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REMAKE BRUCCOLERI: I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA

REMAKE BRUCCOLERI: I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA

Il campione siciliano torna nel Civm dopo anni di pista. Il  rapporto con le Osella e il periodo delle grandi lotte in Cn 2 con il gotha dei piloti italiani di un decennio fa, restano il suo ricordo migliore. Fra passato e presente del pilota targato Cms.


La vita insegna che le cose che più ti hanno regalato adrenalina e sorrisi, sono quelle che poi ti velano il sorriso e ti mandano in Play con la nostalgia. Quando parli con Luigi Bruccoleri, capisci quanto gli sia rimasto in canna un periodo preciso della sua vita da corsa, per la facilità e la velocità con cui ti ci porta nel discorso. E mentre ascolti le sue parole convinte, fai Reverse su quel pensiero molto simile che avevi  raccolto dalle parole del pontefice Pasquale Irlando, che aveva individuato nella cubatura due litri l’alchimia migliore per le gare in salita, di qualunque classe. E’ stato certamente un periodo da stimare a lingotti, quello delle barchette sport Cn2 di un decennio e rotti fa. Il pensiero del tifoso si sovrappone al ricordo delle bellissime lotte fra Bruccoleri, Fattorini, Baldi, Faggioli, Merli, dimenticando altri competitor velocissimi e solo per citare i primi che Bruccoleri avesse in punta di lingua. Che non se ne voglia nessuno.

Il 32 enne siculo, non ha dubbi: “Guarda, se c’è un periodo delle gare in salita bellissimo, in cui mi sono divertito tanto, è stato quello delle Cn2 di una decina di anni fa. Eravamo tutti più o meno sulle stesse macchine, al tempo le 21/S imperversavano e ci divertivamo tantissimo. Il motore era un Honda con 250-260 cv, così lo spettacolo era assicurato perché non ci poteva essere tanta differenza fra una macchina e l’altra e venivano fuori gare meravigliose, per il pubblico e per noi piloti. Le prestazioni ed i costi erano gestibili e la formula secondo me era quella più giusta, non troppo estrema. Pensa che io al debutto stavo a un secondo e mezzo da Faggioli e lui era già uno che vinceva i campionati ed io invece non ero nessuno. Questo ti dice quanto fossero stimolanti quelle gare.”

osella pa2000 evoIl discorso si sposta però al presente, fatto di salite su e giù fra Sarnano e Sassotetto per memorizzare 9 km di una strada che non pensava essere così complicata: “Da mercoledì sono qui per imparare questo nuovo percorso che è l’unico del Civm 2016 che non avevo mai fatto e devo dirti che è difficile, pieno di curve molto diverse fra loro. Sarà una gara impegnativa.”

Uno dei detonatori sulla voglia di tornare in salita di Bruccoleri, è stata la stima verso Enzo Osella: “Ho una grandissima considerazione dell’ingegnere, che mi ha insegnato tante cose. Ci seguirà alternandosi con il suo impegno nell’Europeo per interfacciarsi con noi della Cms, team che ha una grande e riconosciuta conoscenza di tutte le sue vetture. Sarà per noi una presenza preziosa. E’ impressionante il suo bagaglio di competenza e la sua capacità di capire le esigenze del pilota.”


Guardando al suo nuovo cockpit, quello della Pa2000 che tanta gloria sta accumulando in tutte le gare in salita ed in pista, Bruccoleri trova coordinate simili alla sua vecchia Pa21: “E’ un po’ una grande fotocopia del modello precedente, in alcune cose mi è familiare, ma ovviamente la macchina per il resto è cresciuta. La cosa di cui ti accorgi subito è il salto in avanti aerodinamico: è una macchina che sente tantissimo l’altezza da terra, mentre con la 21 l’aspetto meccanico era più importante da curare, lavoravi molto di molle.  Il carico della Pa lo avverti nei cambi di direzione, che sono precisi e fulminei. Impressionante anche il motore fatto da Petriglieri, che oggi è più potente di quanto fossero i 3000 di 10 anni fa. Va davvero forte. E’ una gran macchina la Pa2000, nulla da dire.”

Tornando a guardare la carriera negli specchietti, il pensiero torna alla sua prima barchetta sport, ad un progetto che secondo Luigi Bruccoleri avrebbe meritato maggiore attenzione da chi lo aveva partorito: “In famiglia abbiamo avuto 4 Gisa ed io stesso cominciai nel 2011 con una Cn3 2500. Se solo si fosse creduto davvero in quella macchina, se il costruttore l’avesse fatta evolvere, secondo me c’era la base per andare stabilmente forte. Peccato che non sia stato così e si sia trascurato lo sviluppo, come succede spesso dalle nostre parti.”

Campionato ItalianoNel suo curriculum non manca anche l’esperienza in salita nel Cem con la Radical Sr3. Proprio con le barchette british, ma con la più piccola Sr4, Bruccoleri ha vinto due dei tre Italian Radical Trophy organizzati dall’AutoSport Sorrento, contabilizzando nell’ultima stagione una serie impressionante di 10 vittorie sui 12 appuntamenti.

Ma è stato il pubblico ad essere decisivo nella scelta di tornare a correre in pendenza, anche se una delle sue strade preferite è quella Coppa Nissena che di dislivello ne ha davvero poco: “Me lo chiedeva tanta gente da tempo e ho deciso che fosse il momento di ricominciare. L’esperienza nei rally non poteva andare avanti, passare e ripassare una giornata negli stessi punti non è per me. Le salite mi erano rimaste dentro.”

Dopo 5 titoli siciliani, 2 podi nella Cn2, 12 vittorie in salita, due serie Irt ed un Rally Day vinto, Bruccoleri si è dato tre gare di tempo per stare con i migliori: “Conosco bene il valore dei miei avversari, ma credo di avere la velocità per giocarmela con chiunque. Non ho paura. Fino a tre gare per riprendere il ritmo me le dò come una specie di bonus, mi basterebbe arrivare nei primi 5, poi inizierò ad andare forte. Posso disputare una bella stagione.”


Ricordando le sue performances prima della luce rossa sulla sua esperienza in salita, c’è da credere che il parterre del Tricolore abbia riaccolto un sicuro protagonista.

Francesco Romeo

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