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SCOLA SEDOTTO DA LOLITA

Il legame fra Acampora e Dalmazia, porta la Lola B99 Evo nelle mani del tricolore cosentino della Scuderia Vesuvio, stupefatto dall’atomico tremila Armaroli e dall’assetto chirurgico, con cui correrà a Popoli. 

Lucia Scaramella, detta Lulu’, la bimba di papà, la considera come una sorellona che no, non cammina, ma che rotola. La B99 EVO del Team Dalmazia, da lei intitolata Lolita, personaggio della quale riprende anche i colori, ha ormai poco di quello che mamma Lola aveva concepito per lei. La vasca di carbonio e lo schema tecnico restano ovviamente quelli costituzionali, ma ruotando da nord a nord la vettura, chi la conosce ci scopre una rivoluzione totale. Bracci, ali, disposizioni degli accessori, ammortizzatori, incidenze, sbalzi, pneumatici: dal corredo tecnico della pista, si è traslato quello dedicato esclusivamente alla salita. Domenico Scola la propria esperienza in una Formula l’aveva fatta a Morano, ma non era rimasto altrettanto colpito dalla competitività generale di questo tipo di vettura, impiegato in salita. Sebbene la pista di Battipaglia non fosse ben gommata e le coperture usate fossero molto usurate, il campione italiano ha ricavato eccellenti sensazioni dalla B99 di casa Dalmazia: Sono rimasto favorevolmente colpito dalla macchina di Pasquale, per la stabilità in rettilineo, per la prontezza dell’inserimento e per la potenza eccezionale del motore. Con gli stessi rapporti della FA30 potevo usare una marcia in più, segno della grandissima elasticità del V8. Anche la frenata è molto buona e devo dire che l’agilità della macchina non è lontana da quella della mia ex barchetta, al contrario di quanto molto ridotta, mi fosse sembrata invece nella mia uscita precedente con un’altra Formula. Acceleri e senti la macchina seguire la traiettoria impostata fedelmente, pur con una potenza esplosiva del motore ad ogni regime e francamente questo mi da fiducia per fare una buona figura a Popoli. Gli avversari saranno molto forti e le macchine al top non mancano, per cui cercherò di farmi valere anche su una macchina nuova per me, salendo nelle zone alte della classifica.

Con Pasqualone Dalmazia, noleggiatore dal 1990 di Bogani, Tiga, Lucchini e dal 1995 anche di Osella, abbiamo sviscerato le caratteristiche della B99 Evo di casa, sviluppata nel tempo pure grazie al contributo di top driver come Denny Zardo e certificata ulteriormente nella sua efficacia, anche da piloti giovani e rapidi come Angelo Marino, bravo a prendersi la Rieti-Terminillo e altri ottimi risultati: come a dire che non solo i veterani delle supercar da salita, riescono a ottenere performance di livello con Lolita.

Così il big boss del team Dalmazia: La nostra Lola ha davvero poco da spartire con quella originale, perché tranne il telaio e la disposizione del motore, non abbiamo lasciato nulla com’era. Ora è una macchina che in salita, va forte forte. Nel 2017 avevamo montato questo step di motore fatto dal grande Armaroli, che a febbraio aveva segnato ben 503 cv al banco. E’uno Zytek con delle farfalle speciali, che avevano anche altri due top driver in Italia. Uno è tornato alla versione precedente dopo 4-5 gare per la risposta diversa come erogazione rispetto alle sue preferenze, non so perché, l’altro era passato a una gestione elettronica che non riusciva a farlo funzionare in maniera ottimale. Noi abbiamo ricevuto Pietro Comandini della EFI che ci ha fatto come sempre un lavoro eccezionale, consentendoci di avere un motore eccellente ad ogni rotazione. Scola è rimasto impressionato per la coppia e la cattiveria, sale a 9400-9600 come una bestia, ti fa usare una marcia in meno e lo senti cattivo ad ogni regime. Quando apri, lui scaraventa. Sempre. Sono contento di aver dato una gioia ulteriore a Renato Armaroli, che è sempre un grande e se lo merita. Non so ora con la ricalibrazione elettronica se abbia più coppia e meno potenza di picco, ma anche se questo motore adesso ne ha 488-490  di cv, del numero non me ne fotte proprio nulla, perché va fortissimo e tanto basta.

A sentire Pasqualone però, neanche il resto della vettura butta i noccioli: sospensioni Ohlins, bracci studiati, ali e fondo ad hoc, raffreddamento, freni, disposizione e peso, sono tutti al top. Volevo che dopo Fasano tornasse Denny a guidarla, ma lui ha troppi impegni e non è facile averlo fra noi. Così con il mio amico Valentino Acampora, che ha trovato anche del budget, ci siamo accordati per far correre Scola a Popoli. Domenico è un guaglione velocissimo e bravo e sono contento di averlo in macchina ancora con noi. Di piloti ne abbiamo visti tanti e lui di stoffa ne ha da vendere. Ve lo dice Pasquale Dalmazia.

Non meno raggiante, è Valentino Acampora, presidente della Scuderia Vesuvio, gran regista dell’operazione: Ho bussato alla porta di qualche amico che ha risposto presente, perché ci tenevo a far correre Domenico con la macchina di Pasquale Dalmazia, amico mio anche lui. Dopo i fasti del nonno Don Mimì con la nostra scuderia, per me tutto questo assume un grande valore. Intanto ce lo godremo in azione a Popoli, dove ci sono sempre organizzatori e pubblico eccezionali ed appassionati. Scola è un cavallo di razza e non deve e non può restare fermo. Per me che sono cuore azzurro, sarebbe come lasciare Maradona senza pallone..Un delitto, signori miei!

Francesco Romeo

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