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SALVO VENANZIO RE D’ITALIA

L’ammiraglio della truppa AutoSport Sorrento riconquista la suprema assise dei birilli, dopo il primo titolo del 2014. Per lui è il secondo titolo in quattro campionati corsi. Di seguito video interviste a tutti i protagonisti.

Aveva un conto da pareggiare con la sorte. Ed uno col rivale di sempre, Fabio Emanuele. Con la vittoria di ieri a Serrastretta, Salvo Venanzio ha raddoppiato l’alloro del 2014, centrato 737 giorni prima nella stessa terra calabra. Se l’epilogo è stato felice, il copione della gara clou però, non è stato affatto fluido.

Salvatore Venanzio, Radical SR4:

Nella ricognizione il pericolo numero uno si chiamava estrema umidità, nemica atavica che spingeva tutti i piloti a decifrare bene il fondo, per capire dove osare e dove no. Fondo che raccontava quando calzare le gomme nuove, vero parametro vincente di ogni gara fra i birilli, soprattutto a quel livello. Nella prima manche Venanzio confezionava il capolavoro incompiuto di giornata, segnando un 1.57.43 con strada ancora fredda e gomme usate, che vanificava però con un ingenuo start anticipato. Un remix dovuto alla foga, che rischiava di diventare un grande rimpianto per l’aver perso un eccellente crono, quasi uguale a quello con cui poi Fabio Emanuele sarebbe andato a vincere. Se la trama della prima salita era così una beffa da far grondare la fronte, quella della seconda manche sarebbe stata degna di Alfred Hitchcock.

Fabio Emanuele, Osella PA9/90:

Il bi-campione italiano montava quattro Avon intonse e sferrava l’attacco al trono di gara-due, per mostrare i bicipiti alla concorrenza ed assicurarsi almeno il terzo posto, il minimo utile a renderlo Campione d’Italia. La sfiga si conclamava però alla postazione 11, dove Buonansegna si girava e lo costringeva così a tornare mestamente verso lo Start, con le gomme nuove sfruttate invano nella loro massima finestra prestazione. Fosse successo alla terza birillata sarebbe stato un utile rodaggio per levare le cera, ma all’apice della salita diventava invece un handicap potenzialmente micidiale.

Luigi Vinaccia, Osella PA9/90:

La rabbia e l’amarezza si mescolavano insieme, ma c’era da poco da adirarsi e molto invece da concentrarsi, per fare obbligatoriamente cassa nella terza manche, centrando un timing che lo blindasse sul necessario podio di giornata. Il trend di gara però, diceva che con gomme nuove non tutti stessero migliorando: Venanzio scarrellava così un 1.58.98 che lo esponeva al rischio dei due monelloni Miglionico e Sambuco, che rischiavano di diventare gli arbitri della sentenza tricolore con la forza delle loro note ed attese prestazioni. Né il potentino né il veterano campano però, si ritrovavano le auto migliori con le gomme nuove, così il terzo posto del capitano dell’Autosport Sorrento andava in freezer e ce n’era abbastanza per fare della corona di alloro, il sontuoso vestito di giornata.

Luigi Sambuco, ReBo A.R.:

Le Osellone di Emanuele e Vinaccia invece, salivano di quota e scendevano di tempo, blindando i primi due posti ed issando il penta campione molisano fino alla vittoria di Serrastretta. Tanto bastava per agguantare proprio Venanzio in cima alla classifica, che si agevolava della vittoria in più ottenuta durante il Tricolore per essere il Campione Italiano 2016.

Saverio Miglionico, Radical SR4:

Come nel 2015 il titolo di Emanuele era stato legittimato dal maggior numero di successi stagionali, allo stesso modo Venanzio ha meritato la vittoria finale odierna, con la forza di tre vittorie e prestazioni quasi sempre consistenti e convincenti.

Eugenio Ripepe, Presidente Aci Catanzaro:

Il dato più interessante resta la permanenza al top del driver di Vico Equense, fin dal suo debutto nel Cis: in quattro stagioni complete, due titoli vinti e due contesi fino all’ultimo start. Segno di una costanza di prestazioni che diventa la sine qua non per battersi nel Circus Tricolore.

Gaetano Piria, Elia Avrio:

Il 2017 agonistico vedrà Venanzio portare il proprio raggio d’azione dentro ma talvolta oltre il Tricolore Slalom, mentre una parte di quello tecnico si è già rivelato vincente nel finale del 2016, con due step a trasmissione e frenata, utili ad alzare il livello performance per tenere il ritmo di rivali in costante crescita durante la stagione. Per l’annata che verrà, il Team Venanzio ha già individuato in una nuova carena e nel motore rifatto, la coppia d’assi per continuare a sognare a tre colori.

Alfonso Casillo, Elia Avrio:

Grande domenica per le Osellone di Emanuele e Vinaccia: il campione uscente è migliorato in progressione in ogni manche fino al Best Time finale di 157,31, mentre Vinaccia ha centrato il podio di mezzo con un ottimo 158.11. Per lui grinta incredibile nelle dichiarazioni post gara, dopo mesi di purgatorio per quelle prestazioni che tardavano a tornare. L’indirizzo tecnico delle carreggiate ristrette di ben 22 cm, sembra essere il nuovo riferimento per tutti. La vittoria del format over 190 cm della Pa9-90 di Emanuele, diventa così l’ultima dell’epopea XL in quota Osella.

Francesco Romeo

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