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ROSARIO MIANO CUOR DI LEONE

Dopo anni di lotta contro un male implacabile il veterano siculo si è congedato  dalla sua esistenza terrena, lasciando nello sgomento appassionati ed amici. Rally, salite, slalom, piste: un pilota a tutto tondo, che lascia un’impronta indelebile nel motorismo meridionale. 


L’ultima postazione esistenziale, non lo ha perdonato. 

Stavolta no, non è bastato uno dei suoi decisi ed innumerevoli colpi di sterzo, per deviare l’ineluttabile ostacolo della sorte.

ROSARIO MIANO CUOR DI LEONE

Negli ultimi anni, Rosario Miano aveva ingaggiato un duello coraggioso quanto nel tempo purtroppo impari, con un male che lo ha eroso nelle viscere. Alternava momenti di buona qualità della vita, in cui tornava alle corse e noi tutti si sperava che avesse dato finalmente scacco matto al demone o comunque che lo potesse quantomeno confinare, ad altri di più totale isolamento, per i dolorosi postumi dei nefasti effetti della patologia. Soffrivamo tutti in silenzio, a saperlo chiuso nelle sue stanze per l’ineludibile lotta senza pit stop ed oggi, soprattutto, senza la bandiera a scacchi della vittoria. 

Rosario Miano apparteneva anche lui alla gloriosa P2-Generation, ad oggi ancora la più spettacolare epopea di auto e piloti della storia degli slalom. E delle corse su strada in genere. 


ROSARIO MIANO CUOR DI LEONE

Aveva rilevato la ruspante super compatta con motore moto di Gaetano Piria, suo rivale quanto sincero amico di mille battaglie e ne aveva fatto una delle più belle 126 del circus a birilli, con quel rosso acceso e quelle finiture degne di una Mercedes. Lui, Schillace, Lo Re, Bua, Giunta, Piria, Polizzi, solo per citarne alcuni, accendevano le domeniche da corsa di tutto il sud Italia, guadagnandosi gli applausi scroscianti della gente prima, quanto la memoria indelebile di ognuno di noi, oggi. Umanamente magari non lo decifravi subito, talvolta nelle prime fasi della conoscenza poteva risultare anche apparentemente burbero, ma era solo un suo modo per capire bene chi avesse davanti. 

In cambio ne ricevevi poi simpatia, amicizia, generosità e cordialità. 

Speciale il suo rapporto col compianto professor Leonardo Elia, che subito avvicino’ Rosario Miano per confessargli di avere a gradimento che anche un velocissimo senatore quale era lui, così come Polizzi, Schillace e Piria, corresse con la sua neonata ST09, al tempo fresca regina d’Italia in salita con Claudio Gullo e lanciatissima verso quella platea degli slalom in cui anche Miano scrisse pagine molto importanti con la barchetta calabrese, tenuta a se’ per ben otto anni. Famoso l’episodio da lui descrittoci in un’intervista del 2017, in cui raccontava che Leonardo Elia gli avesse fatto trovare la vettura nuova di pacco sotto casa, a sua insaputa, per iniziare a correrci, a testimonianza della fiducia e dell’affetto che ci fosse fra i due. Quasi una liberazione fu proprio la sua vittoria nella gara di casa del Professore, quella di Simeri Crichi, avvenuta nel 2016 e conquistata in condizioni meteo avverse. Con dedica d’obbligo. Ce lo ricordiamo grintosissimo e veloce in tante salite come la sua amata Giarre-Milo come protagonista assoluto nel più feroce e partecipato degli slalom siciliani degli anni ‘90, i migliori ring a birilli d’Europa per qualità e quantità, arene in cui per avere un posto al sole serviva davvero un piede ad est di granito grosso ed il sangue gradiente iceberg, imprescindibile per domare quelle inferocite utilitarie caricate al tritolo nelle strade di ogni di’. 

Rally, pista, salite con e senza birilli. I titoli e le vittorie di Rosario Miano sono noti a tutti, ma oggi ci allaghiamo gli occhi pensando ad un caro amico che è stato il verace testimonial di un passato da corsa scintillante, un prezioso asse mediano fra i giovanissimi piloti di oggi ed i più attempati driver di una generazione dorata, che ormai non esiste più.

ROSARIO MIANO CUOR DI LEONE

Stava nel centro Rosario Miano, così come stava con ardimento e silente carica interiore nel centro e coraggiosamente nel centro della battaglia anche contro la sua potente malattia, affrontata con dignità, sobrietà e coraggio tali, da poter risultare primi assoluti in qualunque classifica. Una delle ultimissime telefonate, qualche ora prima del suo saluto ultimo a questa vita, è stata per l’amico di sempre Gaetano Piria, compagno di mille trincee. Negli ultimi tempi Rosario aveva infatti espresso il desiderio di vedere il giovanissimo Antonino Piria, già vincente in pista in auto, talento che aveva letteralmente visto crescere, su una delle sue monoposto. 


Non è riuscito a godere sulla Terra di questo suo ennesimo slancio di generosità, ma siamo certi che avrà una postazione privilegiata da qualche parte del cielo, insieme agli altri cavalieri del rischio non più fra noi, per vivere con slancio e cuore le future vittorie di questo potenziale campioncino.  Così come chi vi scrive non è  potuto andare a cena con Rosario, come ci eravamo prefissati per telefono.

ROSARIO MIANO CUOR DI LEONE

Ognuno di noi potrebbe raccontare un episodio, un consiglio ricevuto, una battuta, una cena, una gara o un piccolo grande distillato di vita condiviso con lui. Ce lo terremo rivettato gelosamente nel cuore, custodendolo dentro di noi come una preziosa reliquia più forte del tempo che passa. Su certi affetti non scende mai il sole, non ci sono tramonti. 

Ciao Rosario Miano, ciao Spider Man, ci mancherai. 

Ci mancherai a tal punto, che sarà proprio la tua assenza a farci compagnia. Un bacio fin lassù. 

Articolo di FRANCESCO ROMEO

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