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SIMONE FAGGIOLI A CUORE APERTO

Intervista verità a Mister 24 Titoli. Schietto e diretto sul difficile duello presente, sulla sua vettura e sul turbo futuro delle salite.

Nel mezzo del cammin del campionato, la situazione fra i due assi di cuori della velocità in salita contemporanea, riflette l’estremo equilibrio che anima i loro epocali duelli, ormai da qualche anno. Il finale del 2019 aveva erroneamente suggerito che Faggioli avesse acquisito un vantaggio netto, da spendersi nella lotta a limitatore contro Christian Merli. Pareva insomma, che l’inizio del 2020 potesse partire con un patrimonio residuo ad uso del toscano, superiore a quello del rivale trentino, destinato invece ad inseguire con la grinta ed il talento di sempre. La performance annichilente di Erice e la vittoria finale della Coppa Nissena del 2019, due gare profondamente diverse, sono state accomunate da una medesima nettezza nell’imporsi. Il 2020 in salita a tre colori però, ha visto i due eterni sfidanti imporsi in un numero simile di gare in questo breve ma intenso campionato. Talvolta inoltre, i verdetti sono stati scritti con pochi decimi di gap agli scacchi. Segno che il lavoro di Merli e di Osella sull’eterna FA30 e di Petriglieri sul motore, abbia spostato ancora verso l’alto la cifra prestazioni dell’Osellona.

Proprio da qui parte il Faggioli-pensiero: Francesco, non mi sono mai sentito in una posizione di vantaggio tecnico tale da poter dormire sonni tranquilli. Mai. Nemmeno per un attimo. Certo, il finale del 2019 mi aveva permesso di chiudere da vincitore il Civm con due gare finali ottime, ma conosco bene il talento di Merli e di tutte le persone attorno a lui. Sono bravissimi, sanno come fare per far funzionare e progredire la macchina. Sai che con loro come rivali, sei costretto a dare sempre il massimo e che a volte possa anche non bastarti. Oltre al loro indiscutibile valore tecnico, considera anche che io debba gestire una media di cinque vetture clienti, tutte dinamiche che mi sottraggono energie mentali e fisiche da destinare alla mia vettura. Probabilmente loro riescono anche ad essere maggiormente concentrati sulla macchina. Aggiungo che la FA30 resta sempre una grande auto, il mio affetto per questa Sport è notorio.

Il bilancio di questo strano e breve Civm 2020, riflette le potenzialità che avevi immaginato alla vigilia?

Si, assolutamente si. Nelle due gare dove avevo previsto di andare più forte sono effettivamente riuscito a vincere. E viceversa. Il quadro che mi ero disegnato in testa all’inizio, a vantaggio mio o di Christian, e’stato finora confermato dai risultati.

Dopo i progressi motoristici visti nella parte finale dello scorso anno, hai trovato la quadra tecnica ottimale per la tua macchina?

No, non ho trovato un bel niente di stabile allo stato attuale. La macchina va molto bene in determinate condizioni, mentre in altre non è ancora efficace come vorrei. Vista la brevità di questo Civm però, ho deciso di gestire quello che ho cercando di tirare fuori il massimo, senza provare strade troppo ardite o in controtendenza. Ora serve capitalizzare, serve fare cassa il più possibile, poi vedremo cosa fare per crescere.

Delle due gare non vinte, che analisi hai fatto?

Il mio rammarico resta Gubbio. Una gara che adoro, organizzata ad altissimo livello, che amo per mille motivi ma che talvolta mi ha regalato delle delusioni. Il fatto è questo: io vado parecchio bene quando si va molto forte o molto piano. Ai carichi intermedi, alle velocità intermedie invece fatico e non riesco ad essere veloce quanto Merli.

A cosa addebiti questa problematica? Lo skyline della tua vettura che lavora in un modo diverso in termini di downforce, le gomme o cos’altro?

Ho provato a cambiare rapporti, a modificare settaggi sospensivi e qualcosa anche di altro, ma a Gubbio continuo a non esprimermi come vorrei. Francamente ho preso anche in esame il fatto che in certe fasi sia più bravo Christian a guidare, può darsi che a medio carico sia semplicemente più veloce lui. L’ho messo in preventivo, sappiamo quanto sia bravo.

Pirelli vs Avon. Sei soddisfatto del rendimento delle tue coperture? Diciamo che tu sia consapevole del valore delle tue carte nel mazzo ma che al contempo debba anche provare a capire quale possa essere il vantaggio degli avversari, in determinate condizioni. Devi essere anche stratega, in questo senso.

