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Roberto Ravaglia, sono fiducioso di rivedere Alex nella nostra factory di Padova

Dopo il brutto incidente di venerdì scorso, il team manager di BMW Team Italia-Ceccato Motors Racing Team ha accettato di parlarci del suo grande amico Zanardi.

Non è stato mai facile far parlare Roberto Ravaglia. Il team manager di BMW Team Italia-Ceccato Motors Racing Team  ha sempre preferito parlare con i risultati in pista, dapprima come pilota e da anni come portacolori BMW nel circus  delle competizioni automobilistiche. In questa tragica occasione, Ravaglia, profondamente colpito dall’evento, aggiunge qualcosa in più della grande figura di Alex Zanardi, il tutto ammantato da una grande fiducia che  regna all’interno del team veneto.

Roberto, sei una persona molto vicina ad Alex, come hai preso la brutta notizia del suo incidente.

“E’ un grandissimo dolore quello che provo per Alex, la notizia è stata tremenda. Naturalmente ho seguito e sto seguendo tutti gli aggiornamenti dopo l’intervento, ma ora non vorrei parlare di ricordi ma di un continuo rapporto con Alex che va avanti da anni nel mondo delle quattro ruote.  Sono fiducioso sulla sua guarigione perché sono convinto che Alex è molto forte e comunque dobbiamo aspettare i prossimi giorni per vedere come reagirà. Per me e per molte altre persone è un grande privilegio aver incontrato Alex ed aver iniziato con lui e BMW  un lungo percorso che ha portato a brillanti risultati.”

Non vogliamo sapere del tuo colloquio con la moglie  di Alex, sono cose private che lasciamo a te ma, per chi la conosce poco, descrivici in poche parole Daniela.

“Posso solo dire che Daniela è la degna compagna di Alex, forte, presente, amorevole e determinata.”

Alex fa ormai parte da anni della vostra bella e grande famiglia che lega te, BMW Italia e Ceccato Motors, c’è comunque fiducia all’interno del team per rivedere Alex con voi?

La notizia  dell’incidente di Alex è stato un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto su tutta la squadra. Siamo tutti rattristati ma altrettanto fiduciosi che Alex quando rientrerà ci verrà a fare visita al Team che dista pochi chilometri da casa sua e sono certo che la prima cosa che mi dirà sarà “ quando mi porti a fare un test con la BMW M6 “ ed allora avrà inizio  un’altra avventura super stimolante per tutto il Team. La cosa incredibile è che poche ore prima del suo incidente  BMW Italia aveva annunciato la partecipazione al campionato italiano 2020 e la partecipazione di Alex all’ultima gara di Novembre a Monza …..ed io ai miracoli di Alex ci credo.

Roberto, raccontaci un pò di Alex da Team Manager, tu che lo hai seguito dopo il grave incidente al Lausitzring durante una gara di Indycar.

“Posso dire di aver avuto l’onore, e di questo ne sono molto orgoglioso, di aver dato il mio contributo al ritorno alle competizioni automobilistiche di Alex dopo l’incidente del 2001. E’ dal 2003 che Alex ha sempre gareggiato con squadre dove io ero il Team Manager quindi ho visto tutta la sua evoluzione di pilota di vetture a ruote coperte, è sempre stato un pilota che cercava sempre il limite, mai soddisfatto della propria performance perché riteneva di poter fare sempre meglio. Quando siamo andati a fare il primo test nel 2003 con una BMW appositamente modificata nei comandi per lui, dopo il test, che è stato veramente difficile, mi disse  “ dai coraggio, possiamo solo migliorare “  e da quel momento non ha mai smesso di far modificare i comandi per sfruttarli al meglio e ogni tanto aveva un’idea geniale come fosse un vero ingegnere.

Alex si è dimostrato ancora una volta  un’icona per tutti gli italiani,  amatissimo non solo dagli appassionati di automobilismo. Ti ha sorpreso tutta questa ammirazione  nei suoi confronti?

“In questa triste vicenda non mi ha sorpreso la vicinanza di tutti gli italiani e la grande manifestazione di affetto nei suoi confronti perché conosco molto bene la grande e meritata fama di Alex, frutto della forte personalità e della comunicazione che possiede innate. Tutte le persone che sono  vicine ad Alex sono motivate dal coraggio che sa trasmettere con le sue imprese sportive ed umane e ho una convinzione che mi sono fatto in tutti questi anni di collaborazione con lui. E cioè che chiunque di noi veda in lui  una forza della natura in grado di superare tutte le difficoltà non solo fisiche ma anche psicologiche, è assolutamente partecipe e coinvolto quasi fossimo una squadra da lui diretta.   Non c’è da sorprendersi per queste manifestazioni di affetto che stanno arrivando anche da oltre confine, Alex è amato da tutti perchè  ha saputo fare  del bene a molte persone con il suo sorriso e la forza interiore trasmettendo sempre positività. Questa è stata  la sua grande forza,  lo aspetto a Padova con tutto il mio cuore per continuare insieme la sua bella storia.”

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