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SAMBUCO: L’EVO-REBO PER VINCERE

Maximum attack anche al tricolore slalom 2018, per il pluri-campione di Palma Campania: le officine della sua Samo Competition, preparano una sport molto più leggera e potente.

Un’ alchimia prestazionale inesorabile, che non poteva non trovare residenza nel polo tecno-agonistico agli ordini di Luigi Sambuco: più cavalli, meno peso.

La factory campana, che negli anni ci ha abituato all’allestimento di vetture diverse come tipologia, ma accomunate da una roboante quota tecnica e velocistica, accanto alla preparazione dell’Osella Pa2000 Evo ex Scola, di cui vi abbiamo parlato recentemente, porta avanti il lavoro di evoluzione della ReBo, la sport derivata dalla mitica Osella Pa90 e posseduta dal veterano di mille battaglie.

La scorsa stagione era servita per decifrare i più e i meno della macchina al tempo appena arrivata, con l’individuazione delle aree di intervento necessarie a migliorare le prestazioni. Malgrado un’ annata di transizione, erano comunque arrivate vittorie e alcuni brillanti podi nel Cis. Ma i 563 kg alla bilancia ed un motore Alfa Romeo due litri che non conosceva una revisione da tempo, non permettevano di essere competitivi al più alto livello degli slalom, pertanto si decise di terminare la stagione 2017 nel migliore dei modi e poi di affondare il colpo nell’inverno antecedente alla successiva. Il propulsore Alfa ex 155D2 è stato così spedito all’ottimo motorista di casa Lotto Moreno (Gas39), che lo ha restituito con le quote di potenza e coppia al top della categoria. Se non dovesse bastare, la factory Samo ha pronta anche un’unità simile ma in uso al tempo all’Alfa 156 ufficiale, che vanta di base una quindicina di cv in più. Per quanto attiene al peso, aspetto ancora più decisivo rispetto alla cavalleria, dopo aver iniziato nella scorsa stagione il lavoro di restringimento delle fiancate, si sta provvedendo adesso ad eliminare tutto il superfluo, miniaturizzando i radiatori, le pance, i condotti e le anziane strutture di supporto originali degli accessori, molte delle quali sono state eliminate o molto snellite.

Il telaio non poteva restare immune da questo trattamento, con lo smontaggio dei pannelli in alluminio che lasceranno il posto a quelli di carbonio, in tutta la superficie. E’utile ricordare che questa vettura sia stata concepita al tempo per il doppio impiego salite/pista e in ossequio al vecchio regime di peso, assai superiore a quello previsto attuale, di soli 490 kg. Luigi Sambuco ed il braccio operativo Vincenzo Pagano, contano di arrivare attorno ai 500 kg già dopo la prima più importante fase attuale di preparazione.

Francesco Romeo

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