10 assoluta di Roberto Daprà, che beneficia del ritiro di Nikolay Gryazin sulla SS12. Un risultato importante per l’italiano, maturato grazie a una gara lucida e senza errori grossolani, in uno dei Monte-Carlo più selettivi degli ultimi anni.

Tutto porta al Turini

Domenica il rally si decide davvero: quattro prove speciali e 71,9 km cronometrati, con due passaggi sul leggendario Col de Turini.
Solberg ha un margine importante, ma il Monte-Carlo non ama le storie già scritte.

È a un passo dalla storia.
Ora deve solo fare l’ultima cosa che questo rally chiede sempre: arrivare in fondo senza abbassare la guardia.

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