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SALITE DI PROVA ALLO SPINO: SIMONE FAGGIOLI LEADER, CHRISTIAN MERLI E LO SVIZZERO JOËL VOLLUZ PROTAGONISTI DI GIORNATA

Faggioli_proveSimone Faggioli su tutti, anche se Christian Merli ha intenzione quantomeno di esercitare un minimo di “fiato sul collo” nei confronti del pluricampione italiano ed europeo, che nelle salite di prova della 41ª Pieve Santo Stefano-Passo dello Spino fa registrare con la sua Osella Fa30 i migliori responsi cronometrici: 2’40”03 nella prima e 2’36”72, a poco più di 2” dal record assoluto sul tracciato (2’34”57) che gli appartiene e che ha stabilito nel 2012. Ma il trentino non è certo distante: 2’45”36 nella prima manche e 2’39”08 nella seconda con la Osella Pa 2000 gruppo E2B. Quanto basta se non altro per costringere Faggioli a non commettere nemmeno mezzo errore. Sotto un sole tipicamente estivo, il folto pubblico convenuto a Pieve ha avuto ragione anche nel seguire le prove: davvero entusiasmante la parte finale con la partenza di tutti i big che in qualche caso se la sono giocata sul filo dei centesimi nella prova valevole per il campionato e il trofeo italiano di velocità in montagna (zona centro-nord per il Civm) e per l’European Hill-Climb Challenge & Cup. “C’è qualche piccola asperità lungo il percorso – ha commentato Simone Faggioli – per cui gli assetti vanno leggermente ammorbiditi e adeguati al fondo stradale. Per ciò che riguarda il record, dico solo che l’obiettivo principale è quello di vincere la gara e di portarsi a casa i punti; se poi c’è anche il nuovo primato, tanto meglio!”. La soddisfazione per l’esito delle prove si trasforma in grande iniezione di fiducia sia per Christian Merli, sia per lo svizzero Joël Volluz, che con l’altra Osella Fa30 è autore delle terze migliori prestazioni del sabato. “Sono personalmente contento – ha sottolineato Merli – perché la macchina gira bene, stiamo cercando l’assetto giusto e le gomme diverse sembrano fornire ottime risposte”. Può essere davvero Merli a creare qualche preoccupazione a Faggioli? “Se Simone fa la sua gara, non c’è storia!”. E anche il 22enne Volluz, avvicinato al suo paddock, ha il volto raggiante: “Una gara molto difficile su un bellissimo tracciato – ha dichiarato il giovane pilota elvetico – e ideale per uno come me che deve ancora acquisire esperienza, anche se realizzare il tempo di 2’44” dietro Faggioli e Merli è già moralmente un successo alla prima partecipazione allo Spino”. E per la corsa? “Monteremo le gomme nuove, poi vedremo”. Altra piacevole sorpresa di giornata è stato Vincenzo Conticelli su Osella Pa30 (2’49”97), mentre chi non si dimostra soddisfatto è l’umbro Michele Fattorini su Lola B02/50, che nel corso della prima prova si è pure girato al “curvone”, ma non è questo il problema: “La vettura è ok – ha detto – per cui sono soltanto io che debbo ancora assimilare il percorso, al di là delle variazioni che apporteremo”. Dietro Fattorini, più veloce della Osella Fa30 di Diego De Gasperi per soli 10 centesimi di secondo, c’è una interessante bagarre che racchiude in un fazzoletto di decimi i vari Janik, Cinelli e Ducommun. Tutto secondo pronostico nella prototipi Cn con la Osella Pa2/S di Omar Magliona nettamente davanti a quella dell’ancora valido Gianni Urbani e alla nuova Osella Evo di Rosario Iaquinta; parata di lusso nella Gt, con diversi stupendi esemplari al via e le Porsche di Gianni Di Fant e Riccardo De Bellis più brillanti per ora rispetto alla Ferrari F458 del leader di raggruppamento, Roberto Ragazzi. Nella E1 Italia, il grande favorito Fulvio Giuliani con la sua Lancia Delta Evo – che si è limitato a salire una sola volta – è rimasto senza l’avversario numero uno, il pesarese Marco Sbrollini che, tradito da un guasto ai freni nella prima salita, è stato vittima di un pauroso incidente al secondo tornante della “Fontina”, dove la sua Delta si è ribaltata. Il nuovo motore applicato alla Mitsubishi Lancer Evo dopo le noie di Verzegnis sta creando qualche problema nel gruppo A a Rudi Bicciato, che si è visto sopravanzare nei tempi – seppure per questione di decimi – dall’Alfa Romeo 156 di Claudio Giobbi. Sfida tutta da gustare nel gruppo N fra le cinque Mitsubishi Lancer Evo della classe oltre 3000, dove il driver di casa Lorenzo Mercati ha avuto qualcosa in più rispetto a Michele Buiatti, Armin Hafner, Giovanni Del Prete e Lino Vardanega, ma il fazzoletto è alquanto ristretto e in gara può davvero accadere di tutto fra cinque pretendenti all’assoluto e tutti con le carte in regola. La Mini Cooper di Nicola Novaglio è avanti nella Racing Start, ma con l’Honda Civic di Claudio De Ciantis in testa fra le “aspirate” e poi la situazione nelle altre categorie: Giuseppe Paci di Sansepolcro su Opel Astra ha messo le mani sul primo posto nel gruppo N della E3, al contrario del gruppo A (sempre in E3), dove se la giocano le Bmw di Andrea Succi e Andrea Lombardi, tallonate dalla Opel Kadett Gsi di Paolo Ragazzini. Uberto Bonucci e Piero Lottini, entrambi su Osella Pa9, sono infine i grandi duellanti fra le storiche. Sono stati in totale 196 i concorrenti a disputare le salite di prova, così ripartiti: 53 fra le storiche, 36 fra le E3 e 107 fra le moderne. Oltre all’incidente di Sbrollini, anche quello che ha coinvolto – ancora nella prima manche – la Lucchini P198 di Stanislao Bielanski, che ha piegato il telaio nel tratto fra il “curvone” e l’acquedotto, mentre nella seconda tornata un braccio dello sterzo ha costretto al ritiro la bella Chevrolet Corvette di Giuliano Tavani.
E ora, tutti a seguire gara 1 e gara 2, a partire dalle 9.30 di domenica 16 giugno: lo Spino sta per incoronare il “re” dell’edizione 2013.

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