Si, esattamente. La Pirelli ha sempre fornito un prodotto di altissimo livello nella media dei risultati espressi e ne sono quindi più che contento. Sta di fatto che determinati valori tipici che abbiamo visto negli ultimi campionati, non necessariamente si stanno riconfermando attualmente. Di solito l’Avon andava meglio col freddo e la Pirelli con caldo, ma recentemente abbiamo visto anche situazioni in cui questo apparente modo diverso di lavorare, è stato sconfessato da situazioni di gara evolutesi in modo differente. La Pirelli credo che abbia la capacità di decrescere in prestazioni in modo più stabile e graduale dopo il picco di performance, diciamo che mantiene un 80% di efficacia complessiva per una buona percorrenza.

Hanno una finestra prestazioni diversa.

Si, esattamente.

Ad Erice 2019 ricordiamo una tua grande prestazione. Una vittoria che destò molta sensazione per la perentorietà con cui arrivò. Pensi che Erice 2020 possa essere una gara con un relativo vantaggio per te, sulla scorta di quanto visto a settembre scorso?

No Francesco, perché oltre alla crescita dei rivali quest’anno correremo in un periodo dell’anno più avanzato, con condizioni meteo e quindi tecniche ben diverse. Se dovesse piovere poi, la gara si trasformerebbe in un rebus assoluto. Non la considero una gara potenzialmente positiva per me, la valuto come una trasferta bellissima, da fare sempre con immenso piacere per la bellezza del posto e l’accoglienza straordinaria della gente, ma anche tremendamente complessa e aperta a qualunque risultato. Ci sarà da sudare. Molto.

Cividale. Un tuo giudizio su questa crono, titolata Civm 2020.

E’una gara tecnica, ma la vedo più adatta alle vetture turismo che alle nostre sport, se devo essere sincero. Ricordo che qui portai al debutto la 21/S Evo nel 2010. C’era anche Enzo Osella. Una salita complicata, non so fare un pronostico allo stato attuale.

Luzzi.

Christian da quelle parti e’sempre andato fortissimo. I risultati parlano chiaro.

Il Turbo che verrà. In passato hai dichiarato che il V8 per te sia la configurazione ideale. Ribadisci questa idea?

Assolutamente, senza esitazioni. Spero che non si passi mai all’impiego di massa di unità sovralimentate. Già ora io e Christian stiamo andando troppo forte, se subentreranno i turbo sarà davvero tutto troppo pericoloso, perché le prestazioni e le potenze saliranno ancora. Oltre a questo motivo che reputo sia il più importante, penso anche a quanto sarebbe dispendioso per noi correre con motori sovralimentati. Ora ci possiamo permettere di rifare in toto un motore anche ogni 4-5 stagioni, mentre col Turbo dovremmo rifarlo per intero dopo ogni stagione. Penso che anche Merli condivida a grandi linee questo mio pensiero. No, per coppia, erogazione, affidabilità e caratteristiche complessive, scelgo decisamente i V8 atmosferici. E’una strada tracciata, credo sia ancora la migliore.

Potenza massima. Numero 5 davanti o no? Sincero.

Direi che sia io che Christian dovremmo essere a cavallo di quella cifra.

Il tuo diniego di massima rispetto al Turbo ti è stato restituito dall’osservazione delle macchine oggi dotate di questa soluzione?

Guardiamo a Petit. Credo che la sua macchina sia assolutamente ideale come base per un ritorno alla Pikes Peak, visto il peso, il comportamento dinamico e le soluzioni applicate. Non la vedo adatta però, per il Civm. Allo stato, il mio pensiero è questo.

Come stai vivendo questo Civm tanto serrato quanto breve? Ogni gara assume valenza doppia proprio in considerazione dei pochi risultati utili a disposizione. Trapela un po’ di inquietudine.

Sono consapevole di quanto sia difficile la sfida. Ogni gara è apertissima. Non sono ancora a posto come vorrei ma ho deciso di affidarmi ad esperienza ed intuito, gara dopo gara. Fino alla fine, mi muoverò in questa direzione. Poi vedremo cosa verrà fuori. Una cosa però mi dà serenità.

Quale?

La consapevolezza di aver vinto vari campionati. Se non dovessi portare a casa il risultato in questo 2020, resta quello che ho fatto in questi anni, che mi da’ la motivazione per affrontare le sfide di oggi e di domani. Non è mai stato facile e non lo sarà mai, il nostro sport e’ così. Impegnativo a livello mentale, fisico, economico. E lo sarà sempre di più.

Francesco Romeo

1 Commento

  1. Jean-Luc Armagnat

    é ancora non parla del coefficiente moltiplicator per il motore sovralimentato,é quello che fa tutto.

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